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Huayra R, 9.000 giri d’autore - VIDEO

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"Quella sensazione lì ce l’hanno tutti, credimi. Poi, quando si parte, comincia un’altra storia". Bordo pista, Spa Francorchamps. I tappi alle orecchie non li mettevo da tempo, ma la Pagani Huayra R è un’auto che non va solo forte da mettere i brividi, è anche una "macchina del tempo" perché i suoi acuti sono quelli delle Formula 1 degli anni 90. E ciao a tutto il resto. Con questa sua invenzione, Horacio Pagani mette a tacere ogni chiacchiericcio sul mondo dell’auto. Sul suo futuro e sul suo presente. Perché se questo modello ha (e avrà) un merito nella storia delle quattro ruote, sarà quello di essere intervenuto in tackle sulla narrativa stanca di una car culture piegata alle ragioni del 900. Elettrificazione, restomod, passato, futuro delle emozioni a quattro ruote: argomenti "rimandati a settembre" di fronte alla potenza della scansione che la Huayra R - e quindi l’italoargentino - fa dell’animo della passione per l’auto. 850 cavalli aspirati da trovare a 9.000 giri, 1.050 kg di peso per 1.000 chili di downforce. E urla da F.1 da far riecheggiare tra i cordoli dell’università della guida (esattamente la pista in cui mi trovo, Spa). Mi rivolgo ad Andrea Montermini (coach personale del programma Arte in pista) e gli dico: "Beh, la mia paura è lecita". Risposta: "Chi dice il contrario, mente".

Pagani Huayra R, 9.000 giri d’autore


Unica nel suo genere. Il video che trovate in questa pagina racconta, meglio di qualsiasi parola, il mondo incantato dentro cui frullano le emozioni che solo una hyper-track-car come la Huayra R sa regalare. La si compra per 2,6 milioni di euro (più Iva, perdonatemi: nel video sono stato impreciso nell’esposizione del prezzo causa emozione…) e la si impara a guidare dentro il "percorso dorato" che alla Pagani hanno disegnato intorno alla sua esperienza d’uso, il programma Arte in Pista. Nel pacchetto d’acquisto dell’auto è infatti incluso un anno di super track day inseriti dentro il prezioso circuito di eventi firmati Curbstone. In pratica appuntamenti dedicati, sulle piste più belle del mondo, dove il cliente (gentleman o professionista della guida che sia) viene coccolato in ogni istante della giornata da un parterre di professionisti eccellenti: hanno il compito di mettere a proprio agio ciascun pilota e - soprattutto - metterlo nelle condizioni di provare sul serio l’enorme potenziale celato sotto le forme micidialmente sexy della Huayra R. Un’auto profondamente diversa dal modello da cui prende il nome: pensate che della Huayra del 2011, sulla R sono stati ripresi solo gli specchietti retrovisori. Al netto del suo motore da brividi, stiamo parlando dell’auto grazie alla quale in Pagani sono riusciti a sviluppare le sospensioni della C10. L’acquisto della Huayra R prevede persino la consegna a casa di un simulatore di guida per tenersi allenati quando non si può andare in pista: un “giocattolo” iper realistico messo a punto da Andrea Montermini insieme a uno staff dedicato di ingegneri della Pagani, che replica in ogni dettaglio il funzionamento della Huayra R. È stato testato direttamente da Andrea Palma, il ‘papà’ della messa a punto fisica della R. “Un lavoro del tutto nuovo per noi”, racconta Horacio Pagani, “che ha regalato emozioni nuove a noi e ai nostri clienti”.

Step by step. Tornando all’esperienza in pista, dopo ciascuna sessione di guida, abbiamo analizzato con Montermini i video delle sessioni di guida la telemetria registrata per capire come migliorare la performance. Per poi tornare in pista e, seguendo l’ex pilota di F.1, prova a migliorare. Poco alla volta. Gioco praticamente infinito, visto l’incredibile potenziale della Huayra R e dell’istruttore: una miniera - vera - di chicche per migliorare la propria tecnica. Questo pacchetto di esperienze è destinato a tutte le R della produzione Pagani (quindi sì, anche alle Zonda R e Revolución; che oggi hanno valori che superano i sei milioni di euro!) e sono una perla nel mondo dell’auto. Un sogno in tutti i sensi. “Esistono diverse esperienze di questo tipo”, confida Pagani, “alcune di loro sono un vero e proprio riferimento. Quello che abbiamo intenzione di fare col programma Arte in Pista è tenere quanto più alto possibile il livello dell’esperienza: più è alta, più i nostri clienti saranno incentivati a partecipare”.

Giornata terminata. Mentre i motori erano a riposo, con le curve di Spa Francorchamps che si coloravano con le tinte del tramonto, ho provato ad astrarmi da quei box. Da tutta quell’emozione che ho avuto la fortuna di accumulare in quelle ore. In quei momenti ho capito di aver vissuto forse una delle più alte esperienze di guida della mia vita. Guidare per il gusto di farlo, circondati da meccanici, tecnici, piloti e sound che portano le emozioni su un altro pianeta. Arte in Pista. Beh, anche il nome di questi eventi è decisamente azzeccato Horacio…  

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