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Silk-Faw
Ufficiale: il polo per le elettriche nascerà a Reggio Emilia

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Ufficiale: il polo per le elettriche nascerà a Reggio Emilia
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La Silk-Faw costruirà la sua fabbrica italiana a Reggio Emilia. Confermando le indiscrezioni della scorsa settimana, la joint venture tra gli statunitensi della Silk Ev e i cinesi della Faw ha individuato nell'area di Gavassa, a nord della città, il miglior sito per avviare la seconda fase di un progetto che prevede oltre 1 miliardo di euro di investimenti per la realizzazione di un sito produttivo e di un centro di ricerca e sviluppo.

La Motor Valley. La città del Tricolore è emersa tra le possibili candidate poco dopo la firma di una lettera d'intenti con la Regione Emilia-Romagna: "I primi contatti - ha ammesso il sindacato Luca Vecchi - sono avvenuti nel mese di giugno dell’anno scorso”. Reggio Emilia, grazie alla sua centralità geografica e alle sue competenze nella meccatronica e nella robotica, ha così battuto la concorrenza di diverse altre aree, come l’ex fabbrica della Bugatti a Campogalliano, in provincia di Modena. Del resto, la joint venture ha fin dall’inizio messo nel mirino la Motor Valley, il distretto tra Modena e Bologna famoso nel mondo per una capillare presenza di eccellenze motoristiche, come Ferrari, Lamborghini e Maserati. Reggio Emilia non ne fa parte a pieno titolo ma non va dimenticato che il concetto di Valle dei Motori travalichi i confini geografici tradizionali per abbracciare tante realtà che fanno dell’intera Emilia-Romagna un polo di riferimento mondiale per le quattro e le due ruote: basti pensare alla parmense Dallara, che, tra l’altro, sarà uno dei partner della joint venture (sarà coinvolta nello sviluppo dei telai e dell’aerodinamica dei veicoli).

Il sito. A Reggio Emilia, la Silk-Faw ha individuato nelle frazione di Gavassa un’area di circa 320 mila metri quadrati per realizzare sia la fabbrica, sia il centro di ricerca. Si tratta di una zona stretta tra l’Autostrada del Sole e la tangenziale e distante solo nove chilometri dalla stazione ferroviaria dell’Alta Velocità Mediopadana. Jonathan Krane, presidente della Silk-Faw, ha anche sottolineato la centralità di Reggio Emilia tra Milano e Bologna. “Siamo entusiasti che il nostro stabilimento produttivo sorgerà nel comune di Reggio Emilia - ha aggiunto Krane – Questa è un’area iconica per l’intero network automotive e una location ideale che risponde perfettamente alle nostre necessità logistiche e produttive per la serie “S” di Hongqi. Grazie a questo sito strategico saremo in grado di attirare talenti e risorse altamente specializzati nell’area”.

Al via la seconda fase. Con l’ufficializzazione della scelta di Reggio Emilia può partire la seconda fase del progetto. Gli investimenti della joint venture, quantificati al momento in oltre 1 miliardo di euro, dovrebbero creare più di mille posti di lavoro diretti e diverse altre migliaia nell’indotto. Salvo imprevisti, la produzione dovrebbe partire nel giro di due anni. Il sindaco reggiano ha sottolineato come l’area prescelta sia già urbanizzata e dotata di adeguate infrastrutture e non siano necessarie varianti urbanistiche. Pertanto una volta acquisito il terreno, la Silk-Faw potrà immediatamente iniziare i lavori di costruzione, per i quali sono previsti circa due anni. Completate le strutture, si potrà dare il via alle attività produttive, presumibilmente verso i primi mesi del 2023. Il sito sarà la casa di diversi modelli ibridi ed elettrici del marchio Hongqi, tra cui la hypercar S9 affidata alla matita di uno dei più famosi designer al mondo, Walter De Silva, e la Suv S7. Per il lancio della sportiva, la Silk-Faw ha assunto anche Amedeo Felisa, il dirigente milanese protagonista del rilancio della Ferrari sotto la presidenza Montezemolo. 

COMMENTI

  • Ancora una volta il Piemonte perde una buona occasione di sviluppo lavorativo . In una zona altamente specializzata nel settore , vedi OLIVETTI . Stabilimento di Scarmagno e maestranze culturalmente più che adatte ; Vaste strutture già esistenti a lato dell'autostrada Torino Tunnel del Monte Bianco e San Bernardo , dunque con apertura sull'Europa - Investitori già pronti ecc. ecc. si va a costruire uno stabilimento di bel nuovo - Mi pare che ci siano sotto degli interessi che poco hanno a che fare con la fame di lavoro . Ciascheduno se la commenti come meglio crede .
  • Mmhh, impressione che oramai l'Italia abbia perso il treno dell'elettrico, troppo tardi e troppo indietro rispetto alla concorrenza, compreranno tecnologie già sviluppate dagli altri.
  • Tutto sempre nel Nord Italia!
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  • Mi pare che la conferma delle indiscrezioni non sia totale, perchè la scorsa settimana si parlava di riconvertire il sito dismesso che fu delle Officine Reggiane, il quale tra l'altro è sito di fianco alla stazione ferroviaria della vecchia linea lenta, ora invece pare che il luogo prescelto siano dei terreni dove dover costruire tutto ex novo, dunque con quel "consumo di suolo" tanto inviso ai verdi e agli ecologisti. Forse per le amministrazioni locali e regionali era meglio "spingere" per la vecchia soluzione. Ad ogni modo vediamo ora che succede e se le chiacchiere si tramuteranno pure in fatti concreti...
  • Mi sà che è l'inizio della conquista del mercato italiano ed europeo da parte di capitali cinesi , non si investe un miliardo di euro per produrre solo una yper car elettrica in qualche centinaio di esemplari...
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  • Il dilemma è comprare o no l'auto che non c'era? Con quale spirito investire centinaia di migliaia di euro per l'ennesimo missile "verde" senza nome senza storia?
  • La Fabbrica Blu rimane Blu e Peppone avra' la Fabbrica Rossa. Tutti contenti - e noi al Bar Sport brindiamo pensando a nuovi posti di lavoro. Non parlerei di 'Sventita" ma di "vendita" - a meno che Dallara, Da Silva, Amministratori non si calino le braghe. E non e' detto per nulla che lo facciano.
  • Con questa iniziativa, si conclude la svendita ai cinesi del know-how italiano. Speriamo mi sbagli...
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