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Microcar e dintorni
I modelli elettrici disponibili in Italia

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Anche le microcar diventano elettriche. I powertrain a emissioni zero, infatti, ben si sposano con le necessità di mobilità urbana. Non a caso, diversi modelli dalle dimensioni molto ridotte sono stati in passato concepiti con delle unità a batteria. Per esempio, l’idea originaria del patron della Swatch, il compianto Nicolas Hayek, prevedeva un motore di questo tipo per la Smart (acronimo di Swatch Mercedes Art) a due posti e, oggi, la gamma del brand ha del tutto abbandonato le unità termiche. Per non parlare di quelle piccole concept pensate per la mobilità urbana che, già decenni fa, sembrava naturale mostrare al grande pubblico dotate dell’alimentazione a corrente: è il caso dei prototipi Fiat Downtown, Zic e X1/23, quest’ultimo addirittura risalente al 1976. E oggi, per varie citycar si prospetta un futuro solo elettrico.

Poche pretese. Del resto, se l’autonomia delle auto a zero emissioni è da sempre uno dei freni alla diffusione di queste vetture, per le microcar questo problema non sussiste: essendo omologate come quadricli leggeri e pesanti (per maggiori dettagli su questo aspetto, vi invitiamo a leggere un nostro precedente approfondimento), non possono circolare in autostrada. È quindi improbabile, anche per le loro dimensioni, che vengano utilizzate per uscire dal loro habitat naturale, la città. Inoltre, il powertrain elettrico risolve l’annoso problema di vibrazioni e rumorosità delle versioni con motore a gasolio, sebbene attenuati dalla recente adozione della tecnologia common rail su alcuni modelli, e la coppia istantanea compensa in parte la loro modesta potenza. Senza dimenticare che sono più pesanti delle vetturette termiche: in questo caso, il peso massimo consentito dalla legge non tiene conto di quello delle batterie, il che non guasta, essendo l’eccessiva leggerezza un problema per la loro stabilità in condizioni critiche, come dimostrato in un nostro test.      

Gli incentivi. Anche le microcar elettriche possono beneficiare di un Ecobonus generoso, non come quello destinato alle vetture di categoria M1 (cioè le vere auto, guidabili con la patente B), ma pur sempre allettante: per i quadricicli leggeri e pesanti l’incentivo è pari al 30% del listino fino a un massimo di 3 mila euro, che sale al 40% fino a 4 mila euro in presenza di un altro mezzo usato da rottamare (non necessariamente un quadriciclo: vanno bene, per esempio, anche moto e scooter). Alcune di esse, pur mantenendo dimensioni e fattezze da microauto, sono tuttavia omologate come M1 e, pertanto, accedono addirittura ai ricchi benefici previsti per le EV: 8 mila euro in caso di rottamazione e 6 mila senza.

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Aixam. Ma quali sono le microcar elettriche? Già da tempo, diversi costruttori si stanno dedicando alla commercializzazione di vetture a emissioni zero. Tra queste c’è la francese Aixam, tra le più note aziende produttrici di miniauto. La sua gamma prevede infatti una linea di prodotti a batteria, denominata e-Aixam, che si articola nei modelli e-City (da 15.599 euro) ed e-Coupé (da 17.999 euro, nella foto qui sopra), pressoché identiche alle omologhe versioni a motore termico. Secondo la Casa, le due vetture hanno possono percorrere fino a 130 km con una ricarica, ma l'autonomia media è di circa 80 km.

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ZD. Le vetture ZD nascono dall’idea di Alfredo Bacci, per più di 30 anni ingegnere Fiat, e di Ettore Chimenti, ex responsabile marketing della Piaggio. Questi hanno coinvolto nel progetto la cinese Xindayang, azienda specializzata in motori elettrici, l’Università dell’Auto della Provincia dello Jiangsu e l’Università di Pechino per curare la trazione elettrica, mentre lo stile è italiano. La D2S è, in pratica, l’erede di quella D2 che molti italiani hanno già potuto guidare grazie alla flotta di vetture Share’ngo. Meglio rifinita ed equipaggiata rispetto alla progenitrice adottata dal car sharing, è disponibile in tre versioni omologate come quadriciclo pesante (quindi guidabili da 16 anni con patente B1) e con un’autonomia dichiarata di 150-180 km (Gecko, Ant) o 250-300 km (Colibri). Non mancano, inoltre, due varianti omologate come vere automobili (categoria M1), capaci di toccare una velocità massima di 105 km/h e con percorrenze dichiarate di 150-180 km (Bee) o 250 km (Owl). I prezzi partono da 18.900 euro per i quadricicli e da 22.900 per le automobili.

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Tazzari. L’azienda di Imola propone da diversi anni la Zero, una microcar disponibile in molteplici varianti e omologazioni. Nella sua gamma sono presenti le spiaggine Zero 4 OpenSky, tra cui la Tender, non utilizzabile su strade pubbliche, e le versioni Limited (da 14.900 euro) e Sport (da 15.300), queste ultime omologate come quadricicli pesanti a quattro posti e con un’autonomia massima dichiarata di 180 km con batterie da 15 kWh. Quanto alle versioni chiuse, con vere fattezze da citycar, sono disponibili la Zero Junior (da 13.800 euro), omologata come quadriciclo leggero, la Zero City (da 15.300 euro), un quadriciclo pesante, e la Zero EM2 Space (da 22.800 euro), considerata dal legislatore una vera automobile (M1). In questi ultimi casi, l’autonomia massima è di 140 km sul quadriciclo leggero e di 200 km su quello pesante, sempre optando per il taglio delle batterie più grande.

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Estrima. Questo marchio nasce da una costola della Brieda Cabine, le cui cellule di sicurezza per il settore agricolo e quello industriale sono state la base di partenza nel progetto della piccola Briò, tra le microcar elettriche più compatte sul mercato. È disponibile in diversi allestimenti (Summer, Winter, Big e Box), ma soprattutto in due varianti: Classic, omologata come quadriciclo leggero, e Bolt, un quadriciclo pesante. La prima, con prezzi da 10.955 euro, può avere una batteria removibile e trasportabile a mo’ di trolley, che garantisce un’autonomia dichiarata di 55 km o accumulatori fissi che le fanno percorrere fino a 100 km. La Bolt, con prezzi da 12.175 euro, è disponibile a sua volta con una batteria fissa per offrire fino a 90 km di marcia.

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Renault. Non proprio una microcar in senso stretto, essendo i due occupanti disposti in tandem, la Twizy è disponibile nella versione da 45 km/h, omologata come quadriciclo leggero, e in quella da 80 km/h, entrambe con un’autonomia dichiarata di 100 km. Come avviene per la Zoe, l’auto elettrica più venduta in Italia, questo veicolo può essere acquistato con batteria di proprietà o a noleggio (Formula Flex). Nel primo caso, i prezzi partono da 12.000 mila e da 12.800 euro, rispettivamente per le versioni guidabili da 14 e 16 anni di età, che scendono a 7.500 e 8.300 con gli accumulatori in locazione.

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Citroën. Chiudiamo la nostra rassegna con un modello in arrivo: la microcar Ami, un inedito veicolo del Double Chevron dotato di caratteristiche portiere asimmetriche, di cui una ad apertura tradizionale e l’altra incernierata posteriormente. È omologata come quadriciclo leggero, il che si traduce in una velocità massima non superiore a 45 km/h. Secondo la Casa, l’autonomia di 70 km può essere ripristinata in tre ore utilizzando una normale presa domestica da 220V. Ovviamente, non manca la possibilità di sfruttare wallbox e colonnine pubbliche, utilizzando l’apposito adattatore (optional). Non si conoscono ancora i prezzi per l’Italia, ma si sa già che in Francia partono da 6.000 euro grazie agli incentivi, con la possibilità di dilazionare il pagamento con un anticipo di 2.641 euro e rate da 19,99 euro al mese.

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