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Meunier: "A Melfi grande successo, faremo molti investimenti"

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Meunier: "A Melfi grande successo, faremo molti investimenti"
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Christian Meunier, erede di Mike Manley alla guida della Jeep, ha ben presente la situazione italiana (anche riguardo al Covid) ed è entusiasta del grande lavoro fatto a Melfi e dalla possibilità di costruirvi proprio il modello più venduto del marchio, la Compass. Protagonista di un segmento che vede numeri in crescita a doppia cifra, la Suv di segmento C è stata scelta da oltre 2 milioni di clienti in Europa. "La Jeep, ha detto Meunier nel corso di un iincontro con la stampa italiana, "è oramai un marchio italo-americano: credo molto in Melfi e lì faremo ancora molti investimenti, voglio dire grazie a ogni lavoratore dello stabilimento, ai dealer e a tutti quelli che ci stanno supportando". Parole incoraggianti che speriamo portino a riconsiderare quanto detto da Carlos Tavares sul "costo eccessivo" delle fabbriche italiane di Stellantis.     

Esperienza "infinta". Per il futuro, la Jeep ha già delineato un processo di elettrificazione e di de-carbonizzazione molto spinto, con l’arrivo di modelli full hybrid ed elettrici. L’esperienza di Meunier come presidente di Infiniti (e in ruoli di alta responsabilità in molti altri brand) ha portato idee creative nello storico marchio americano, sicuramente il più conosciuto del gruppo a livello globale.

2021 Jeep® Wrangler Rubicon 392

Rivoluzionare il 4x4. Con una moltiplicazione di fattore cinque nel volume delle vendite, sin da 2020 la Jeep ha deciso di attuare il programma di elettrificazione per i propri modelli su larga scala, al punto di rivoluzionare il concetto di 4x4 con il sistema "4xe", protagonista di un esaustivo primo contatto su Quattroruote di aprile. Una tecnologia che non solo rivoluziona “meccanicamente” le off-road eliminando gli alberi di trasmissione, ma che le rende pure più gradevoli e agili da guidare anche sui percorsi estremi. A proposito, a brevissimo arriverà anche la versione 4xe della Grand Cherokee.

Nel tempio degli off-roader. Per fare un esempio, Meunier ha citato il recente Easter Safari di Moab (Utah) dove i super appassionati di off-road si incontrano tutti gli anni. In quella sede, dice, ci sono dei veri “integralisti” del fuoristrada ai quali parlare di elettrico può sembrare un affronto: eppure, costoro avevano gli occhi lucidi quando hanno assaggiato una pietraia con la Wrangler Magneto, prima concept completamente a batterie del marchio che, promette Meunier, verrà prodotta molto presto: "Non domani ma... dopodomani". Magneto, evidentemente, non è solo un nome legato ai motori elettrici, ma pure una qualità: di fatto, significa attaccarsi al terreno come una calamita senza perdere un centimetro di trazione grazie alla coppia di 370 Nm, moltiplicati dal riduttore per ognuna delle sei marce del cambio manuale. Come ci ha spiegato il presidente della Jeep, infatti, “non c’è da aspettare di arrivare a 2.000 giri: metti il selettore su Rocks e senti un’eccitazione pazzesca, perché puoi essere ancora più preciso”. Si vede che è uno che, anche se guida Jeep da soli due anni, è preso benissimo dal suo compito.

Grand Wagoneer Concept

Il nuovo lusso è l’avventura. L’altro cimento in cui Jeep si sta lanciando è quello delle “luxury adventure” con le Wagoneer e Grand Wagoneer che hanno debuttato lo scorso 11 marzo, riportando alla ribalta il brand e le qualità extra lusso della super Suv Made in Usa. ”Non le porteremo in Europa", ha detto Meunier, "ma abbiamo comunque grandi progetti, soprattutto di entrare in concorrenza diretta con Cadillac, Range Rover, Mercedes, BMW e Audi. In fondo questo segmento l’abbiamo inventato noi negli anni ‘60 (per poi abbandonarlo nel 1991, ndr), un lustro prima di Land Rover”. 

Piccola, ma tutta Jeep. Infine, a una nostra domanda sulla baby Jeep già annunciata per il 2023 il ceo non si è sbilanciato. Anche se già si sa che verrà prodotta su una piattaforma PSA a Tychy, in Polonia, e che farà da base anche alle nuove B-Suv Fiat e Alfa Romeo, Meunier ha affermato che la fabbrica non è stata ancora decisa: la sport utility “è stata già mostrata ad alcuni dealer in Europa che sono molto soddisfatti. Anche se piccola, sarà una vera Jeep al 100%. Fidatevi”.

COMMENTI

  • Il mondo delle favole ... a Melfi si passa ad un turno unico e Tavares si lamenta apertamente dei enormi costi di produzione in Italia. Questi sono di circa quattro volte superiori a quelli dei stabilimenti in Francia e Spagna. Non credo necessiti di molta fantasia il possibile destino dei siti di produzione italiani ...a meno di miracoli, il futuro dei marchi "italiani" potrebbe avvenire oltre confine.
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  • Mi sembra poco credibile: 500X e Renegade sono verso la fine del ciclo di vita, invero non particolarmente brillante per la prima e le vendite stanno a dimostrarlo, ed anche Compass, pur essendo più recente, non se la passa tanto bene. L'unica speranza per saturare questo impianto starebbe in nuovi prodotti, che però non si vedono all'orizzonte, dato che i cassetti di FCA sono da anni desolatamente vuoti quanto a progetti, almeno in Europa
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  • non è credibile, in quanto nei programmi di melfi c'è il taglio di produzione in programma.
  • Bisognerebbe innanzitutto capire come mai negli USA hanno una gamma molto più completa (comprese quasi tutte le versioni 4x4) e costano molto meno, nonostante siano prodotti in Italia e quindi dovrebbero avere anche i costi di trasporto...
  • Effettivamente queste dichiarazioni di Meunier appaiono piuttosto strane perchè da più parti si vocifera che Melfi potrebbe perdere una linea produttiva delle 2 in funzione attualmente, ciò a causa di un taglio "politico/economico" dei costi dell'impianto deciso dal nuovo management. Va ricordato che Melfi di fatto è stato l'unico plant italiano di FCA che in questi anni passati ha lavorato con percentuali di saturazione a livelli accettabili, perchè tutti gli altri stavano e stanno abitualmente (e cronicamente) sotto il 50% della loro capacità. Poi da quando la GPunto è invecchiata e ha cominciato a perdere terreno, anche l'impianto lucano di pari passo è andato in calando, l'arrivo della Compass sembrava dover risollevare la situazione, ma un pò la pandemia e un pò la scellerata scelta su Renegade e Compass di ridimensionare le motorizzazioni diesel (che erano le più gradite) in favore delle ibride a benzina, le quali forzatamente costano di più sia come acquisto che come gestione, hanno fatto il resto sulle vendite... Aggiungiamoci che pure la dirimpettaia 500X è stata sottoposta ad una revisione al ribasso dell'offerta e senza prevedere almeno una versione Mild Hybrid (più economica ed accessibile delle cugine plug_in), ..... e la frittata è fatta....
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  • Dalle dichiarazioni (a getto continuo) dei responsabili di ogni brand FCA (Stellantis) pare che abbiano tutti la bacchetta magica. Vedremo Tempo al tempo...
  • Intanto lo stabilimento di Melfi è chiuso per la cassa integrazione fino al 2 maggio e, come tutti sappiamo, nelle concessionarie ci sono le file per comprarsi le Renegade e le Compass 4xe.
  • Non importano in Europa le wagoneer... Vai te ad entrare nella testa degli strateghi di Stellantis (già quella di FCA era complicata...)
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