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Guida autonoma
Tavares: "Oltre il livello 3 non conviene"

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Tavares: "Oltre il livello 3 non conviene"
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"Oltre il livello 3, la guida autonoma non conviene". È una posizione netta e pragmatica quella di Carlos Tavares, ceo di PSA e leader in pectore del maxi-gruppo che nascerà dalla fusione con FCA. Il tema è uno dei più discussi nel settore, ovvero l'auto senza conducente. E Tavares non si tira indietro. In una recente intervista a Automotive News, il manager portoghese ha infatti toccato l’argomento illustrando chiaramente la sua visione: che potrebbe incanalare, di riflesso, le strategie della Fiat e degli altri marchi del gruppo italoamericano nel prossimo futuro.

Il problema dei costi. Tavares sorvola su alcune questioni generali (può un robot sostituirsi all’uomo dietro al volante?) o di sicurezza tout court, andando dritto al sodo: secondo il top manager, sviluppare un’auto di livello 3 nella scala Sae (in grado, cioè, di gestire la marcia semplice nel traffico e di prendere decisioni come effettuare un sorpasso, ma sempre sotto la supervisione umana) non genera profitto. I costi, infatti, salirebbero progressivamente in modo non proporzionale al valore: dunque, non c’è affare né per il cliente, né per il costruttore.

Concept 26

Ma si continua a studiare. Ciò però non impedisce al gruppo PSA di proseguire la ricerca nella guida autonoma anche oltre il livello 3. Questo perché, spiega sempre Tavares, in altri ambiti la mobilità automatizzata può funzionare: è il caso, per esempio, delle navette, mezzi condivisi da molti utenti e dunque in grado di assorbire i maggiori costi di sviluppo. Senza contare che gli shuttle autonomi - sottolinea ancora il numero uno di PSA - saranno comunque utilizzati "in ambienti semplificati, con corsie dedicate e una segnaletica chiara: ciò faciliterà anche la convalida del software, che avrà meno scenari da testare". Un aspetto, quello normativo, di non poca rilevanza: basta pensare che il chip che consentirebbe all'Audi A8 di offrire il livello 3 - già pronto per il mercato - non è ancora omologabile.  

Le mosse delle big, il parere di Wozniak. Di sicuro la guida autonoma impegna, e non poco, le Case da un punto di vista finanziario. La Ford ha appena aumentato gli investimenti previsti da qui al 2023, prendendosi l’impegno di lanciare entro il 2021 un servizio di robo-taxi o di consegna a Miami, Washington e Austin. La Volkswagen ha creato Autonomy, società con sedi a Wolfsburg e Monaco di Baviera che ha il compito di sviluppare un sistema di guida autonoma pronto per il mercato: a dirigerla è Alexander Hitzinger, ex Apple che ha lavorato al progetto Titan. E a proposito di Cupertino, di recente il tema dell’auto che guida da sola è tornato alla ribalta anche per le parole dell’ex socio di Steve Jobs, Steve Wozniak: "Sul livello 5 (il massimo della scala Sae, ovvero l'auto senza volante o pedali, ndr), mi sono arreso". In sostanza, uno dei padri dei personal computer moderni ritiene che una vera e propria automobile senza conducente non potrà far parte della nostra vita quotidiana, se non in un futuro estremamente lontano. Alla stretta realtà, ci riporta invece Tavares: l'auto privata non sarà "driverless" perché manca la tecnologia, ma semplicemente perché non conviene.

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