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Extreme E
I piloti testimonial per la tutela ambientale

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I piloti testimonial per la tutela ambientale
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La tappa italiana di Extreme E ha permesso di conoscere più da vicino questo campionato, che finora si è tenuto in località remote ed estreme, dalla Groenlandia al Senegal, e che, accanto alla competizione tra le Suv elettriche, propone momenti di approfondimento e interventi per contrastare i cambiamenti climatici. In ogni tappa, infatti, la serie creata da Alejandro Agag, già ideatore della Formula E, individua le criticità relative ai luoghi che ospitano la competizione, supportando progetti per la loro mitigazione. In Sardegna le minacce più grosse sono rappresentante dagli incendi e dai danni ai fondali e all’ecosistema marino. La formula elettrica ha come obiettivo quello di rendere il pubblico più consapevole dei temi ambientali e della necessità di intervenire ora per tentare, in extremis, di evitarli. Per raggiungerlo un comitato scientifico, presieduto dalla Enel Foundation e composto da esperti di centri di ricerca e università di tutto il mondo, seleziona per ogni location attività di tutela del territorio da sostenere.

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Laboratorio itinerante. Per la Sardegna gli scienziati, che operano in un laboratorio ad hoc realizzato sulla nave Sant’Helena, il paddock itinerante del campionato, hanno individuato due progetti: quello per il rimboschimento delle aree colpite dagli incendi e quello di MedSea, un’organizzazione che si occupa di tutelare la posidonia oceanica, pianta acquatica che cresce nel Mediterraneo ed è indispensabile per l’ecosistema. “Il cambiamento climatico è ormai realtà, sappiamo che certi eventi si verificheranno, ma conoscere le vulnerabilità ci aiuta a trovare soluzioni per mitigarli”, spiega Carlo Papa, direttore della Enel Foundation. “I costi della transizione sono alti, ma quelli sociali ed economici ai quali andiamo incontro se non la compiamo lo sono molto di più. Per questo bisogna agire secondo tre principi: produrre energia in modo più pulito, distribuirla meglio, senza dispersioni, e usarla saggiamente, evitando gli sprechi”.

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Testimonial per l'ambiente. La potenza mediatica dell’evento e dei top driver impegnati nella sfida, da Sebastien Loeb a Carlos Sainz a Matthias Ekstrom, è dunque un veicolo fondamentale per creare maggiore contezza delle sfide che interessano tutti e di ciò che tutti possono fare per contribuire a vincerle. Per renderli dei testimonial motivati e consapevoli, in ogni tappa i piloti vengono coinvolti nelle attività delle organizzazioni che il campionato supporta. In Sardegna sono stati piantati alberi nell’Oristanese, devastato la scorsa estate da incendi che hanno distrutto migliaia di ettari di boschi. Così i driver hanno incontrato le comunità colpite, hanno sentito dagli esperti come si possono arginare i roghi e hanno preso parte alle operazioni di rimboschimento. Si sono poi immersi con gli esperti di MedSea nella Laguna di Nora, vicino a Cagliari, dove è attivo il progetto di recupero della posidonia oceanica, minacciata dalle attività antropiche, in particolare dalle ancore delle imbarcazioni, che la distruggono. “È una pianta dal potenziale straordinario”, spiega Carlos Duarte, biologo marino e membro del comitato scientifico di Extreme E, “perché produce molto più ossigeno delle piante terrestri, intrappola il carbonio e preserva le coste dall’erosione, mitigando l’energia delle onde. Un banco distrutto impiega centinaia di anni per riformarsi”. Così gli esperti di MedSea la ripiantano, come hanno potuto sperimentare i piloti.

Extreme E 2021: Desert X-Prix

L’esperienza di Carlos. “Passo molto tempo a Maiorca, dove la mia famiglia ha una casa sul mare e in questi anni ho potuto vedere bene il fenomeno dell'erosione della costa”, racconta Carlos Sainz. “Quando ho deciso di prendere parte a Extreme E ero a conoscenza di questi problemi”, aggiunge il due volte campione del Mondo Rally, “ma sperimentarli dal vivo, parlare con le persone che ogni giorno vivono in prima persona le conseguenze mi ha colpito molto, rendendo ancora più evidente la necessità di impegnarsi subito”.

I progetti per il futuro. Smessi per un attimo i panni di testimonial convinto della sostenibilità, Sainz si concede a Quattroruote per qualche considerazione sugli aspetti più sportivi della sua presenza in Sardegna. “Le macchine usate per Extreme E”, spiega, “hanno qualche punto in comune con quelle che si utilizzano per la Dakar, che però sono più complesse per la presenza della parte ibrida”. Questo, prosegue il plurivincitore della Dakar, “fa sì che la guida della Odissey 21, completamente elettrica, sia un po’ differente, per esempio per l’assenza del cambio e per l’immediata disponibilità della coppia dei motori, che elimina qualsiasi ritardo di risposta”. Sainz disputerà in gennaio la Dakar con un’Audi a trazione elettrica, ma che impiega un motore termico come generatore: “È una vettura molto complessa”, sottolinea, “che rappresenta una sfida davvero forte da parte dell’Audi e di tutti noi che lavoriamo per rendere questo progetto possibile e per riuscire, un giorno, a vincere la gara con questo tipo di macchina”. Anche se, conclude con il suo sorriso sornione, un pilota parte sempre per vincere…

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