Mercato Auto Italia novembre 2020: dati vendite - Quattroruote.it
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Immatricolazioni di nuovo in calo: -8,3% a novembre

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Immatricolazioni di nuovo in calo: -8,3% a novembre
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Torna a calare in modo consistente la domanda di auto nuove in Italia dopo tre mesi di dati relativamente positivi (per quanto non brillanti) e il picco del 10% registrato a settembre grazie agli incentivi alla rottamazione. Secondo i dati del Ministero dei Trasporti, novembre si è chiuso con 138.405 veicoli registrati, l'8,3% in meno rispetto allo stesso mese dell'anno scorso.  

Le cause. A penalizzare la domanda, secondo quanto anticipato pochi giorni fa dalle principali associazioni di rappresentanza del settore, sono stati due fattori specifici: l'esaurimento dei fondi per il sostegno ai programmi di rottamazione e le nuove misure restrittive varate dal governo per frenare la seconda ondata del coronavirus

Il consuntivo. I primi undici mesi dell'anno, per colpa dei pesanti andamenti registrati tra aprile e luglio, si chiudono con un calo del 29% rispetto al corrispondente periodo del 2019, e 1.261.802 unità, un dato che consolida le prospettive cupe fornite dall'Unrae per il 2020. In occasione della diffusione dei dati di ottobre, il presidente dell'associazione delle Case estere, Michele Crisci, aveva parlato di immatricolazioni annuali "al di sotto di 1.400.000 unità, in calo di oltre il 27% rispetto al 2019”.

Bene FCA. In tale contesto spicca l'andamento del gruppo FCA. Dopo il +17,4% di settembre e il +12,5% di ottobre, il costruttore italoamericano fa decisamente meglio del mercato, con un aumento dell'1,6% e 34.786 unità immatricolate. Tra i vari marchi, la Fiat registra 21.342 auto (-2%), seguita dalla Jeep con 7.022 (+18%), dalla Lancia con 4.216 immatricolazioni, (-2,4%) e dall'Alfa Romeo con 1.986 (-2,6%). In spolvero la Maserati, con una crescita del 48,76% anche se con solo 180 vetture immatricolate. 

Flette PSA. In perdita il gruppo PSA, prossimo ormai alle nozze con la Fiat Chrysler. Le 19.898 immatricolazioni implicano una contrazione del 2,4%. A sostenere le performance è la Citroën, con 6.840 registrazioni e un +8,3%, mentre risultano in calo le altre tre marche: la Opel perde il 13,5% (4.807 immatricolazioni), la DS il 25,1% (355) e la Peugeot l'1,7% (7.896).

In calo Volkswagen. In forte flessione l'andamento del gruppo Volkswagen: con 21.757 volumi, il calo è dell'8,6%. Il grosso del declino è legato al marchio omonimo, in discesa di ben il 15,5% a 11.882 registrazioni. Segno negativo anche per gli altri brand: -0,1% per l'Audi (5.435), -10,5% per la Lamborghini (17), -2,4% per la Seat (2.140). Unica eccezione è la Skoda con 2.283 immatricolazioni e un +8,5%.  

Positiva Renault, calo a doppia cifra per la Ford. Fa meglio del mercato anche la Renault con 15.479 auto immatricolate e un +7,7%. Nello specifico, il marchio della Losanga immatricola 9.291 veicoli (+9,5%) e la Dacia 6.188 (+5%). Calo consistente, invece, per la Ford: sono 8.311 le registrazioni, il 17,1% in meno rispetto a un anno fa.

Giù Daimler, sale BMW.
Andamento contrastato per i due maggiori costruttori tedeschi del mondo premium. La Daimler chiude il mese con 4.966 immatricolazioni, il 55% in meno rispetto allo scorso novembre: il marchio Mercedes-Benz perde il 21,9% (4.238 unità) e la Smart l'87% (728). In controtendenza il gruppo BMW, con un +1,54% (6.939 registrazioni)  frutto di una crescita del 2,5% (4.884 vetture) per il marchio dell’Elica e di una contrazione dello 0,7% (2.055 immatricolazioni) per la Mini.

Le asiatiche. Performance decisamente contrastanti anche per la maggior parte dei costruttori asiatici. Il gruppo Toyota, con 8.064 immatricolazioni, perde l'1%, la Kia, con 2.804, il 29,5% e la Hyundai, con 2.666, il 43,5%. In grande spolvero ancora una volta la Suzuki, con un +53,2% a 3.684 registrazioni. La Nissan sale del 2,5%, mentre la Mazda flette del 38,5%, la Mitsubishi del 65,7%, la Honda del 19,7% e la Subaru del 33,1%. 

Le altre. Nel segmento premium la Volvo registra 1.515 veicoli e arretra del 29,4%. Il gruppo Jaguar Land Rover, con 1.251 registrazioni, scende del 28,5%: il marchio del Giaguaro segna un -20,4% (382 unità) e quello dei fuoristrada un -31,6% (869 auto). Cresce quasi a tripla cifra la Tesla: 263 unità immatricolate e un +93,4. La Porsche perde il 14%  (497 registrazioni), mentre sono 40 le immatricolazioni della Ferrari (+81,8%).

Panda sempre al comando. L'auto più venduta del mercato rimane sempre la Fiat Panda, con 10.908 immatricolazioni. Al secondo e al terzo posto della classifica delle vetture più popolari si piazzano, rispettivamente, la Toyota Yaris (4.529 unità) e la Fiat 500 (4.258). Seguono, nell'ordine, la Lancia Ypsilon (4.215), la Renault Captur (4.032), la Dacia Sandero (3.734), la Jeep Compass (3.680), la Jeep Renegade (3.298) e la Citroën C3 (3.259). Chiude la top-ten mensile la Volkswagen T-Cross (3.090). 

Ancora boom per le elettrificate. In termini di tipologie di alimentazione, le auto elettriche segnano un +350,4% con 4.810 immatricolazioni, mentre le ibride crescono del 206,7% con 32.309 registrazioni. Boom anche per le plug-in, salite del 403,1% a 4.940 vetture. A eccezione del Gpl (+14,3%  a 11.124 unità), le altre motorizzazioni chiudono tutte in calo: -37,4% per le auto a benzina (43.533), -28,4% per le diesel (40.395) e -30,8% per quelle a metano (2.795).

Crescono i privati, male il noleggio. Sul fronte dei canali di vendita, le immatricolazioni dei privati crescono del 12,2%, mentre quelle del noleggio scendono del 19,4%, con la componente di breve termine in discesa del 15,4% e quella di lungo in flessione del 16,3%. Le società scendono del 45,2%, con le autoimmatricolazioni in flessione del 56%.

L'usato. Male, infine, il mercato dell'usato: a novembre sono stati 295.546 i trasferimenti di proprietà (al netto delle minivolture), il 12,07% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dall'inizio del 2020, il mercato delle vendite di vetture di seconda mano ha perso quasi un terzo dei volumi: -29,06% a 2.741.636 trasferimenti.

Il commento dell'Unrae. “Non possiamo non ricordare – commenta Crisci – che gli incentivi estivi hanno rappresentato certamente una boccata di ossigeno per Costruttori e indotto industriale, ma soprattutto hanno prodotto un indubbio beneficio per l’ambiente: grazie agli incentivi, secondo i dati resi noti da Invitalia, sono state rottamate più di 120 mila vetture delle categorie fino a Euro 4, fortemente inquinanti e poco sicure, risparmiando alle nostre città oltre 155 mila tonnellate di CO2 su base annua. Ambiente ed economia hanno dimostrato di poter convivere bene se le manovre sono ben fatte”. “Auspichiamo ugual misure sul 2021 con un rinnovo degli incentivi allo svecchiamento del parco auto per contrastare le attuali condizioni di recessione e una maggiore detraibilità dell’Iva per vetture aziendali, misura già in atto nei maggiori Paesi europei e la cui assenza penalizza il nostro mercato perché ne riduce la competitività”, conclude il presidente dell’Unrae.

COMMENTI

  • Euro 4, fortemente inquinanti e poco sicure? Quindi ogni 10 anni le auto sarebbero da buttare! Anche produrle inquina, in primis le batterie.
  • Per giampiero, come battuta ci sta bene ma come realtà no, oggi non spenderei mai 85000 € per un auto, lo facevo da giovane, e quado non c'erano i limiti fi velocità, oggi meno spendo meglio mi sento e poi da vecchio ingegnere, odio l'elettronica sulle auto, ne accorcia la vita
  • @ Pietro: pur avendo scelto un'elettrica pura, sono contrarissimo ai divieti. quando uno compra un'auto e la immatricola, fa un patto con lo stato che dice che sinché l'auto rispetta le caratteristiche omologate deve poter circolare alle stesse condizioni di quando l'ha comprata. piuttosto concordo con Volvo, che in questi giorni sostiene che nemmeno bisogna incentivare l'elettrico: è più serio e produttivo fissare limiti per l'acquisto delle auto ICE nei termini lunghi - vedi UK, proprio oggi Giappone e altri.
  • dovrei cambiare l'auto ma certamente non comprerei un'elettrica, vero lil 60% del cholometraggio è in città ma sarebbe inutilizzabile per il rimanente chilometraggio per ovvi problemi di ricarica
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  • Speriamo che il mercato dell'elettrico decolli anche qui altrimenti saremo la pattumiera d'Europa in cui andare a vendere le vecchie diesel e benzina che, come si capisce dalle vendite, non vuole più nessuno...
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  • Gli ecologisti faranno notare che "elettriche +350,4% , plug-in, + 403,1%". Totale delle operazioni, solo perchè molto incentivate, nemmeno 10.000 auto, ossia 1/3 delle sole (che forse come numero contengono mild e full) hybrid e probabilmente anche le vetture immatricolate dagli autosaloni da far provare. La panda, da sola e quasi senza incentivi, ha fatto meglio. Ciò dimostra chiaramente che l'elettrico puro per adesso è solo un giocattolino per ricchi finti ecologisti..
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  • Nulla di cui stupirci.
  • Bisogna investire, avere fame, essere visionari...
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