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Nel regno della Panda vendute anche 578 Ferrari

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Nel regno della Panda vendute anche 578 Ferrari
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Ogni anno, ormai da un quarto di secolo, l’Unrae, l’associazione di costruttori stranieri di autoveicoli presenti sul mercato italiano, pubblica una sintesi statistica relativa al mercato dei dodici mesi precedenti che consente di avere un quadro generale dell’andamento delle immatricolazioni (molto negativo, com’è noto, nel 2021); spulciando tra i dati, però, si possono trovare anche delle curiosità, che può essere divertente ripercorrere.

I dati complessivi. Nel 2021 sono state immatricolate nel nostro Paese 1.457.860 auto, cioè (arrotondando) 460 mila in meno del 2019, ultimo anno precedente la pandemia e altre sventure, dalla crisi dei microchip alla guerra in Ucraina: il calo si è tradotto in un crollo delle entrate fiscali per lo Stato pari a un miliardo di euro, limitandosi al gettito Iva (voce alla quale bisognerebbe aggiungere quanto meno la flessione anche degli importi dell’Ipt). Il mercato, dunque, si è assestato sui livelli di dieci anni fa (nel 2012 vennero targate 1.402.978 vetture), ma anche del periodo 1973-74, quando, complice la crisi energetica innescata dalla guerra arabo-israeliana del Kippur, vennero venduti rispettivamente 1,45 e 1,28 milioni di auto. Un balzo indietro, insomma, di quasi mezzo secolo.

Panda for ever. La regina è sempre lei, la piccola Fiat, della quale sono stati immatricolati nel 2021 112.301 esemplari, più del doppio della seconda classificata 500 (ferma a quota 44.820); segue, sul podio, l’inossidabile Lancia Ypsilon, con 43.735 unità. La Jeep Renegade con 35.365 è la prima delle vetture straniere, che risulta la Toyota Yaris a quota 32.640. Quello della Panda è un vero fenomeno: il modello è stabilmente al vertice della classifica negli ultimi dieci anni, nel corso dei quali è stato venduto complessivamente soltanto nel nostro Paese in 1,238 milioni di esemplari (l’anno record del decennio è stato il 2016, con 148.155 unità). Nella top five dal 2012 al 2021 la Panda è seguita dalla Lancia Ypsilon (517.981 pezzi), poi da 500 (417.496), Clio (395.394) e Punto (370.790). La francese è uscita dalla top ten nel 2021, mentre la Fiat Punto ha mantenuto salda la seconda posizione dal 2012 al 2015, prima di uscire di produzione (nel 2018); il marchio Jeep, invece, assente dalle prime dieci posizioni fino al 2017, vede ora due modelli in classifica, essendosi aggiunta alla Renegade la Compass (con 28.592 unità).

Fiat leader. Tra i marchi, grazie anche al persistente successo della Panda, la Fiat continua a prevalere con distacco, avendo immatricolato nel 2021 220.419; seguono la Volkswagen con 126.096 auto e la Toyota con 84.264. Il gruppo Stellantis piazza nella top ten anche i brand Peugeot (quarta, con 84.264 unità), Citroën (settima, con 64.869) e Jeep (ottava, con 63.695); in classifica compaiono pure Ford (quinta, 80.996), Renault (sesta, 74.534), Dacia (nona, con 61.693) e Audi (decima, 55.700). Quest’ultima vince la sfida tra i marchi premium tedeschi, avendo immatricolato BMW e Mercedes rispettivamente 51.280 e 47.338 vetture.

Happy few. Non c’è crisi, invece, per chi si può permettere una supercar. Nel 2021, infatti, sono state vendute in Italia 578 Ferrari, 298 Lamborghini, 1.647 Maserati, 88 Lotus, 46 Aston Martin e 6.248 Porsche: dato, quest’ultimo, superiore per esempio a quello delle Tesla (6.045 unità). Ferrari e Lamborghini hanno fatto registrare crescite significative sul 2019, anno in cui avevano immatricolato rispettivamente 505 e 270 vetture; in flessione, invece, Aston Martin (erano state 53), Maserati (2.085) e Porsche (6.733). Quanto alle Tesla, che abbiamo preso come riferimento (improprio, ma è una curiosità), le vendite nel nostro Paese sono quasi triplicate, essendo state nel 2019 pari a 2.453 unità.

Ciao diesel. Com’è facile immaginare, le vendite di auto a gasolio nel 2021 hanno subito un’ulteriore, pesante contrazione, attestandosi su 322.843 unità, contro le 763 mila del 2019; anche la quota di quelle "pure" a benzina si è sostanzialmente dimezzata rispetto a due anni prima (da 852 mila a 436 mila). Crescono, ovviamente, le ibride, delle quali 320.748 sono risultate mild, 102.303 plug-in e 69.529 full; 67.267 sono state le full electric, pari al doppio di quelle del 2020 (e dieci anni prima erano state… 524).

A ruote alte. Il 2021 è stato anche l’anno di Suv e crossover, che hanno superato le berline con una quota di mercato del 48,2% contro il 44,6%; le station wagon sono ridotte al 3,56% del totale (erano il 7,6% nel 2012), mentre il resto è costituito da quote marginali di cabrio, spider, coupé, monovolume e multispazio.

COMMENTI

  • E' evidente che nel prossimo futuro vedremo sempre più auto ibride, ibride plug-in, full-elettric, e speriamo al più presto con la propulsione a idrogeno in sostituzione dei motori endotermici sia diesel e benzina. E' ovvio che con questa crescita serve sempre più una capillare infrastruttura di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici privati ed ovviamente ad un abbassamento dei costi di ricarica di questi veicoli che al momento sono abbastanza proibitivi e non raggiungono una platea circolante di guidatori medio bassi economicamente parlando essendo il pieno elettrico ancora troppo alto rispetto ad un pieno di benzina o diesel.
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