Quello che fino a pochi anni fa era un evento pressoché sconosciuto, anche tra gli addetti ai lavori, oggi si è ritagliato uno spazio di primissimo piano nel calendario europeo dell’auto che conta. Il Salone di Bruxelles – storicamente una kermesse pensata come “salone” vecchio stampo, in cui le auto non erano solo esposte per essere ammirate, ma messe sotto i riflettori per essere vendute direttamente sugli stand – è diventato il place to be di inizio anno, forte di 11 anteprime mondiali e 16 europee.
Con le defezioni di eventi storici come il Salone di Ginevra, l’appuntamento belga è salito alla ribalta, ospitando non solo novità globali di vari costruttori, ma anche facendo da cornice al premio più importante del settore: il Car of the Year.
Il gruppo Stellantis è sicuramente il protagonista. Tre ore filate di conferenze stampa per tutti i suoi marchi: Alfa Romeo, Fiat, Lancia, Peugeot, Leapmotor, DS, Jeep, Opel e Citroën. Tante novità, alcune più rilevanti a livello commerciale, altre pensate per far battere il cuore agli appassionati: la serie speciale Luna Rossa della Giulia Quadrifoglio, la Jeep Wagoneer S da 600 CV, la DS N°4 Taylor Made, senza dimenticare le versioni 4xe della Jeep Compass. Ci sono poi le Fiat 500 ibrida e Qubo L, nate per offrire soluzioni di mobilità a prezzi contenuti, i restyling di Opel Corsa e Peugeot 408, e nuovi allestimenti come la Jeep Avenger Black Edition.
Ma oltre a Stellantis, sotto i riflettori del Belgio c’è tanto altro. E, notizia, di elettrico non ce n’è poi molto. È un Salone concreto, come dimostrano le tante novità con motori a combustione (anche diesel, come nel caso della Fiat Qubo L). Vedi Dacia, col facelift della Sandero, o Seat, con le nuove Ibiza e Arona. Ovviamente, un palcoscenico così appetitoso non poteva non attirare i marchi asiatici: Toyota con la GR Yaris Morizo RR, Mazda con la sua nuova Suv elettrica CX-6e, Kia con la EV2 per il segmento B. La consociata Hyundai punta più in alto, con una nuova visione del lusso, mentre i cinesi arrivano con tante novità a batteria: Leapmotor, Xpeng P7+, Nio FireFly e Linktour Alumi.
Insomma, a Bruxelles c’è spazio per tutto e per tutti. Un po’ come accadeva un tempo nelle grandi capitali europee, e che solo pochissimi altri eventi – come il Salone diffuso di Monaco di Baviera – sono riusciti a replicare. Con altre ricette, ma senza mai eguagliare sua maestà il (compianto) Salone di Ginevra.
COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it
