Tecnologia

Auto a batteria
Quando la trazione integrale è elettrica

Auto a batteria
Quando la trazione integrale è elettrica
Chiudi

Abituati a immaginare le auto (termiche) a quattro ruote motrici come mezzi generalmente più pesanti e dal consumo elevato, ci stupiamo delle elettriche 4x4: eppure non si tratta di una scelta priva di logica, anzi.

La semplicità. I motori delle auto elettriche sono più semplici, piccoli e leggeri, ma soprattutto meno ingombranti delle unità endotermiche: tutto ciò li rende idonei a essere collocati, all’occorrenza, su ciascuno degli assi del veicolo, se non addirittura a spingere le singole ruote. Ed è così che la vettura ottiene un sistema di trazione integrale, senza gli ingombri e il peso dell’albero di trasmissione e dei sistemi di ripartizione della coppia tra gli assi.

Più prestazionale. La presenza di più motori incide sulla massa, certo, ma a livelli analoghi, se non inferiori, ai sofisticati sistemi a doppia trazione delle auto tradizionali. Per darvi un’idea, sappiamo che la Ford Mustang Mach-E, in versione entry level da 269 CV, ha una massa dichiarata di 1.969 kg contro i 2.063 kg della versione a quattro ruote motrici. In pratica, la presenza del secondo motore sull’asse anteriore (di base ha la trazione posteriore) grava per meno del 5% di peso in più sulla bilancia. Semmai, su questo modello si registra una crescita ben più significativa in termini di coppia massima: 580 Nm contro i 430 Nm della versione a trazione posteriore, a parità di potenza di picco (269 CV). E l’accelerazione (dichiarata) guadagna sullo scatto da 0 a 100 km/h, passando da 6,1 a 5,6 secondi.

2020-trazione-integrale-elettrica-03

Piacere di guida. C’è poi il caso dell’Audi e-tron, disponibile con la trazione integrale quattro su tutta la gamma. Quella della versione S, tuttavia, si basa su ben tre propulsori elettrici e non sui “canonici” due: uno è davanti, in grado di muovere le ruote tramite un classico differenziale meccanico, mentre i motori posteriori, uno per ogni ruota, sono affiancati e racchiusi nello stesso carter. Così è possibile realizzare il torque vectoring, ovvero la distribuzione mirata della coppia sulle ruote dei due lati dell’asse posteriore. Ne consegue un miglioramento del comportamento stradale e della motricità del veicolo.

Premium. Com’è intuibile, la scelta della trazione integrale sulle auto elettriche è appannaggio soprattutto di modelli premium o, comunque, di una certa dimensione. Ad aprire la strada è stata la Tesla Model S nel 2014, quando le versioni Dual Motor hanno affiancato quelle a trazione posteriore. Il motivo? Dare ai clienti una famiglia completa di varianti che non facesse rimpiangere le ammiraglie di lusso a motore termico, in genere offerte anche con le quattro ruote motrici. Un’esigenza che verrà ancor più avvertita con l’arrivo delle Suv elettriche, ormai diventate un trend.

2020-trazione-integrale-elettrica-02

Non solo full electric. La trazione integrale “elettrica” non è solo appannaggio delle auto a emissioni zero. Alcune full hybrid e soprattutto le plug-in approfittano del motore a batteria per aggiungere forza motrice su un secondo asse, in genere quello posteriore. Tra i tanti esempi citiamo il recente caso delle Jeep Renegade e Compass in versione 4xe: le Suv adottano l’1.3 Turbo FireFly all’anteriore, un motore-generatore elettrico collegato all’endotermico e un ulteriore propulsore Ev collocato tra le ruote posteriori, per una potenza complessiva di sistema pari a 240 CV. Grazie alla batteria agli ioni di litio da 11,4 kWh, le 4xe possono percorrere fino a 50 km in modalità full electric. In ogni caso, la trazione integrale elettrica è ora una scelta obbligata per chi vuole le quattro ruote motrici su questi modelli: le 4WD a gasolio, infatti, sono fuori listino.   

COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO

ultimo commento
ultimo intervento

Auto a batteria - Quando la trazione integrale è elettrica

Siamo spiacenti ma questo utente non è più abilitato all'invio di commenti.
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it