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Dakar 2022
Al-Attiyah è campione per la quarta volta

Dakar 2022
Al-Attiyah è campione per la quarta volta
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Tagliato il traguardo di Jeddah, la 44esima edizione della Dakar incorona ufficialmente i suoi vincitori: Nasser Al-Attiyah e Mathieu Baumel del team Toyota Gazoo Racing celebrano un successo meritato, che li ha visti sempre in testa alla classifica pur avendo vinto solamente due delle dodici tappe previste. Secondo posto per Sébastien Loeb e Fabian Lurquin: l'equipaggio di punta del Bahrain Raid Extreme ha fatto il possibile per tenere il passo del rivale qatariota, ma alla fine non ha mai avuto lo spunto vero per impensierirlo. Sul podio della categoria auto della Dakar troviamo anche Yazeed Al Rajhi e il copilota Michael Orr, del team Overdrive Toyota.

Poker di vittorie. Quest'anno è partito con i favori dei pronostici e il qatariota della Toyota ha, in effetti, ha catalizzato tutta la grinta e la voglia di riscatto - dopo le ultime due edizioni chiuse al secondo posto - per conquistare il suo quarto successo alla Dakar. Nasser alla Dakar ha vinto nel 2019, sempre con la Toyota, nel 2015 con Mini e nel 2011 con Volkswagen. E con il quarto successo di oggi, eguaglia nella classifica di tutti i tempi Ari Vatanen. Al-Attiyah ha così commentato il suo primo trionfo in Arabia Saudita: "Per noi è stata una Dakar incredibile, non vincevamo dal 2019. Quest'anno c'erano tre squadre solide in grado di vincere. Toyota ha fatto un gran lavoro per costruire questa nuova vettura aderente al nuovo regolamento T1+ e tutto è andato liscio. Sono davvero felice e credo che inizieremo a pensare alla prossima Dakar tra una decina di giorni".

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La miglior Dakar di Loeb. L'abbraccio finale tra Nasser Al-Attiyah e lo sconfitto Sébastien Loeb è il simbolo del clima di fair play che ha contraddistinto anche questa edizione della Dakar, con grande rispetto tra questi due assi del volante. Da parte sua, il nove volte iridato WRC si è presentato in gran forma fin dalle prime battute di questa Dakar, portando la sua Hunter T1+ al limite, senza però mai oltrepassarlo. Loeb può recriminare ben poco: nonostante qualche errorino costato diversi minuti, la sua guida è stata pulita e la navigazione non ha fatto errori clamorosi. Il secondo posto resta il suo miglior piazzamento alla Dakar. Loeb ha commentato così la sua gara: "Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo. Il secondo posto non è poi così male: il nostro ritmo è stato buono, l'auto è veloce e con Fabian è andato tutto bene. Sicuramente abbiamo perso molto tempo nei primi giorni, con la rottura del differenziale, ma poi abbiamo dimostrato di poter ottenere buoni tempi. Adesso sono già proiettato verso Monte Carlo, tra una settimana, per il futuro vedremo".

Così nelle altre categorie. Nelle moto, arriva il secondo titolo per Sam Sunderland, cinque anni dopo il suo primo trionfo nel 2017. Nella categoria Quad, invece, arriva la prima affermazione in carriera per Alexandre Giroud: per il francese, un successo speciale, che arriva 25 anni dopo quello segnato dal padre Daniel. Nella categoria Light Prototypes la vittoria è andata a Chaleco Lopez, riuscito a conquistare il successo finale senza aver mai vinto nessuna tappa. Infine, nella categoria riservata ai camion, la vittoria è andata al russo Dmitry Sotnikov.

Dakar in lutto. La festa finale di questa edizione è stata rovinata dalla tragica notizia, confermata dopo la fine della gara, della scomparsa di Quentin Lavalée. Durante gli ultimi chilometri di trasferimento, il capo meccanico del team PH Sport è morto in seguito a un incidente stradale. Il sinistro è avvenuto alle 11.30 locali e ha coinvolto, secondo le prime ricostruzioni delle autorità locali, anche un veicolo dell'assistenza e un camion locale. 

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