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Tolti i veli alla John Cooper Works GP

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Tolti i veli alla John Cooper Works GP
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Saranno solo 3.000 in tutto il mondo i clienti che potranno acquistare la Mini John Cooper Works GP. Il modello, che debutta al Salone di Los Angeles, non è soltanto una serie speciale, ma un'evoluzione decisamente corposa del progetto che ha come unico scopo quello di incrementare le prestazioni. Le prevendite sono già aperte in Italia e il prezzo è stato fissato a quota 45.900 euro. 

306 CV dal 2.0 turbo. Dentro al cofano troviamo il 2.0 turbo che già è stato proposto sulla Countryman JCW e su altri modelli del gruppo BMW: parliamo della variante da 306 CV e 450 Nm, che permette alla vettura di toccare i 100 km/h da fermo in 5,2 secondi e di raggiungere una punta massima di 265 km/h senza ricorrere al limitatore elettronico. L'unica trasmissione disponibile è quella automatica otto marce con differenziale autobloccante meccanico (al 31%) e trazione anteriore, mentre l'impianto di raffreddamento e di lubrificazione, l'aspirazione e il sistema di scarico sono specifici. La coppia massima è erogata da 1.750 a 4.500 giri/min, mentre la potenza massima è espressa da 5.000 a 6.250 giri/min.

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Debuttano gli "spats" di carbonio. Non sarà difficile riconoscere la GP dalle altre Mini: la caratterizzazione estetica è funzionale alla prestazione e ogni modifica deriva da studi aerodinamici ben precisi. I passaruota allargati e l'apertura sul cofano sono comuni alle altre JCW, ma lo splitter e l'alettone in coda sono specifici e di grandi dimensioni. Ancora più drastica è la scelta operata sulle fiancate, dove i passaruota allargati si sono trasformati in vere e proprie appendici, tecnicamente conosciute come "spats". I passaruota sono di fibra di carbonio riciclata con trama a vista e nell'elemento frontale è indicato il numero progressivo dell'esemplare. I cerchi forgiati da 18" bicolore sono i più leggeri mai adottati da Mini, inoltre sono previsti ulteriori interventi all'assetto con regolazioni specifiche, montaggio su uniball dei bracci posteriori e rinforzi sviluppati appositamente, oltre al ribassamento di 10 mm del corpo vettura. Tra le modalità di guida è inoltre stata aggiunta quella denominata GP Mode, che sposta più in alto l'intervento dei controlli e rende più affilata la risposta del powertrain e dello sterzo: rimane comunque possibile disattivare completamente il Dsc. L'impianto frenante adotta dischi anteriori da 360 mm con pinze a quattro pistoncini verniciate in tinta Chili Red.

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Colori unici per la sportiva. Per caratterizzare ulteriormente la GP è stato scelto anche uno specifico accostamento cromatico. La carrozzeria è rifinita nella tinta Racing Grey, che crea riflessi grigi e viola in base alla luce, mentre il tetto e calotte degli specchietti adottano la colorazione Melting Silver. Il nero lucido è utilizzato per i loghi, le maniglie, il tappo del serbatoio e le finiture dei gruppi ottici e delle cornici dei vetri, dove su altri modelli troviamo le cromature, mentre il Chili Red e il Rosso Matt decorano gli elementi tecnici. Nella zona posteriore si fanno notare anche il diffusore e i terminali di scarico centrali dedicati, con diametro di 90 mm.

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La stampa 3D per gli interni. Gli interni della due posti (il divano posteriore, come da tradizione, è stato eliminato) sono dominati dalle tinte scure e portano al debutto la strumentazione interamente digitale davanti al guidatore con un display da 5". Il volante è dotato inoltre di paddle d'alluminio stampati in 3D con motivo esagonale, soluzione utilizzata anche per altri dettagli di finitura del volante e della plancia con inciso il numero progressivo dell'esemplare. L'interno è riservato a due passeggeri, visto che il divano posteriore è stato eliminato per ridurre il peso: al suo posto è previsto un rivestimento scuro con il logo GP e una barra di rinforzo di colore rosso dal sapore racing.

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