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Mercato auto Europa
Inizio d'anno in forte calo: -25,7% a gennaio

Mercato auto Europa
Inizio d'anno in forte calo: -25,7% a gennaio
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Inizio d'anno decisamente negativo per mercato europeo dell'auto, con una perdita di oltre un quarto dei volumi e immatricolazioni ampiamente al di sotto della soglia del milione di unità. Secondo i dati Acea, a gennaio le registrazioni nell'area composta dai Paesi Ue-Efta e dal Regno Unito si sono attestate su 842.835 unità, per un calo del 25,7% rispetto al primo mese del 2020. L'associazione europea dei costruttori attribuisce l'andamento negativo della domanda alle nuove restrizioni che le varie autorità nazionali hanno imposto nel tentativo di frenare la pandemia del coronavirus. 

I mercati principali. Nei Paesi dove sono state applicate le misure restrittive più severe, le immatricolazioni hanno subito un tracollo: la Spagna e il Regno Unito hanno perso, rispettivamente, il 51,5% e il 39,5% dell'immatricolato, mentre in Germania il calo è stato del 31,1%. Relativamente più confortanti i dati in Italia (dove il mercato è risultato in calo del 14%) e ancor di più in Francia, capace di limitare le perdite a -5,8%. 

Stellantis in calo. Nella classifica dei principali produttori, il gruppo Stellantis registra un calo del 27,4% e 178.565 immatricolazioni. Tra i vari marchi limitano le perdite la Peugeot, in contrazione del 18,1% (60.885 registrazioni), e la Jeep, che chiude kl mese con un -14% (9.349). Gennaio si conclude con un -33,5% per la Opel/Vauxhall (33.893 immatricolazioni) e con una flessione del 28,6% (33.554) per la Fiat, del 32,9% (31.970) per la Citroën, del 35,2% (5.051) per la Lancia, del 44,9% (2.716) per la DS e del 46,7% (1.812) per l'Alfa Romeo, mentre la Maserati, con 335 consegne, segna un -5,1%. 

Male anche i tedeschi. Il nuovo sodalizio frutto della fusione tra la Fiat Chrysler e PSA si piazza comunque alle spalle del gruppo Volkswagen, sempre al primo posto dall'alto delle sue 214.486 immatricolazioni (il 28,1% in meno rispetto a un anno fa). Il brand omonimo subisce una contrazione del 31,6%, la Skoda del 20,9%, l'Audi del 31,2%, la Seat del 26,7% e i i marchi superpremium Bentley, Lamborghini e Bugatti del 24,7%. Bene la Porsche con una crescita dello 0,9%. Performance in calo, ma comunque migliori del mercato, per la BMW e la Daimler. Il costruttore bavarese, quarto in classifica, immatricola 64.077 vetture e scende del 16,8%, con il marchio dell'Elica in flessione del 16,3% e la Mini in discesa del 19,4%. Per il gruppo Daimler, fermo al settimo posto, le registrazioni sono pari a 53.336, per un calo del 17,9% frutto del -20,8% della Mercedes-Benz e del +191,3% della Smart.  

Meglio del mercato Renault, Hyundai e Toyota. Fanno meglio del mercato anche i gruppi Renault e Hyundai. La società di Boulogne-Billancourt, terza alle spalle di Stellantis, vede le immatricolazioni attestarsi su 77.561 unità, il 22,9% in meno rispetto a gennaio 2020. Tra i marchi spicca il +18,46% dell'Alpine, anche se i numeri sono decisamente contenuti (77 registrazioni). La Renault flette del 28,2%, la Dacia del 12% e la Lada del 66,7%. Per i coreani, quinti in classifica, la contrazione è del 21,6%, con 62.401 unità e il marchio Kia che compensa parzialmente, con un -10,4%, il -31,8% della Hyundai. Alle loro spalle si spiazza il gruppo Toyota: le immatricolazioni giapponesi sono 57.698, per un calo del 20,2% dovuto soprattutto al -34,6% della Lexus (il marchio omonimo perde, invece, il 19,1%). 

Male Ford e le inglesi, bene Volvo. Tra le altre Case la Ford, con 46.185 immatricolazioni, scende del 26,2%. La Jaguar Land Rover piazza 9.500 veicoli e cala del 38,5% con il marchio del Giaguaro e il brand dei fuoristrada in contrazione, rispettivamente, del 52,5% e del 33%. L'unica Casa con segno più dell'intera classifica Acea è la Volvo: gli svedesi immatricolano 23.859 veicoli e guadagnano il 3,6% rispetto a gennaio 2020. 

Le altre giapponesi. Tra gli altri costruttori giapponesi il calo è pesante e generalizzato. La Nissan, infatti, perde il 39,5%, la Mazda il 38,8%, la Honda il 55,9% e la Mitsubishi il 63,5%.

COMMENTI

  • Negli ultimi 4 anni abbiamo assistito ad un aumento dei listini auto del 40% del tutto ingiustificato, di contro nessun aumento ne di salario ne di pensioni. Le automobili per un lavoratore medio hanno prezzi inavvicinabili, quindi non meravigliamoci se non se ne vendono e non se ne venderanno. Per non parlare delle auto elettriche che hanno prezzi assurdi e senza nessuna logica di mercato. Il problema è che le auto stanno sempre di più diventando un prodotto per ricchi.
  • Ed andrà peggio non solo i divieti alla circolazione per il covid ma la crisi economica che non finirà con il covid ma durerà parecchio, specie in italia, in cui l'economia si basa sulle piccole microimprese, molte delle quali non sopravviveranno al civid anzi sono già chiuse, inoltre l'auto ormai viene sostituita, quindi se non vi sono le condizioni economiche non si sostituisce, e si tiene la vecchia
  • E andrà ancora peggio se durerà il COVID !
  • Benchè i propri mercari di riferimento, Italia e Francia, siano quelli andati meglio, Stellantis cala più del mercato. Molto male.
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  • Numeri importanti... e le case contano di recuperare finanziando a tassi dal 3,99 al 7% abbondante, con assicurazione obbligatoria, quando l'euribor è negativo?