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Tesla
Musk chiude il primo bilancio annuale in utile

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Musk chiude il primo bilancio annuale in utile
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La Tesla entra definitivamente nel novero delle aziende "tradizionali": la Casa californiana è, infatti, riuscita a chiudere in utile il suo primo bilancio annuale dopo ben 17 anni di vita.

I numeri. In dettaglio, il 2020 è stato chiuso dall'azienda guidata dal vulcanico Elon Musk con un utile netto di 721 milioni di dollari, a fronte della perdita di 862 milioni dell'anno precedente, mentre i ricavi sono saliti del 28% a 31,5 miliardi, poco sopra i 31,1 miliardi attesi dal consenso degli analisti. L'utile per azione rettificato, per quanto in crescita a 2,24 dollari, è stato inferiore alle previsioni fissate a quota 2,45 dollari. Inoltre, il margine operativo lordo al netto delle voci ricorrenti è balzato del 95% a 5,82 miliardi (per un'incidenza sui ricavi passata dal 12,1% al 18,4%): la crescita di questa voce del conto economico, unita all'andamento delle azioni degli ultimi mesi (la capitalizzazione di mercato è ormai stabile intorno agli 800 miliardi di dollari), apre la strada allo sblocco di un nuovo pacchetto di opzioni per Musk dal valore di 7 miliardi di dollari.  

I crediti ambientali. A sostenere il conto economico della Tesla sono stati due fattori: da una parte la crescita delle consegne, salite del 36% a poco meno di 500 mila vetture; dall'altra, l'esplosione dei crediti ambientali venduti alle altre case automobilistiche. L'anno scorso, i crediti sono arrivati a circa 1,6 miliardi, quasi il triplo rispetto ai 594 milioni del 2019. Il contributo della vendita di certificati verdi ha, tra l'altro, consentito all'azienda di compensare alcuni fattori negativi che hanno appesantito le performance finanziarie durante l'ultimo trimestre dell'anno scorso: gli oneri legati all'erogazione dei pacchetti di opzione a Musk, i costi di gestione della catena di approvvigionamento e gli investimenti effettuati per avviare i restyling delle Model S e X, appena presentati, e sostenere lo sviluppo di batterie di ultima generazione.

Il trimestre. Ciononostante, l'utile netto trimestrale, anche grazie a 401 milioni di dollari di crediti e al balzo dei ricavi di circa il 46% a 10,7 miliardi, è salito da 105 milioni a 270 milioni, per un Eps in miglioramento da 0,41 a 0,8 dollari. Anche in questo caso si tratta di dati contrastanti rispetto alle previsioni degli analisti, che si aspettavano profitti per 1,03 dollari su un fatturato di 10,4 miliardi. Comunque, si tratta del sesto trimestre di fila in utile per la Tesla e di un segnale positivo per i prossimi mesi, quando l'azienda si troverà ad affrontare una crescente concorrenza da parte dei colossi del settore nel suo mercato di riferimento delle elettriche. Il suo predominio rischia, infatti, di essere messo a dura prova dall'offensiva di prodotto lanciata da grandi gruppi automobilistici e startup e, in tal senso, alcune indicazioni negative sono già arrivate dall'andamento delle consegne in Europa e negli Stati Uniti, con un rallentamento della crescita legato anche all'arrivo di numerosi modelli alla spina come la Volkswagen ID.3.  

I target. A Palo Alto contano comunque di proseguire su un percorso di crescita, facendo leva sulle strategie di espansione della rete produttiva e di ampliamento della gamma. Nella seconda metà dell'anno dovrebbero entrare in produzione le fabbriche in fase di costruzione nei pressi di Berlino e di Austin, in Texas, e verso la fine del 2021 dovrebbero partire le consegne dei primi esemplari dell'atteso Cybertruck e della motrice Semi, mentre da pochi giorni sono iniziate quelle della Model Y sul sempre più importante mercato cinese. La campagna di espansione dovrebbe dunque sostenere un nuovo balzo delle vendite. Pochi mesi fa Musk ha indicato un obiettivo per il 2021 tra 840 mila e 1 milione di unità, ben al di sopra alle circa 800 mila attese in media dagli analisti, senza però fornire indicazioni più precise e generando così delusione tra gli investitori (stanotte le azioni hanno perso oltre il 5% nelle contrattazioni after-hour). Ieri, la Casa si è limitata a prevedere una crescita delle consegne: "Abbiamo in programma di accrescere la nostra capacità produttiva il più rapidamente possibile. Su un orizzonte pluriennale, prevediamo di raggiungere una crescita media annua del 50% nelle consegne dei veicoli. In alcuni anni potremmo crescere più velocemente, come prevediamo avvenga nel 2021". Musk ha aggiunto che un tasso di crescita superiore al 50% potrebbe palesarsi anche nel 2022, ma molto dipenderà da fattori come la stabilità della catena delle forniture, l'efficienza operativa e la capacità produttiva. Quest'ultima ha, comunque, già superato la soglia del milione di unità grazie soprattutto allo stabilimento di Shanghai, che potrebbe già sfornare 450 mila veicoli, 200 mila in più rispetto a quanto raggiunto alla fine dell'anno scorso. D'altra parte, la Tesla ha ora ampie risorse per sostenere l'aumento della capacità e le sue strategie di espansione.

Le trattative per l’Autopilot. Grazie agli ultimi aumenti di capitale, l'azienda ha in cassa liquidità per circa 19,4 miliardi di dollari, il triplo rispetto ai 6,3 miliardi registrati alla fine del 2019. E non è escluso che tali disponibilità aumentino in futuro grazie a una nuova iniziativa avviata dall’azienda. Musk ha, infatti, fornito nuovi dettagli sulla strategia di "apertura" delle sue tecnologie a terze parti. "Abbiamo avuto alcune discussioni preliminari sulla concessione in licenza dell'Autopilot ad altri costruttori", ha rivelato l’amministratore delegato senza fornire indicazioni precise sull’identità delle controparti interessate al software per la guida autonoma. Musk, che già nei mesi scorsi ha svelato l’intenzione di fornire sue tecnologie ad altri operatori, ha comunque messo in chiaro una condizione per concedere le licenze: la Tesla deve prima dimostrare di essere su un percorso chiaro e definito verso il pieno utilizzo delle capacità delle sue soluzioni per la guida autonoma. Analoghe strategie riguardano l'Autobidder, la piattaforma di intelligenza artificiale per la gestione dei sistemi di accumulo dell’energia (Powerpack, Powerwall e Megapack): il software è già utilizzato da altre società per i propri sistemi di batterie, ma Musk ha fatto presente come la Tesla sia disponibile a condividerlo. 

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