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La hypercar Valkyrie diventa AMR Pro - VIDEO

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L'Aston Martin Valkyrie è tornata al Salone di Ginevra presentandosi, a un anno di distanza dal debutto della versione originale, nella nuova veste AMR Pro. L'hypercar britannica è così diventata ancora più estrema in un'evoluzione pensata per essere utilizzata unicamente in pista e per essere prodotta in soli 25 esemplari. Powertrain ibrido, aerodinamica esasperata e soluzioni tecniche diametralmente opposte a quelle delle auto di grande produzione fanno di questa supersportiva una vettura ancor più performante di molte monoposto da competizione.

Aston Martin Valkyrie AMR Pro, altro che ibrido!

1.100 CV per 1.000 kg. Alcune modifiche tecniche, come la ricalibrazione del sistema di gestione del propulsore con modifiche al software del sistema di Energy Recovery e un impianto di scarico libero da ogni norma omologativa, hanno permesso al V12 aspirato da 6.5 litri di raggiungere, insieme al sistema di propulsione elettrica firmato Rimac, una potenza superiore ai 1.100 CV, oltrepassando le performance del modello stradale e andando di fatto a migliorare ulteriormente il rapporto peso/potenza di 1:1 già garantito dalla versione targata. La velocità massima stimata è di 362 km/h, mentre l'accelerazione laterale, secondo i tecnici della Aston Martin, può tranquillamente superare i 3G.

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Essenziale. Tutto il superfluo, come il sistema di riscaldamento e l'impianto di infotainment, è stato rimosso e nuove componenti da competizione hanno trovato spazio sotto alla carrozzeria di fibra di carbonio. I parabrezza e i finestrini sono di policarbonato, l'impianto di scarico è stato alleggerito e i quadrilateri delle sospensioni sono di fibra di carbonio, così come il sedile del pilota.

Aerodinamica esasperata. Trattandosi di un modello da pista, i designer hanno modificato gran parte della carrozzeria, riprogettando svariate componenti per garantire le migliori prestazioni possibili. I fari sono stati eliminati lasciando spazio a due piccoli gruppi ottici verticali, le prese d'aria sono state ingrandite e lo splitter anteriore si è allargato e abbassato per diventare ancora più efficace. Modifiche simili sono state apportate anche alla coda dell'auto, che ora dispone di un estrattore riprogettato che lavora insieme a un nuovo, e più largo, alettone per garantire livelli di carico aerodinamico nettamente superiori a quelli della versione stradale.

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