Le scuse, evidentemente, non sono bastate. E nemmeno i numerosi tentativi di metterci una pezza sotto forma di nuove versioni di software: alla fine la Volkswagen è stata costretta in Cina a richiamare 384.181 esemplari tra cui Golf, Magotan (la Passat cinese), Sagitar (quella che da noi era la Vento) e Audi A3 per noie al cambio Dsg.
Pressione dei media. Come Quattroruote aveva raccontato in un articolo pubblicato nel numero di luglio del 2012, una certa ruvidezza di funzionamento e qualche guasto avevano scontentato la clientela cinese di questo automatico, costringendo la Volkswagen a intervenire con un nuovo software di gestione. Un'operazione che, però, non ha placato del tutto l'ira degli utenti: il colosso tedesco, messo con le spalle al muro, si è allora prodotto in pubbliche scuse concedendo pure un'estensione di garanzia fino a 10 anni e 160.000 km. Il regalo, però, è stato solo il pretesto per una tregua momentanea. Alimentato da una campagna mediatica portata avanti soprattutto dalla televisione di Stato, il malcontento è esploso nuovamente verso la fine dell'anno, mettendo in imbarazzo la Volkswagen per la quale la Cina rappresenta un mercato fondamentale. Fino, appunto, alla decisione di richiamare le 384.181 vetture.
Costi notevoli. La campagna avviata dal costruttore tedesco riguarda gli esemplari equipaggiati con il Dsg a sette rapporti, quello cioè con la frizione a secco. Saranno sostituiti i componenti difettosi e installata una nuova versione del software di controllo. Un'operazione che, si stima, costerà alla VW dai 3.000 ai 10.000 yuan per veicolo, che al cambio attuale sono dai 373 ai 1.242 euro.
Cosimo Murianni
COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it