Quest?edizione della BMW Z4 Roadster, che lascia la capote di tela per l?hard top a doppio guscio metallico a scomparsa, è unica e bivalente. Prima ce n?erano due: la coupé chiusa e la roadster, mentre adesso una sola li accontenta tutti. Ha anche più grinta grazie al muso ridisegnato, alla presa aria a tutta larghezza sotto la doppia mascherina BMW e ai fari dall?aspetto truce. E ora, anche per chi è alto, infilarsi nel cockpit non è più un festival del contorsionismo, perché l?apertura delle porte è più ampia. I sedili di pelle, ben fatti, possono avere tutte le regolazioni elettriche, mentre il volante dalla "presa facile" è leggermente disassato verso sinistra e obbliga a una posizione non perfetta.

L?apertura dell?hard top si fa solo da fermi (peccato), è rapida (20 secondi), ma se avete dimenticato di mettere bene nel bagagliaio il riparo bombato o avete lasciato un pacchetto sui lati è un iradiddio di boing boing. È vero, però, che ci sono sticker a prova di stupido che dicono "qui no, qui no".
Su strada è auto ambigua (in senso buono): morbidosa per lo struscio, ruvida e scattosa se si preme l?elisir della lucida follia, quel tasto "Sport" che setta le sospensioni sul rigido, aggiunge pepe alla centralina e indurisce lo sterzo per un controllo pistaiolo. È un fatto che il 6 in linea di 2.979 cm³, coi suoi 306 CV e 400 Nm di coppia, offra una souplesse straordinaria. Che abbia anche una bella progressione lo dimostra lo "0-100" in 5,26 secondi.

Il cambio automatico a doppia frizione e 7 marce ha passaggi rapidi e la prontezza di un manuale. Nella guida veloce le sensazioni che la Z4 regala sono quelle d?una trazione posteriore giusta: l?inserimento in curva è inizialmente neutro poi, se l?Esp è staccato, si passa a un sano e controllabile sovrasterzo di potenza; se è inserito, invece, la spia in plancia fa l?isterica. Ovvero, sarebbe nervosa, ma l?elettronica la calma e la rende gestibile. Non è da macho, non è difficile, ha una guida tutta sua e pure divertente. I freni tengono bene, pronti anche a freddo in autostrada e in più, in pista, si meritano le cinque stelle, ma a livello di sensazioni qualcuno potrebbe desiderare un pedale un filo più secco, meno all?americana.

I consumi, veleggiando a velocità da codice, per un?auto così sono bassi: 10,5 km/l. Nei? Beh, a voler cercare il pelo nell?uovo, il tunnel centrale e la leva del cambio si scaldano, del volante disassato abbiamo detto, di pertugi per le carabattole ce n?è tanti, ma non molto pratici; infine il prezzo: siamo oltre i 50.000 euro.