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Audi A3, il futuro è Euro 7: col restyling e una variante inedita

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In vista di un domani senza l’A1 e la Q2 – modelli che l’Audi ha ufficialmente cancellato dai propri piani ma che continueranno la propria carriera fino alla fine del ciclo di vita delle attuali generazioni – la A3 è destinata a ereditare il ruolo della piccola di casa. Un ruolo già ricoperto agli albori della sua storia, quando il marchio dei Quattro anelli – negli anni 90 - ha scelto di entrare nel segmento C. In questo senso, il futuro sarà una sorta di ritorno al passato. L’aspetto più interessante, però, è valutare la profondità di questo futuro. Perché se è certo che la A3 avrà ancora evoluzioni, prima con l’introduzione di un’inedita variante e poi con un restyling in epoca Euro 7, i tempi sono ancora prematuri per parlare di una quinta generazione. Che, se ci sarà, cadrà in un’annata (plausibilmente il 2027) appartenente a una nuova era del costruttore di Ingolstadt: quella, con inizio a partire dal 2026, in cui tutti i nuovi modelli Audi saranno elettrici.

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Ieri. Ampliare l’offerta con un modello compatto è stata, per l’Audi, un’operazione piuttosto semplice, avendo in casa (si intende il gruppo Volkswagen) una base tecnica bell’e pronta come quella della Golf quarta serie, che però fu introdotta un anno dopo. Inizialmente proposta con carrozzeria a tre porte, la A3 si è affermata soprattutto nella più pratica variante a cinque porte (dal 1999) e sin dalla prima serie ha previsto una declinazione sportiva, la S3, che al tempo (si parla del 2000) era un’auto da poco più di 200 cavalli, mentre oggi è una “piccola bomba” che sfonda il muro dei 300. In quello che si definisce il segmento “entry level” del premium, agli inizi la A3 aveva campo libero dalle note rivali tedesche, giacché la Mercedes Classe A era, al tempo, un modello completamente diverso, mentre la BMW Serie 1 è entrata in produzione solo nel 2004. E quando la bavarese muoveva i primi passi, la compatta di Ingolstadt era già nel secondo capitolo della sua storia, firmato Walter De Silva per quanto riguarda lo stile. È nella sua seconda serie che la A3 – nelle carrozzerie tre porte, Sportback (sorta di via di mezzo tra una hatchback e una wagon) ma anche cabrio – ha messo su famiglia, introdotto migliorie tecniche come le sospensioni posteriori multilink e, con il restyling del 2008, inserito nella gamma motori anche una variante V6 da 3.2 litri da 250 cavalli. Durante la seconda generazione, il picco di potenza è però stato toccato dalla RS3, spinta da un cinque cilindri turbo da 340 cavalli, comune alla TT RS. Nel 2012 è arrivata la terza serie. Lo stile era un’evoluzione, la base tecnica, invece, una rivoluzione: l'Audi compatta è stata infatti il primo modello del gruppo Volkswagen a montare il pianale modulare Mqb, architettura “scalabile” che ha fatto la fortuna del costruttore di Wolfsburg in termini di ottimizzazione della produzione e contenimento dei costi. Con questo, la A3 ha guadagnato motorizzazioni inedite, tra cui quella benzina-metano (g-tron) e quella ibrida plug-in (e-tron). Soprattutto, la terza serie ha visto debuttare un'inedito assoluto: la A3 Sedan, variante berlina a tre volumi e quattro porte.

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Oggi. L’Audi A3 attuale è la quarta generazione, introdotta nel 2020. Con una carrozzeria dalle linee molto tormentate, la tedesca fa dei fari a Led (disponibili anche a matrice) il principale strumento espressivo, mentre gli interni sono caratterizzati dal binomio tra strumentazione e infotainment completamente digitale. Inizialmente proposta nella doppia veste Sportback e Sedan, oggi è a listino solo nella variante a due volumi e cinque porte, con una gamma che spazia dai classici quattro cilindri diesel e benzina a varianti a tre e quattro cilindri leggermente elettrificate (benzina mild hybrid). La A3 ibrida plug-in, poi, non si chiama più e-tron ma prende la denominazione 40 TFSI e o 45 TFSI e a seconda del livello di potenza (204 o 245 CV). Resiste a listino anche la A3 “gasata”, la variante a metano denominata g-tron.

Domani. Con la decisione, già confermata, di dismettere la A1 e la Q2 al termine dei rispettivi cicli, la A3 tornerà ad essere la porta d’accesso al mondo Audi. Ma per quanto, ancora? Tutto fa pensare che l’attuale generazione sia destinata a scollinare la metà del decennio in corso, entrando in pieno nell’Euro 7. Prima ancora, l’evoluzione dovrebbe prevedere l’innesto di una variante leggermente rialzata, denominata allstreet al pari della declinazione “crossover” della A1. Anche la formula sarà speculare: all’assetto leggermente sollevato sarà abbinata una caratterizzazione estetica, fatta di protezioni extra, finiture e cerchi dedicati. Questo progetto, del quale al momento circolano solo indiscrezioni, dovrebbe vedere la luce nel corso del 2023. Più avanti nel tempo (2024/2025) sarà invece la volta di un restyling vero e proprio della A3 di quarta generazione. L’aggiornamento anticiperà l’entrata in vigore delle normative di omologazione Euro 7, essendo però già tecnicamente conforme. Secondo le previsioni, la gamma è destinata a replicare l’attuale ventaglio di motorizzazioni previste (diesel compreso), ovviamente su livelli di prestazioni ed efficienza superiori: aspetto che interessa in particolar modo la versione ibrida plug-in, oggi capace di quasi 70 km (dichiarati) di autonomia in solo elettrico. Risulta più complesso, invece, immaginare il futuro dell’Audi A3 oltre il ciclo di vita dell’attuale serie. Ora come ora, infatti, non si profila all'orizzonte una sorta di staffetta con un’erede (spirituale) elettrica, sulla falsariga di quanto già accaduto alla Golf con la ID.3. Vero è, però, che un’ipotetica quinta serie della A3 – pronosticabile non prima del 2027 - cadrebbe in piena “nouvelle vague” a corrente della Casa di Ingolstadt, la quale ha dichiarato di voler lanciare, a partire dal 2026, solo modelli elettrici. E per il momento non sembra intenzionata a rivedere i propri piani. Ma in questi tempi di cambiamenti e incertezze, mai dire mai…  

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