Perché non vendere o rottamare l'auto malandata, quella che richiede costose riparazioni per essere rimessa in moto, se non quella già stabilmente in panne e, per questo, ferma da tempo sotto casa? Nel caso, ci pensa AutoSvolta: dopo lo start avvenuto a gennaio, si sta concludendo la prima fase del progetto che vede anche Quattroruote fra i partner. In cambio, a chi ha liberato uno spazio su strada, quello occupato da un mezzo malconcio o vetusto, gli organizzatori offrono opportunità per l’acquisto di un veicolo alternativo, a basso impatto ambientale e abbonamenti scontati per il car sharing e per il bike sharing. Tra pochi giorni comincerà inoltre una seconda fase che comprende un bando e prevede di coinvolgere il maggior numero possibile di sostenitori. Voluta dal comune di Milano e dalla sua Agenzia mobilità, ambiente e territorio in adesione al progetto europeo Empower, l’iniziativa non è passata inosservata: “Il nostro obiettivo”, spiega Maria Berrini, presidente dell’Amat, “è cambiare approccio e favorire la svolta, appunto, verso una mobilità più sostenibile. Non mediante divieti, multe e sanzioni, ma con incentivi, sconti e bonus”.
AutoSvolta.it Come si fa a ottenerli? Sul sito dedicato, gratuitamente e con pochi clic, inserendo targa, modello, km totali e mediamente percorsi, il programma (fornito da Quattroruote sulla base delle rilevazioni di mercato che, ogni mese, danno vita alle sempre aggiornate quotazioni dell’usato) calcola il valore residuo del mezzo, i suoi costi di mantenimento e il suo impatto ambientale. A quel punto, suggerisce anche le agevolazioni disponibili per l’acquisto di mezzi più puliti e propone bonus per accedere alle offerte cittadine di mobilità condivisa. La proposta ha incontrato quasi 2 mila utenti, con 400 follower su Facebook e tanti “like”. Durante la prima fase, il 10% di chi ha navigato ha approfittato per “svoltare” sul serio: con una quota del 30%, l'operazione più richiesta è stata la vendita del vecchio veicolo, seguita dalla sua demolizione e dall’iscrizione al car sharing o al servizio BikeMI. Ora, come detto, parte un bando, attraverso il quale, associazioni, organizzazioni ed enti no profit e privati potranno entrare e far parte del progetto “Amici di AutoSvolta”.
Camilla Golzi Saporiti
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