Opel Karl Una settimana con la Rocks 1.0 75 CV Gpl

Opel Karl
Una settimana con la Rocks 1.0 75 CV Gpl
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La Opel Karl Rocks è la versione con caratterizzazione da Suv dell’utilitaria tedesca (prodotta in Corea), equipaggiata con un tre cilindri di un litro di cilindrata da 75 cavalli. Il modello base ha prezzo di listino di 13.050 euro, ma l’esemplare in prova di colore Sparking Blue metallizzato, dotato di impianto Gpl, sensori di parcheggio, cruise control, impianto R4.0 Intellilink e sintonizzatore Dab costa 15.790 euro.

Day 1. Opinione del tutto personale: le modifiche estetiche alla Karl per trasformarla nella versione Rocks non le donano. Le barre sul tetto, gli scudi paraurti, i codolini dei parafanghi e i profili sui brancardi con parti in plastica ne appesantiscono la linea. Detto questo, tali accorgimenti possono aiutare a limitare l’impatto estetico dei piccoli danni da parcheggio, tanto comuni sulle vetture utilizzate in città. L’abitacolo non cambia rispetto alle altre versioni della Karl: plancia e pannelli porta sono di plastica rigida (ma sono assemblati con cura) e domina il colore nero. Le cromature sono confinate alla cornice delle manopole dei comandi; anche le maniglie delle porte sono scure.

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Motore e multimedia. L’impianto multimedia R4.0 Intellilink (optional) comprende pure le interfacce Apple CarPlay e Android Auto per gli smartphone; la vettura è poi dotata di serie del sistema Opel OnStar (qui integrato nel retrovisore) che consente di attivare la chiamata automatica di emergenza in caso d’incidente, localizzare la vettura e molto altro (ma alcuni servizi sono a pagamento). Il vano bagagli è piccolino, se si ha bisogno di spazio si deve abbattere lo schienale 40/60. Il mille tre cilindri tutto di lega leggera e con distribuzione bialbero con doppio variatore di fase si comporta bene: è silenzioso e rotondo a tutti i regimi e ha erogazione fluida, senza picchi. Ovviamente non ci si deve aspettare granché quanto a prestazioni, ma c’è quanto basta (e oltre) per muoversi con disinvoltura nel traffico e in tangenziale, se si ha l’accortezza di tenerlo un po’ su di giri. In questo vengono in aiuto il cambio, un cinque marce dalla manovrabilità molto apprezzabile, e la frizione leggera. Da segnalare l’ottima integrazione dell’impianto a gas: la commutazione benzina/Gpl si fa premendo un tasto alla sinistra del volante e passando da un carburante all’altro cambiano pure l’indicazione del livello e i dati di consumo istantaneo e medio del computer di bordo. Il display, inoltre, mostra anche il valore in tempo reale della pressione dei pneumatici grazie ai sensori di tipo diretto, un’eccezione in questo segmento. Roberto Boni, redazione prove/tecnica.

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Day 2: pregi e difetti. Se si esclude la Fiat Panda, regina di vendite incontrastata (almeno in Italia), la Opel Karl è tra le citycar più vendute del segmento A. Stando ai dati di vendita dei primi mesi del 2017, la piccola Opel è tra le “straniere” più apprezzate nel nostro Paese, dopo Hyundai i10, Volkswagen up! e Toyota Aygo. Diversi i motivi di questo risultato. Innanzitutto, questa citycar prodotta in Corea in joint venture con Chevrolet (GM) può contare su equipaggiamenti davvero ricchi per il segmento. Partendo dal moderno e completo sistema multimediale, si passa per l'assistente personale OnStar, per arrivare a Cruise Control e Lane Departure Warning. La qualità costruttiva è buona e alcuni dettagli sono davvero ben realizzati, come il volante con comandi integrati retroilluminati - un vezzo ripreso dalle sorelle maggiori - e il computer di bordo ricchissimo d'informazioni. Le cinque porte e i cinque posti sono di serie (un dettaglio non scontato su una segmento A), mentre il 1.0 da 75 CV è davvero piacevole da guidare e silenzioso, soprattutto se paragonato ai vecchi tre cilindri, oltre a dimostrarsi piuttosto parco nei consumi: nonostante abbia guidato senza particolari riguardi, alla fine del mio breve test il display mostrava una media di 6,2 litri di benzina ogni 100 km (8,2 l/100 km, invece, utilizzando il Gpl). Dove la Karl Rocks avrebbe potuto fare di più è nel confort: per mantenere l’auto stabile e sicura in curva, considerando la maggiore altezza da terra rispetto alle versioni standard (+18 mm), è stato irrigidito l'assetto. Inoltre, i potenziali clienti devono fare i conti con una gamma molto limitata di motori (di fatto c’è una sola unità a cui al massimo si può aggiungere l’impianto bifuel) e con un bagagliaio poco capiente. Matteo Valenti, redazione WebTv

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Day 3: confort e insonorizzazione. Se la Karl "normale" strizza l'occhio prevalentemente a un pubblico giovane e femminile, la Rocks ha lo scopo di pareggiare i conti con una platea più maschile, grazie alle linee decise, alle barre sul tetto, alle minigonne con inserti metallici e all'assetto rialzato di tre millimetri che la caratterizza come una crossover compatta. Capitolo estetica a parte, cerchiamo di capire come si sta all'interno di questa cittadina. I sedili presentano rivestimenti di tessuto con disegni romboidali che, a mio parere, contrastano un po' con l'aria fresca e modaiola della vettura e anche le plastiche della plancia sono poco emozionali. Ma se la tedeschina pecca un po' sulle finiture, offre per contro grande comodità per la sua categoria. Lo spazio a bordo non manca e davanti si viaggia comodi senza rischiare di urtarsi i gomiti. La vera sorpresa, però,  si ha sul divano posteriore dove anche i passeggeri di statura più alta hanno a disposizione sufficiente spazio per le gambe. Purtroppo questo a discapito del bagagliaio, che offre il minimo sindacale (e che quando si chiude fa un rumoraccio terribile). Trendy, sportiveggiante e rialzata, ma sempre di citycar parliamo. Io però, non voglio farla "esprimere" sulle strade e nel traffico della città. Troppo facile. La metto alla prova su tangenziale e autostrada. Un centinaio di chilometri in tutto. Nonostante il tentativo di metterlo in difficoltà, il mille tre cilindri si avvia senza particolari borbottii o vibrazioni e si mette in marcia con una brillantezza apprezzabile prendendo rapidamente velocità. Lo sterzo, un po' leggero e poco progressivo, obbliga a continue correzioni, mentre il cambio è godibilissimo grazie agli innesti fluidi e millimetrici. La maggiore altezza da terra però la rende poco stabile in curva e bisogna prestare molta attenzione per la tendenza a scomporsi, complice anche la taratura troppo morbida delle sospensioni. In autostrada, alla velocità da Codice di 130 km orari, il confort acustico nell'abitacolo è notevole. Evidentemente i tecnici hanno fatto un ottimo lavoro di insonorizzazione. Prima di arrivare a destinazione mi attende una salita alquanto ripida, ma la Karl Rocks non si scompone e nonostante il condizionatore e la radio accesi, l'affronta con decisione senza arrancare. Che dire, anche se il suo terreno privilegiato è l'asfalto cittadino, potete star certi che questa piccoletta non vi deluderà neppure se dovete affrontare percorsi più lunghi. Roberto Barone, redazione Online

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Day 4: pronta alla giungla metropolitana. Con il suo aspetto da crossover, la piccola Karl Rocks sembra fatta apposta per affrontare la giungla metropolitana. È comoda e accogliente anche per i più alti e questo 1.0 tre cilindri da 75 cavalli fa il suo dovere, sfoderando, qualora servisse, un'insospettabile "verve" in allungo, sempre ben accompagnato dal cambio manuale a cinque marce, che ha innesti davvero poco contrastati, e dalla leggerissima frizione. Per quanto riguarda la frenata, invece, bisogna farci l'abitudine: il pedale è un po' spugnoso nella prima parte della corsa e ci vuole un pizzico di pratica per riuscire a modularlo al meglio. Come accennato da Matteo Valenti, si sente che l'assetto è un po' più rigido rispetto alle Karl "standard", nulla, comunque, che impedisca a questa variante di digerire in maniera abbastanza disinvolta buche, dossi, pavé e tombini, insomma le tipiche imperfezioni delle strade cittadine. Infine, ho provato a sedermi dietro, rimanendo sorpreso dello spazio a disposizione per gambe e testa (un eventuale quinto passeggero, invece, è praticamente da escludere). Il confort offerto a chi siede dietro va un po' a scapito della capacità di carico, che la Casa dichiara compresa fra 206 e 1.013 litri. Anche abbattendo il divanetto con il pratico comando di sgancio, infatti, gli schienali rimangono visibilmente sollevati, non consentendo di sfruttare al meglio tutto lo spazio. Un plauso, infine, al citato sistema d'infotainment R4.0 Intellilink, dal menù davvero rapido e intuitivo. Alessandro Carcano, redazione Online

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Day 5: ho preso la Karl Rocks per sbaglio. L’altra mattina dovevo fare un salto in fretta a Vairano, per girare un video in pista. Tempi stretti e guida allegra quindi, perché dopo mi attendeva un’inesorabile riunione-fiume di quelle che anche voi avrete avuto modo di temere prima, maledire durante, e scontare dopo (in termini di lavoro arretrato). Corro alla bacheca delle chiavi, prendo la prima che capita, e sottraggo la piccolina – a proposito: sorry Fra – a Francesca Galbiati, intestataria prima di questo "day five" del Diario di bordo. Vabbè: visto che il caso mi aveva tirato in ballo, ho pensato di assecondarlo e condividere con voi le mie riflessioni.
Punto primo: che bel motorino questo tre cilindri! Niente giochi di prestigio, niente turbe da ingegnere. Qui non c’è nemmeno l’ombra di contralberi di equilibratura, né di sistemi di sovralimentazione. Ma quando le cose si progettano bene, non servono conigli, né cilindri (di troppo): questo mille gira regolare, non vibra e, soprattutto, tira. Ve lo dico: bisogna usare il cambio per non scendere sotto i tremila, dove c’è un bell’assaggio di vuoto cosmico. Ma quand’è che abbiamo dimenticato come si usava quella leva lì?
Punto secondo: sterzo giusto. Non è un bisturi, non è un fulmine – e quindi non intendetelo come tale – ma è una piuma, quello sì. Sforzo minimo, perfetto per l’uso in città. Patisce un po’ di vaghezza ai piccoli angoli, e di sottosterzo, sempre in agguato oltre un certo limite, complici le “ruotine” da 15” e la “spallona” (barra 55). Ma è sempre progressivo e controllabile.
Punto terzo: finiture così così. In questo non sono d’accordo con chi, prima di me, ha espresso giudizi più indulgenti sull’abitacolo. La Karl l’avevo vista in anteprima a Rüsselsheim prima ancora della sua première internazionale, e oggi che a distanza di anni ci sono tornato su, ho percepito le stesse sensazioni. Furbi i tedeschi a curare infotainment e dintorni. Ma le maniglie delle portiere di plastica nera? Per me è “no”.
Punto quarto (e vi lascio): più bagagliaio per tutti. Nello sprint Rozzano-Vairano dell’altro giorno c’era con me Enrico, uno dei nostri filmmaker. Con tutta l’attrezzatura al seguito, quindi due grosse sacche per telecamere, supporti e la panoplia che si portano dietro i ragazzi. Bene, la prima l’abbiamo sistemata nel bagagliaio. La seconda ha vinto, un po’ controvoglia, il divanetto posteriore. Però bisogna essere obiettivi: anche con "sua maestà" Panda ci si sarebbe trovati nella stessa situazione (se non peggio). Fabio Sciarra, redazione Autonotizie/Anteprime

COMMENTI

  • salve ho notato che sulla karl rock di mia moglie quando la macchina sta per fermarsi per pochi secondi si avverte un rumore dal motore tipo tremolio volevo sapere se è normale dato che si tratta di un 3 cilindri. grazie
  • salve ho notato che sulla karl rock di mia moglie quando la macchina sta per fermarsi per pochi secondi si avverte un rumore dal motore tipo tremolio volevo sapere se è normale dato che si tratta di un 3 cilindri. grazie
  • fantastica, la migliore piccola suv in circolazione.
  • Va bè dai Fabio Sciarra, ti perdoniamo di aver sottratto il report del day 5 alla Francy, ma solo perchè questo diario di bordo è in versione descrittiva senza filmati, vorrà dire che in futuro rinuncerai ad un passaggio davanti alle telecamere lasciandone uno in più a lei.... (-_-) ......... Piuttosto mi sorprende come i pneumatici barra 55 su cerchio da 15 vengano considerati troppo "turistici", .... su una segmento A??? ..... fino a 4/5 anni fa era una misura normale da auto di segmento C, ...... ma si sa, è nella natura umana assuefarsi presto alle novità e chiederne sempre di più.........
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  • Quasi 16k € per una segmento A?
  • Vende... il risultato l'ha dunque ottenuto. Personalmente continuo a preferire la Panda Cross.
  • Oddio, ora che opel è entrata nella galassia PSA ci dobbiamo attendere difese d'ufficio ed arrampicate sugli specchi da parte di PIC anche ad ogni opel?
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  • Ecco che è arrivato puntuale il compagno di merende Guidosolorobacce a difendere l'amico PIC. Guido, mi preoccupi.. ti piacciono auto come la Y, la Karl.. sei sicuro di essere competente?
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  • Orripilante. Questo coso va bene per i mercati emergenti (un po' l'Italia lo è). Credo che Opel+Peugeot+Citroen siano il gruppo più squallido oggi.. forse superano anche Renault e GM..
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  • Conosco molto bene la Karl ed avendola consigliata ad una mia familiare la guido di tanto in tanto. Si tratta della versione normale, alimentata a benzina, ma credo che sostanzialmente le considerazioni su questa city car siano generalizzabili per tutte le, poche, varianti. Riguardo alle prestazioni, trovo che la potenza del motore sia più che sufficiente, in particolare le prime 3 marce sono davvero vispe e divertenti e rendono la Karl agilissima in mezzo al traffico. Il fatto che si tratti comunque di un motore piccolo emerge però dalla ripresa, che soprattutto in quinta è davvero "calma". Mi ha sorpreso la sua piacevolezza di guida fuori città, grazie ad una buona insonorizzazione, al sedile bello comodo e ad un'assetto ben bilanciato. Ciò che mi piace di più in assoluto è la qualità del cambio manuale, semplicemente è quello che preferisco tra tutte le city car che ho provato, mentre ciò che non mi piace è la sonorità del 3 cilindri, ma solo quando si sale molto di giri, un pò come tutti i 3 cilindri, che anche se sono migliorati tantissimo hanno sempre un suono che io personalmente trovo molto fastidioso quando si tirano le marce. La versione di cui parlo è in allestimento Cosmo, ora non più disponibile, e per la sua categoria ha interni proprio ben curati e un CDB piuttosto generoso. Riguardo ai consumi la media è di 16 km a litro, con un utilizzo quasi totalmente cittadino. Prima di consigliare la versione a benzina ho fatto i calcoli e ho rilevato che con la bassa percorrenza prevista il punto di pareggio con il GPL si sarebbe ottenuto dopo circa 7 anni, quindi ho preferito far privilegiare il prezzo di acquisto. Insomma, io la reputo una city car molto valida e consigliabile, in 2 si sta bene anche nei sedili posteriori, sempre che piaccia l'estetica un pò "anziana", comune alla maggior parte delle Opel (compresa la mia Astra), e che basti il piccolo bagagliaio.
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  • A me non piace ne in versione "normale" e ne in versione "rocce" ma capisco che l'estetica e la sua valutazione sono sogettive, tra l'altro è da capire chi ha deliberato questa scelta di mettere lo scudo paraurti anteriore verniciato nel colore dell'auto e quello posteriore in plastica grezza, a vederla così sembra riparata in fretta dopo un tamponamento più che una precisa scelta progettuale......... Altre perplessità ce l'ho sul motore aspirato alimentato a GPL, ok la perfetta integrazione con l'auto con pulsante originale e indicatore di livello nella strumentazione (non facile da trovare in commercio, la maggior parte delle trasformazioni prevedono il classico comando del fornitore dell'impianto del gas con tanto di misero indicatore di livello a led e a volte è posizionato pure in zone discutibili della plancia), peccato che fino al day1 nonostante 50 foto non ce ne sia una che lo ritragga..... perplessità dicevo che un motore aspirato così piccolo possa dare prestazioni soddisfacenti quando alimentato a GPL, andrà bene nel caotico traffico cittadino dove permette pure di aggirare certe limitazioni di miopi amministrazioni locali, ma temo che chi abita in zone collinari e/o debba farci anche dei viaggetti non trovi in quest'auto la sua soluzione ideale, ..... aspettiamo i prossimi giorni per saperne di più......
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