Burocrazia

Targa prova
Il Parlamento “apre” alle auto usate

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Il Parlamento “apre” alle auto usate
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In attesa che il governo approvi il regolamento predisposto nelle settimane scorse dal ministero dei Trasporti che consentirà esplicitamente l’uso della targa prova sui veicoli già targati, in parlamento si cerca di sanare l’incertezza nella quale, dopo una clamorosa sentenza della Corte di cassazione, si trovano da qualche mese concessionarie e venditori indipendenti di auto usate. Un emendamento ad hoc predisposto da Sara Moretto, deputata di Italia Viva, si propone di modificare l’articolo 98 del Codice della strada prevedendo che “la circolazione di prova per effettuare prove tecniche necessarie per individuare malfunzionamenti o per verificare l’efficienza delle riparazioni effettuate […] è consentita anche su veicoli già immatricolati”.

Tempi comunque lunghi. L’emendamento fa parte dei circa 2.500 presentati (il termine scadeva oggi alle 12) al cosiddetto decreto milleproroghe e, purtroppo, non è scontato che supererà le forche caudine di Palazzo Montecitorio. In primo luogo dovrà passare il vaglio di ammissibilità, fissato per il 3 febbraio, poi, l'indomani, ottenere la cosiddetta segnalazione da parte dei gruppi parlamentari - il criterio a cui si ricorre per sfoltire il numero degli emendamenti da votare nei casi in cui, come questo, non è possibile esaminarli tutti. Infine dovrà ottenere (non è obbligatorio ma, ovviamente, può determinarne le sorti) il parere favorevole del ministero dei Trasporti, che dovrebbe spianare definitivamente la strada alla modifica. Si capirà la prossima settimana se, finalmente, sulla telenovela della targa prova potrà calare il sipario con il decreto milleproroghe (che dopo il via libera della Camera dovrà essere approvatro dal Senato entro fine febbraio) oppure se, invece, bisognerà aspettare i tempi più lunghi richiesti dalla modifica del regolamento del 2001 che ne disciplina l’uso. Regolamento che, appunto, secondo le più recenti interpretazioni del ministero dell’Interno e della Suprema corte di Cassazione, non ne ammette l'uso sulle auto già immatricolate.

COMMENTI

  • Strano che un provvedimento così di buonsenso venga da Italia Viva.
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