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Scorpion: le tre anime della gomma per Suv

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Scorpion: le tre anime della gomma per Suv
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Nel mondo dei pneumatici - e non soltanto, a essere sinceri - si può dire che la coperta sia sempre corta: se vuoi avere il massimo in termini di grip, devi sacrificare un po’ di resistenza al rotolamento e rumorosità, per non parlare della durata. Se, al contrario, cerchi di ben figurare in queste ultime tre caratteristiche, non sarà facile trovare aderenza e, in estrema sintesi, un buon handling. Con la nuova famiglia Scorpion, dedicata alle sport utility di medie e grandi dimensioni, la Pirelli sembra essere riuscita ad allungare un po’ il suddetto telo, in tutti gli ambiti. Con tre prodotti, nel caso specifico: ci sono lo Scorpion estivo (disponibile dai 18 ai 21 pollici), l’invernale classico (18-23”) e pure l’all season (17-21”).

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La Lapponia d’estate. Per esplorare tutte le potenzialità dei nuovi Pirelli Scorpion è stata scelta la Svezia. Dove, tra le altre cose, si può guidare sulla neve tutto l’anno, grazie a un proving ground coperto e opportunamente raffreddato (la temperatura, all’interno di questo enorme congelatore, è di -9 gradi centigradi costanti). Uno scenario alquanto surreale, ma perfetto per lo sviluppo dei pneumatici invernali. Che può continuare anche nei mesi più caldi, quando in Scandinavia la colonnina di mercurio riesce a toccare, se è in buona, anche i 18 gradi e di neve non c’è traccia. Ma non voglio correre troppo, perché l’occasione è stata ghiotta anche per respirare un po’ di futuro. Così, se la rolling resistance è sempre in cima ai pensieri di chi deve sviluppare un pneumatico – da lei dipendono in grandissima parte emissioni e consumi della macchina –, nei prossimi anni diventerà sempre più importante il contenimento del rumore. Specialmente sulle elettriche, dove la voce del motore è completamente assente e i decibel, all’esterno, provengono soprattutto da aerodinamica e gomme. Non è un caso, infatti, che Pirelli abbia già sviluppato l’etichetta Elect, dedicata ai primi equipaggiamenti delle Bev e delle plug-in più diffuse.

Eco-gomma. C’è poi la questione della sostenibilità: semplificando, possiamo dire che i pneumatici sono un prodotto che nasce in gran parte grazie al petrolio. Da tempo, la Pirelli ha iniziato a esplorare nuove vie per trovare i materiali necessari a confezionare le gomme. Scoprendo, per esempio, che dal poliestere e dallo scarto del procedimento di pulitura dei chicchi di riso (sì, avete letto bene) si possono ricavare materiali fondamentali per realizzare il compound, come per esempio la silica o le resine contenute nella mescola. L’unica eccezione è costituita dai fili d’acciaio della carcassa, che comunque possono tranquillamente essere riciclati dai pneumatici usati. Processi, tengono a sottolineare dalla P Lunga, che non andranno a disturbare l’industria del cibo, evitando così di togliere preziose risorse per le nostre bocche: il mantra è quello di recuperare gli scarti, seguendo i dettami dell’economia circolare.

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Durano di più. A proposito di risparmio, v’interesserà senz’altro sapere che, nella fase di progettazione dei Pirelli Scorpion, si è tenuto in grande considerazione il mantenimento della prestazione lungo tutta la durata di vita della gomma. Chi utilizza regolarmente pneumatici invernali sulla propria macchina l’avrà sperimentato: dopo un certo chilometraggio, pur con lo spessore del battistrada che rientra ancora ampiamente nei termini previsti di legge, il grip su neve cala sensibilmente, a causa della progressiva sparizione degli intagli sui tasselli. I nuovi Scorpion, invece, hanno degli intagli con struttura a diamante: da nuovi, le lamelle sono perfettamente longilinee. Poi, man mano che il battistrada si consuma, compaiono delle curvature, che riescono ad offrire, secondo la Pirelli, un livello paragonabile di grip meccanico su fondo innevato, anche con il pneumatico piuttosto consumato. Per la verità, la prova nel grosso frigorifero svedese prevedeva una manciata di giri in un mini circuito su un’Audi Q4 Sportback e-tron e una Volkswagen ID.4 Pro, entrambe con Scorpion Winter 2 nuovi di pacca. Quindi, reazioni misurate e grande aderenza: una bella sensazione di sicurezza, soprattutto.

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Viaggi tranquilli. Notevole anche il lavoro svolto in condizioni di bagnato: a seconda delle misure, tutti i Pirelli Scorpion raggiungono l’etichettatura in classe A o B nelle “wet performance”. In effetti, sull’acqua sia l’estivo sia il quattro stagioni hanno dato una bella immagine di sé. Che scendessi da una Audi Q4 Sportback e-tron per salire su una Mercedes GLC 220d 4 Matic, o che le preferissi una Volvo XC40 plug-in, il succo del discorso è rimasto sempre uguale: anche esagerando con l’acceleratore, la macchina rimaneva sincera, senza manifestare fastidiosi sintomi di acquaplaning (né con l’estivo né con il quattro stagioni). Gli all season non sono andati particolarmente in crisi nemmeno sull’asfalto asciutto, anche se a muoverli c’erano i 408 cv, i 660 Nm e i 2.185 kg della Volvo C40 Recharge Twin Motor. Comunque, tengo a ricordarvi di prendere queste righe per quello che sono, e cioè semplici impressioni di guida, ricavate in una situazione che non permetteva, come sempre in questi casi, alcun tipo di rilevazione oggettiva. Per questo esistono le nostre comparative.

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