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Mercato EU
Guerra dei prezzi auto in Europa: Renault e Stellantis rispondono alla Cina

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La guerra dei prezzi scoppia anche in Europa, con Renault e Stellantis che rompono gli indugi e rispondono alla sfida dei costruttori cinesi. La tregua dell’era post‑pandemia 2019, fatta di listini stellari e scorte ridotte per via della crisi dei chip e grazie a una forte domanda, è finita: i giganti si sfidano a colpi di sconti per difendere i volumi, sotto la sollecitazione del mandato elettrico europeo e dei rivali cinesi, in particolare BYD, Chery, Geely e MG (SAIC).

Ma al contempo, è scattato l’allarme profitti.

Guerra dei prezzi auto in Europa: Renault e Stellantis rispondono alla Cina

Renault parla di pressione

Il gruppo francese ha accusato un colpo da 733 milioni di euro nel 2025 (mancati ricavi), anche per l’elevata quota di auto elettriche a batteria vendute, annullando l’utile aggiuntivo ottenuto dall’azienda grazie all’aumento delle consegne e alla riduzione dei costi.

“C’è una maggiore pressione sui prezzi rispetto a tre anni fa. Non mi aspetto che diminuisca”, ha dichiarato il CEO di Renault François Provost, che fa notare come i concorrenti tradizionali spingano forte anche “sui canali tattici”, ossia auto‑immatricolazioni (km zero) e noleggio. Comunque, ha aggiunto il top manager, “continuerò a dare priorità al valore rispetto al volume”.

Guerra dei prezzi auto in Europa: Renault e Stellantis rispondono alla Cina

Stellantis: maggiore aggressività

Da parte sua, il responsabile di Stellantis Francia, Xavier Duchemin, è stato esplicito: “Abbiamo deciso di essere più aggressivi commercialmente”. Lo dimostra fra l’altro la sforbiciata del 24% per la versione base della Opel Corsa, scesa a 15.900 euro sul mercato transalpino, per rivaleggiare con la nuova Renault Clio, che parte da 19.900 euro. Di conseguenza, le performance finanziarie europee potrebbero risentirne quest’anno: “Nelle nostre previsioni per il 2026, ci aspettiamo venti contrari sui prezzi in Europa”, ha spiegato il CFO di Stellantis Joao Laranjo.

Guerra dei prezzi auto in Europa: Renault e Stellantis rispondono alla Cina

Il rovescio della medaglia

I tagli dei prezzi, per quanto teoricamente appetibili per la clientela, hanno anche dei risvolti negativi: per esempio, possono danneggiare i valori di rivendita dell’usato. Inoltre, c'è il rischio che la svalutazione precoce delle vetture di seconda mano faccia salire i tassi di leasing per i clienti di nuove auto.

In questi casi, i costruttori “nascondono” gli sconti nei pacchetti finanziari: offrono tassi d’interesse bassi, includono servizi (assicurazione, manutenzione, estensione di garanzia), e aumentano la valutazione dell’usato dato in permuta, a beneficio del cliente. Le aziende preferiscono quindi far pagare il nuovo a prezzo pieno e includere finanziamento con diverse voci, piuttosto che abbassare il listino e il valore delle vetture.

Infine, la sfida nell’attuale risiko automotive è reggere a lungo la pressione dei prezzi senza compromettere troppo la redditività, difendendo le quote e proteggendo occupazione e valore industriale in un’Europa stretta fra transizione elettrica e concorrenza cinese.

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