Settembre 1993: fa il suo esordio la Punto. Un’utilitaria moderna e tecnologica, molto attesa dal pubblico. Così, la Fiat compie un altro, grande passo avanti, almeno analogo a quello che, dieci anni prima, aveva caratterizzato il passaggio di testimone dalla 127 alla Uno. In una fascia di mercato che il marchio italiano conosce molto bene e nella quale si è sempre dimostrato forte.
Che differenza! Nel caso della Punto, il cui nome segna in gran parte uno stacco con quello della progenitrice, il balzo è notevolissimo in fatto di design (la cui paternità va ancora una volta attribuita al grande Giorgetto Giugiaro), di tecnologia, sicurezza e qualità costruttiva. In merito allo stile, si passa al tondeggiante, con paraurti, gruppi ottici e indicatori di direzione a filo carrozzeria, mentre il terminale di scarico viene originalmente occultato all’interno del fascione. Ricordo benissimo quando, dopo tanti anni trascorsi nell’abitacolo delle Uno più diverse, guidai per la prima volta la Punto 75 ELX tre porte, diventata poi la mia auto privata: ebbene, la prima impressione fu che la vettura, equipaggiata con il quattro cilindri 1.242 cm³ da 73 CV dotato di iniezione Multipoint, avesse guadagnato una categoria piena, considerando la spaziosità e la fattura dell’abitacolo, la qualità di marcia e la maggiore vocazione a macinare chilometri in un ambiente confortevole. Con questo modello, la cui prima generazione si spinge, anche grazie al restyling del 1997, fino al 1999, la Casa torinese centra diversi bersagli, tra cui il rinnovamento del ciclo produttivo e del controllo qualità.
Cresce in tutto. Abbiamo detto che la Punto è spaziosa e le misure lo confermano: la vettura è lunga 3,76 metri (o 3,77 nel caso di certe versioni), 11,5 centimetri in più della Uno, anche se rispetto alle utilitarie di oggi, la taglia sembra piccola. In confronto alla progenitrice, inoltre, sulla Punto cresce anche il passo, da 2,362 a 2,45 metri, il che si fa sentire in tema di stabilità. Sotto alla carrozzeria, lo schema presenta sospensioni a quattro ruote indipendenti (sulla Uno, dietro, c’è l’assale rigido), avantreno MacPherson e retrotreno a braccio longitudinale con barra stabilizzatrice. I motori sono anteriori, come la trazione, disposti trasversalmente, a quattro cilindri in linea, con cubatura di 1.1, 1.2 (la variante 16V viene introdotta col restyling della serie 1997), 1.4 turbo e 1.6; le versioni a gasolio montano invece l’1.7, aspirato e sovralimentato.
C’è anche la Cabrio. La gamma della Punto si compone di versioni con carrozzeria a tre e cinque porte, più la Cabrio, quest’ultima offerta con motorizzazioni 1.2 e 1.6 e dotata di struttura rinforzata, nel parabrezza e nei montanti. Tra le tante novità introdotte dal modello si segnalano il sistema di prevenzione incendi FPS (con interruttore inerziale attivabile dal posto guida), per la prima volta presente su una Fiat di grande serie, l’ABS elettronico, gli airbag anteriori, le cinture di sicurezza con pretensionatore, lo sterzo servoassistito (su alcune versioni), il cambio manuale a sei marce, la trasmissione Ecvt a variazione continua. Ma, riguardo alla Punto, gli spunti sono ancora tanti. Così, per sapere tutto su questo importante modello di casa Fiat, vi rimandiamo alla Prova su strada del settembre 1993, nell'area in abbonamento QPremium, e al servizio che sarà pubblicato su Ruoteclassiche di ottobre.
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