Sotto il cofano di questa normalissima "Golf" c?è qualcosa di speciale, un 1400 a benzina da 170 CV, sovralimentato con un compressore volumetrico Roots e da un turbocompressore. Roba già vista a metà degli Anni 80, direte. Vero, ma la "Delta S4" cui facciamo riferimento era una supercar, protagonista del Mondiale Rally, costruita in appena 200 esemplari, mentre la "1400 GT" della nostra prova è un'auto per tutti.

Per distinguerla dalle altre "Golf", oltre alla scritta "GT" sul musetto e sulla coda, ci sono i due terminali di scarico accoppiati e un paraurti anteriore che si ispira alla "GTI". Dentro, la differenza la fanno i sedili anteriori sportivi e il volante a tre razze, oltre al manometro della pressione di sovralimentazione.

Al minimo, questa "Golf" sembra spenta. Vibrazioni inesistenti, nessun ticchettio di fondo. Quello che non ti aspetti arriva dopo, messa la prima. Ed è una sensazione di pienezza, fuori del comune. Te ne accorgi subito: sfiori il pedale del gas e la vettura si muove con leggerezza. Merito dei due compressori, il volumetrico ai bassi, il turbo agli alti. Si può viaggiare spediti con un filo di gas, prodursi in brucianti accelerazioni, stare nel traffico lento tenendo la sesta, sorpassare senza scalare.

Bello guidare così. Per di più liberi dalla sindrome del benzinaio. Dai un'occhiata distratta al computer di bordo e ti rilassi. Sette, otto litri per cento chilometri al massimo, ma solo dopo qualche chilometro di curve affrontate con il piglio vivace di chi si concede, apprezza, ricerca il piacere della guida.

Questa "Golf" ha il pepe nello sterzo, nell'assetto (ribassato), nelle sospensioni, tarate per tenere la macchina dove la metti, per passare sopra asfalti imperfetti senza muoversi di un millimetro dalla traiettoria impostata. Sportiva, volendo, ma con il garbo della macchina giusta per ogni occasione.