Primo contatto

Toyota Prius
Il lato sexy dell'efficienza - VIDEO

Toyota Prius
Il lato sexy dell'efficienza - VIDEO
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Bassa e filante. In una parola, sexy. È quasi innaturale associare la nuova Toyota Prius a quel modello che, 26 anni fa, ci portò per primo il sistema ibrido in Europa, non conquistandoci certo per le sue forme. Oggi è un’altra storia e da noi la berlina arriverà solo ibrida plug-in, con 69 chilometri di autonomia elettrica dichiarata.

Effetto wow. Sguardo ammiccante, fiancate pulite, tetto - abbassato di 5 centimetri - che scende dritto dritto fino alla coda, tronca e all’insù. Bellezza oggettiva. Lunghezza totale più contenuta (ora arriva a 4,6 metri), però il passo è cresciuto di 5 centimetri. Veniamo subito al punto: tanta bellezza si paga in termini di accessibilità posteriore e di capacità del bagagliaio. Per sedersi in seconda fila occorre chinare e ruotare il capo per entrare e, una volta sistemati, i più alti non avranno a disposizione molto spazio sopra la testa. Dietro mancano anche le bocchette del clima, mentre per il baule vengono dichiarati 284 litri, pochini per il segmento C. Il bagagliaio, infatti, è poco profondo, anche se la batteria da 13,6 kWh è stata posizionata sotto i sedili posteriori. Sono le sospensioni e il serbatoio a rubare spazio, perché il motore elettrico è davanti, in asse con quello termico, e non è prevista con una versione a trazione integrale.

Toyota Prius 2023: il primo contatto su strada

Ibrida a modo suo. A proposito di motori, qui lavorano di concerto un 4 cilindri di 2.0 litri a ciclo Atkinson da 152 CV e un elettrico da 163 CV, per una potenza di sistema di 223 CV, ben 100 più di prima. Rimane il marchio di fabbrica Toyota per quanto concerne la trasmissione, cioè la e-Cvt a variazione continua.

Modernità. Anche dentro è rivoluzione: plancia pulita, con lo strumento lontano e rialzato. Occorre però tenere il volante piuttosto basso per leggere bene tutte le informazioni. Centralmente domina un grosso display da 12,3”, ma per fortuna sotto di lui ci sono tasti fisici per il clima. La qualità dei materiali è molto buona, ci è parsa migliore rispetto alle precedenti incarnazioni: le plastiche dure sono ridotte al minimo e campeggia pure un filamento luminoso per tutta la larghezza del cruscotto.

Vivacità. La seduta è bassa, la conformazione del sedile è sportiveggiante, trattiene bene, ma lo schiumato è morbido e non tradisce il vero Dna di quest’auto. Se fuori la nuova Prius mostra una certa grinta, al volante la giap non fa venire mai meno quella che da sempre è la sua arma vincente, cioè l’efficienza. Una cosa stupisce, però: l’accelerazione. Decisamente brillante: 6,8 secondi sullo 0-100 km/h, una bella spinta. Quando si affonda il piede sull'acceleratore il motore termico alza la voce, nella maniera dei propulsori associati alle trasmissioni a variazione continua. Se si preme il pedale con progressione, invece, dominano una fluidità esemplare e un silenzio assoluto, anche perché spesso si viaggia sfruttando solo l'elettrico. E quando entra il termico non si sente o quasi, c’è una convivenza perfetta: relax totale.

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Un marchio, un sistema. Bastano pochi chilometri per capire di che pasta è fatto questo powertrain e per comprendere come la Toyota possa essersi guadagnata la paternità (identificativa) del concetto di ibrido. Lei l’ha portata in era moderna e lei l’ha sempre evoluta: insomma, lei è quella roba lì. Il risultato è tra le mani e i piedi di chi guida.

Non si gioca con la frenata. Sulla nuova Prius non ci sono paddle al volante, ma c'è comunque la possibilità di aumentare la frenata rigenerativa (con la leva della trasmissione). Per scegliere uno dei tre livelli disponibili occorre andare nei sottomenù dell’infotainment. Peccato. Le sospensioni sono votate al confort, assorbono bene, eppure la macchina si corica poco in curva, il rollio è contenuto. C’è una bella fluidità nell’insieme e il peso non è elevato per una plug-in: vengono dichiarati 16 quintali. L'architettura delle sospensioni prevede MacPherson davanti e Multilink dietro, ma a due leve e mezzo. Lo sterzo non ha certo velleità sportive, non vi fa scorrere idealmente nei palmi l’asfalto, prediligendo il confort. Chi lo cerca in un'auto se ne può innamorare, perché la facilità di questa Prius è insindacabile.

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Debutto a metà giugno. Quella che abbiamo provato in Grecia era ancora una vettura preserie, non di produzione (visibile dalla leggerissima camuffatura), pertanto non si è parlato di versioni e prezzi. Ma se la Prius plug-in attuale viene poco meno di 44 mila euro, è facile intuire che lei sarà poco sopra. E potrebbe addirittura mettere un 5 davanti con l'aggiunta di optional sofisticati, come il tetto con ricarica energetica mediante pannelli solari, che consente di incamerare 8 km di autonomia in una giornata di esposizione al sole.  

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