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Stellantis
Anche gli azionisti FCA approvano la fusione con PSA

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Anche gli azionisti del gruppo FCA, come previsto, hanno approvato a il progetto di fusione con la francese PSA. L'assemblea dei soci, chiamata a esaminare e a votare l'operazione successivamente alle due analoghe riunioni del gruppo PSA, si è chiusa con una largissima maggioranza di consensi che ha determinato il via libera ufficiale alla nascita di Stellantis e, come ammesso dal presidente John Elkann, posto le basi per "un giorno storico per FCA".

L'assemblea. In particolare l'assemblea ha approvato, con quasi il 99,15% dei voti favorevoli, la fusione transfrontaliera con il costruttore transalpino e alcune proposte collegate all'operazione di integrazione, tra cui la nomina del nuovo consiglio di amministrazione: sarà composto da John Elkann, in qualità di presidente, Robert Peugeot, Carlos Tavares, Henri de Castries, Andrea Agnelli, Fiona Clare Cicconi, Nicolas Dufourcq, Ann Frances Godbehere, Wan Ling Martello, Jacques de Saint-Exupéry e Kevin Scott. In sostanza si tratta del prossimo cda di Stellantis. Del resto il progetto di fusione prevede che sia Fiat Chrysler NV a incorporare PSA e quindi a modificare la sua denominazione in Stellantis NV.

Il discorso di Elkann. "Il prossimo decennio ridefinirà la mobilità", ha esordito Elkann nel suo discorso di apertura dell'assemblea. "Noi intendiamo svolgere un ruolo determinante nella costruzione di questo nuovo futuro, ed è stata quest’ambizione a unirci. Stiamo vivendo un'epoca di profondi cambiamenti nel nostro settore, caratterizzata da una rapidità e un'intensità paragonabili soltanto a ciò che accadde alle sue origini, alla fine del diciannovesimo secolo. Si tratta di un'epoca estremamente complessa, ma allo stesso tempo entusiasmante. Credo sia un momento molto simile a quello che i nostri padri fondatori hanno affrontato con grande energia in quegli anni pionieristici. Hanno dato vita a imprese in grado di resistere alla prova del tempo, e capaci di essere all'altezza delle sfide lanciate dal mercato. Imprese che hanno saputo innovarsi, adattarsi ai tempi e alle esigenze dei loro clienti. Questo è ciò che ci ha spinto a creare Stellantis e che continuerà a ispirarci mentre andremo avanti a costruire sulle fondamenta poste da questa fusione. Il  ruolo di azionisti di riferimento che abbiamo svolto da oltre un secolo è stato determinante, fornendo capitali e coraggio, sia in tempi buoni che in tempi difficili".

Le opportunità. "La fusione proposta con Groupe PSA è un ulteriore coraggioso passo avanti nel nostro viaggio", ha proseguito Elkann. "Stellantis rappresenta l'unione di due partner che condividono la stessa mentalità. Due realtà che si alleano per costruire qualcosa di unico. Stellantis sarà uno dei maggiori Oem a livello mondiale. Ciò che più conta è che sarà un'azienda con le dimensioni, le risorse, la molteplicità di componenti e il know-how necessari per cogliere con successo le opportunità di una nuova era". Si tratta di un'aggregazione tra due società che hanno dimostrato resilienza e ingegnosità straordinarie, e che ora stanno dando prova di lungimiranza combinando i loro punti di forza per affrontare le sfide globali del nostro settore. Stellantis rappresenta l'unione di due partner che condividono la stessa mentalità. Due realtà che si alleano per costruire qualcosa di unico offrendo ai propri clienti veicoli e servizi per la mobilità originali, sicuri, pratici, innovativi e sostenibili", ha concluso escludendo tra l'altro ostacoli al perfezionamento dell'integrazione: "Il completamento della fusione è soggetto al soddisfacimento o alla rinuncia di alcune condizioni sospensive, che sono quasi tutte soddisfatte. Non prevediamo che alcuna di tali condizioni sospensive sia di ostacolo al completamento della transazione entro le tempistiche pianificate". 

Le parole di Manley. Dopo Elkann, ha preso la parola anche all'amministratore delegato Mike Manley, che ha ribadito alcune delle caratteristiche del nuovo gruppo Stellantis, dai volumi di vendita ai risultati finanziari, dalla presenza geografica "ben bilanciata in tutto il mondo" a un "ampio" portafoglio marchi "iconici", "con forti radici nazionali" e "altamente complementari". Il manager inglese, destinato a ricoprire il ruolo di responsabile delle Americhe nella nuova realtà automobilistica, ha inoltre rivelato alcuni aspetti finora ignoti sul fronte delle sinergie, già incrementate dagli originari 3,7 miliardi a oltre 5 miliardi. Il 40% sarà generato tramite la "convergenza di piattaforme e sistemi di propulsione", l'ottimizzazione degli "investimenti in ricerca e sviluppo" e il miglioramento dei processi di produzione. Il 35% arriverà da risparmi sugli acquisti ottenuti sfruttando le maggiori dimensioni e l'accesso a nuovi fornitori, mentre il 7% arriverà da risparmi sul fronte delle spese amministrative e generali, tramite l'integrazione di funzioni come vendite e marketing e l'ottimizzazione dei costi nelle regioni maggiormente presidiate. Altre sinergie saranno generate tramite il miglioramento dei processi in altre funzione come logistica, catena di approvvigionamento, qualità e operazioni post-vendita. "Siamo pronti e preparati a realizzare con successo questa fusione e apportare un valore significativo a tutti i nostri stakeholder, vale a dire i nostri dipendenti, i nostri clienti e i nostri azionisti", ha auspicato Manley.

COMMENTI

  • Dunque, fusione avvenuta... Per me, troppa carne al fuoco. Una girandola di Case da perderci la testa (e l'identità...) Servirà una robusta sforbiciata di marchi (a cominciare da DS. Ridicola.)
  • Peccato, la proposta di Chrysler Junior cominciava a piacermi. Quindi non vedremo mai un gruppo che si chiama: peugeot-dodge-ram-chrysler-innocenti-fiat-lancia-maserati-jeep-talbot-citroen-abarth-alfaromeo-ds corporation. Semplificabile con "pedora ch'infila majeta ciabards Co". (stupido giochetto prendendo 2 lettere di ogni nome). Niente. Dovrò abituarmi a Stellantis.