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Honda
Nuovo stop all'impianto di Swindon per mancanza di forniture

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Nuovo stop all'impianto di Swindon per mancanza di forniture
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La Honda è stata costretta a fermare ancora una volta le attività produttive dello stabilimento inglese di Swindon: il motivo è legato ai persistenti problemi riscontrati nella catena delle forniture a livello globale.

Lo stop di dicembre. L’impianto nella contea del Wiltshire, nel sud-ovest dell’Inghilterra, era stato fermato una prima volta tra il 9 e il 14 dicembre scorso a causa della concomitanza di criticità, le quali avevano determinato pesanti colli di bottiglia nelle forniture e ritardi nella consegna di componenti cruciali per la struttura. Quest'ultima è gestita secondo la logica del just-in-time, con le componenti che arrivano sulla catena di montaggio solo quando necessario. Lo scorso mese l’incertezza legata alla Brexit ha spinto grossisti, operatori della grande distribuzione e imprese ad accumulare beni importati per evitare il possibile pagamento dei dazi doganali che sarebbero scattati in caso di mancato accordo sui futuri rapporti commerciali tra il Regno Unito e l'Ue: la forte domanda di servizi di trasporto, accentuata dal tradizionale picco natalizio, ha causato una situazione di congestione sopratutto negli hub logistici portuali e un consistente aumento dei noli per i servizi di trasporto via mare. I problemi sono stati esacerbati dalle conseguenze della pandemia di coronavirus, che ha sconvolto i normali flussi commerciali, con navi ferme nei porti o container bloccati nei posti sbagliati. Il tutto ha determinato colli di bottiglia nella filiera logistica di tutto il mondo, con le ovvie ripercussioni sulle attività produttive delle maggiori industrie manifatturiere. 

Destino segnato. La Honda, che ieri aveva riaperto i cancelli di Swindon dopo la tradizionale pausa natalizia, sta monitorando attentamente la situazione "con l'obiettivo di riprendere la produzione giovedì 7 gennaio". Il destino dello stabilimento, responsabile dell’assemblaggio della Civic (l'anno scorso ne sono state prodotte poco meno di 110 mila) è comunque segnato già da tempo: i giapponesi hanno deciso di chiudere la struttura entro la fine del 2021

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