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Industria e Finanza

Fiat 500
Dal 2020 non sarà più venduta in America

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La Fiat Chrysler Automobiles ha deciso di interrompere la produzione delle Fiat 500 e 500e in Messico e le relative vendite sul mercato nordamericano. Per il gruppo italo-americano si tratta dell'ennesima misura di allineamento della propria offerta commerciale a una domanda sempre più concentrata sulle Suv, crossover e pick-up.

Dal 2020 non sarà più venduta in America

Un storia di otto anni. Con lo stop alla produzione del "cinquino" americano si conclude la storia della 500 moderna sul mercato nordamericano. La Fiat aveva individuato nella sua iconica citycar la punta di diamante per il ritorno negli Stati Uniti nel 2011 dopo un'assenza di quasi 20 anni. La scommessa dell'allora vertice aziendale guidato da Sergio Marchionne era semplice e non del tutto azzardata: fare concorrenza alla Mini e conquistare una fetta di un segmento allora in crescita e, al contempo, soddisfare le richieste dell'amministrazione Obama di vendere agli americani auto più piccole e dai bassi consumi. 

I mutamenti del mercato. Negli anni, però, il contesto operativo è del tutto cambiato per effetto soprattutto del crollo dei prezzi della benzina negli Stati Uniti, che ha alimentato le tradizionali preferenze degli americani per i grandi pick-up e le Suv. Non a caso la Fiat Chrysler è stata la prima delle grandi Case internazionali a prendere una posizione di rottura decidendo di interrompere la produzione delle berline nei suoi stabilimenti statunitensi. La scelta ha dato finora i suoi frutti, come dimostrano gli elevati margini operativi raggiunti nell'area Nafta e gli enormi profitti (oltre il 90% degli utili di gruppo provengono proprio dal Nord America). Contestualmente, il calo delle vendite del marchio torinese ha messo in dubbio già da diversi mesi la permanenza della 500 sul mercato nordamericano.

Dal 2020 non sarà più venduta in America

Le previsioni disattese. Marchionne puntava a vendere 50 mila esemplari l'anno della piccola di casa ma il traguardo non è stato mai raggiunto. La Fiat ha registrato il picco delle sue vendite negli Usa nel 2014 arrivando a circa 46 mila unità commercializzate anche grazie a un'offerta allargata alla 500L. Da allora il marchio torinese ha assistito a un ridimensionamento continuo. Lo scorso anno sono stati commercializzati solo 15.521 veicoli, il 41% in meno rispetto al 2017, toccando il livello più basso dal ritorno del brand in Usa. Inoltre, nel primo semestre del 2019 il calo è stato del 38% con la 500 che ha subito una flessione del 25%.  

La 500e solo a Mirafiori? Dopo lo stop alla produzione nella fabbrica di Toluca le vendite proseguiranno fino a quando non saranno esaurite le scorte, probabilmente nei primi mesi dell'anno prossimo. Dopodiché la gamma Fiat per il Nord America sarà limitata a solo tre modelli: la 500X, la 500L e la 124 Spider. Per il momento non sono state fornite indicazioni su eventuali sostitute nella catena di montaggio dello stabilimento messicano, né tantomeno sul ritorno in Usa della 500e, modello venduto dal 2013 per poter rispettare gli obblighi imposti dalla California sul fronte dei consumi e delle emissioni inquinanti ma diventato nel tempo l'emblema dello scetticismo di Marchionne verso l'elettrico con l'invito esplicito ai consumatori a non acquistarla a causa dei costi troppo elevati. Per ora è previsto che la versione elettrica del cinquino venga prodotta a Mirafiori grazie a un investimento di 700 milioni di euro ma non sappiamo se verrà esportata anche sul mercato statunitense. 

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