Della "Q7" colpisce subito l'imponente frontale con la grande calandra trapezoidale, marchio distintivo dei più recenti modelli della Casa di Ingolstadt. L'inconfondibile family feeling del marchio tedesco si riconosce anche dentro l'abitacolo. La plancia, per esempio, ha la stessa impronta di quella della "A6" e un analogo livello di finitura, ovviamente superiore. Abbondano legno, pelle e alluminio, accoppiati con particolare attenzione agli abbinamenti cromatici.

I comandi sono sul mobiletto centrale, mentre funzioni e relative regolazioni sono visualizzate in un display sulla plancia. Per gestire il complesso sistema, si è costretti da un lato a staccare una mano dal volante e dall'altro lo sguardo, ma anche l'attenzione, dalla strada.

Una volta preso posto ai comandi e trovata la giusta posizione con millimetriche regolazioni elettriche di volante (in altezza e profondità) e sedile (dotato anche di memorie), si affonda il piede sull'acceleratore e i 233 CV messi a disposizione dal 3.0 litri common rail cominciano a spingere, senza farsi troppo condizionare dalla massa abbondante, evidente nonostante il gran lavoro di "lima" dei progettisti tedeschi.

Motore, sospensioni, ma anche parte della carrozzeria, hanno seguito una robusta cura all'alluminio, che ha fatto perdere alla "Q7" tutti i chilogrammi di troppo. E si sente, soprattutto quando entra in azione il turbo. La grinta viene fuori e con essa anche le prestazioni. Assieme alla potenza, però, il V6 tedesco tira fuori anche una "voce" piuttosto roca, che penetra senza trovare adeguate protezioni nell'abitacolo.

Buona la risposta dello sterzo, complici le raffinate sospensioni a quadrilatero davanti e dietro, capaci di guidare le ruote con buona precisione sull'asfalto, ma anche in grado di assorbire efficacemente le sconnessioni della strada, specie se si seleziona la modalità "Confort".

Le possibilità di interazione tra conducente e macchina riguardano molti altri aspetti del comportamento di una vettura. Tra i tanti, segnaliamo la facoltà di adattare l'intervento dell'Esp alle condizioni del fondo stradale e il controllo della velocità sulle discese molto ripide e viscide, dove l'Abs si preoccupa di mantenere la velocità al di sotto di una certa soglia, permettendo al conducente di concentrarsi sulla direzionalità. Un sistema che sopperisce in parte all'assenza delle marce ridotte e del contributo del freno motore sulle pendenze estreme.

Una scelta che lascia intuire una minor vocazione ad affrontare percorsi off-road molto impegnativi, sebbene il raffinato sistema di trazione integrale, con differenziale centrale autobloccante (e quelli sugli assi bloccabili elettronicamente) e le sospensioni regolabili in altezza (fino a una luce libera a terra di 24 cm) offrano molte potenzialità alla gigantesca 4x4 tedesca sui percorsi molto accidentati.