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Caro carburanti
“Tutto esaurito”: in Italia alcuni distributori restano senza benzina, ma non è (ancora) crisi

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Immaginate la scena: in piena crisi del Medio Oriente, col petrolio che vola, un automobilista dà la caccia a un distributore di benzina o diesel che, in zona, pratichi prezzi più bassi della concorrenza. Dopo aver trovato la pompa giusta grazie al passaparola, ai forum online o qualche app, si dirige verso l’impianto sperando in un buon risparmio sul pieno. Arrivato sul posto, tuttavia, trova l’erogatore sigillato, nastri bianchi e rossi a delimitare l’area e impedire l’utilizzo della “pistola”, con la perentoria scritta: “Esaurito”.

È una situazione che si ripete spesso quotidianamente per centinaia di automobilisti in tutto lo Stivale, come ci è stato segnalato da diversi lettori. Qual è il problema alla radice di questa brutta sorpresa?

Cosa c’è sotto

La causa non è un’improvvisa carenza di petrolio a livello globale né un blocco strutturale delle forniture: la chiusura momentanea delle pompe è frutto di dinamiche psicologiche ed economiche. Subito dopo l’attacco USA in Iran, con l’impennata dei prezzi del carburante e ancor più col taglio delle accise del governo, si è scatenata tra gli automobilisti una legittima e comprensibile rincorsa al centesimo. Che ha trasformato i distributori più convenienti in mete d’assalto.

“Tutto esaurito”: in Italia alcuni distributori restano senza benzina, ma non è (ancora) crisi

Il fenomeno è alimentato da un tam-tam fisico e digitale. Appena un distributore espone un prezzo significativamente inferiore alla media della zona, il flusso di veicoli aumenta in modo esponenziale. Questo sovraccarico ha messo sotto stress la capacità fisica delle stazioni di servizio: le cisterne interrate, infatti, hanno un volume limitato e non possono rigenerarsi all'infinito in tempo reale. Quando il prelievo giornaliero raddoppia o triplica rispetto alla norma, le riserve si esauriscono molto prima dell’arrivo dell’autobotte successiva.

Disservizio temporaneo

Si tratta di un problema transitorio, non di un’emergenza nazionale: gli esperti del settore confermano che non esiste una penuria di prodotto raffinato nei depositi. La questione è puramente logistica, col sistema di rifornimento che richiede tempi tecnici per l’ordine, il trasporto e il carico: un collo di bottiglia temporaneo, causato da una domanda concentrata e frenetica verso i punti vendita “low cost”. Una volta ripristinate le scorte tramite le regolari consegne, il servizio riprenderà regolarmente.

“Tutto esaurito”: in Italia alcuni distributori restano senza benzina, ma non è (ancora) crisi

La beffa della spesa in più

Tradotto in soldoni, può darsi che la ricerca del distributore meno caro si trasformi in una spesa superiore al normale: i chilometri percorsi per trovare il punto vendita giusto, che invece segna il tutto esaurito, si traducono in maggiori consumi (ed emissioni). È il paradosso della guerra in Iran, con una doppia beffa per gli automobilisti.

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