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Nuovi segnali negativi a maggio: immatricolazioni in calo del 28% sul 2019

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Nuovi segnali negativi a maggio: immatricolazioni in calo del 28% sul 2019
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Non si arresta la crisi del mercato automobilistico italiano. Il trend di maggio non si discosta sostanzialmente da quello di marzo e di aprile, con un rimbalzo delle immatricolazioni rispetto allo stesso mese del 2020 caratterizzato, però, dal calo della domanda per effetto delle misure restrittive varate dal governo per contrastare la prima ondata della pandemia. Nello specifico, secondo i dati del ministero dei Trasporti, lo scorso mese sono state immatricolate 142.730 autovetture, il 43% in più rispetto a maggio 2020. Tuttavia, per avere un quadro della situazione più veritiero occorre fare un confronto con il periodo pre-Covid, ma anche in questo caso i numeri deludono: rispetto a maggio 2019, infatti, la domanda risulta in calo del 27,9%. 

I dati cumulati. Negativo risulta anche il confronto con lo scorso mese di aprile, quando sono state 145.033 le auto nuove registrate. Pertanto vi è un calo del 1,6% circa, che conferma l’effetto negativo dell’esaurimento dei fondi per i programmi di incentivi alla rottamazione. Un ulteriore segnale negativo arriva dai dati dei primi cinque mesi dell'anno, che mostrano 735.125 immatricolazioni. Anche in questo caso, si tratta di un forte rimbalzo rispetto al pari periodo dell’anno scorso (+62,8%), ma dal confronto su gennaio-maggio 2019 emerge comunque un calo del 19,3%.

Giù Stellantis. Per il gruppo Stellantis le registrazioni sono 5.296, il 31,4% in meno rispetto a maggio 2019, quando i dati erano suddivisi tra la Fiat Chrysler Automobiles e la PSA. Dei nove marchi, solo uno risulta in crescita: è la DS, che guadagna l'8,8% ma con solo 444 immatricolazioni. Segno meno per tutti gli altri: -52,7% per l'Alfa Romeo (1.113 registrazioni), -23,6% per la Citroën (6.594), -32% per la Fiat (23.798), -28,8% per la Jeep (6.020), -24,3% per la Lancia (4.611), -24,9% per la Maserati (148), -48,9% per la Opel (5.475) e -21,2% per la Peugeot (8.093).

Wolfsburg in calo. In calo risulta anche il gruppo Volkswagen ma a un tasso migliore rispetto al trend del mercato: le immatricolazioni, pari a 25.040 unità, scendono del 20,5%. Il brand omonimo flette del 30,7% (13.127), a Seat del 27,9% (2.070), l’Audi dell'8,5% (6.171), la Skoda dell'1,9% (2.851) e la Lamborghini del 22,9% (37). Per il marchio Cupra, al secondo mese di presenza nel conteggio delle immatricolazioni, sono 784 le vetture registrate, contro le 367 di aprile.

Renault e Ford. Il gruppo Renault segna performance peggiori rispetto a quelle del mercato, con un calo del 53,5% e 10.235 immatricolazioni. Di queste, 5.680 sono del marchio della Losanga (-56,4%) e 4.555 della Dacia (-49,3%). Meno pesante risulta la contrazione della Ford: -35,6% e 7.695 registrazioni.

BMW e Daimler. Il gruppo BMW perde, invece, l'11,1%, con 6.794 immatricolazioni, di cui 4.986 per il marchio dell’Elica (-10,3%) e 1.808 per la Mini (-13,5%). Per la Daimler le registrazioni sono 5.716, con una contrazione del 32,4%: il brand Mercedes cala del 17% (5.016 unità), mentre la Smart flette del 71% (700).

Le asiatiche. Tra i costruttori orientali, il gruppo Toyota immatricola 8.989 veicoli e perde l'8,1%, con il marchio omonimo in flessione del 4,3% (8.618 auto) e la Lexus in calo del 52% (371 registrazioni). La Nissan scende del 42,1% (2.314 immatricolazioni), la Honda del 29% (605 unità), la Mitsubishi del 46,1% (499) e la Subaru del 4,8% (217), mentre la Suzuki sale del 4% (3.631) e la Mazda è sostanzialmente stabile: -0,2% e 996 immatricolazioni. Performance negative anche per le coreane: la Hyundai subisce una contrazione del 16,3% (3.922), mentre la consociata Kia cala del 6% (3.800).  

Brillano Volvo e Tesla. Tra gli altri marchi del segmento premium, la Volvo, con 2.231 immatricolazioni, guadagna il 26,3%, mentre il gruppo Jaguar Land Rover registra un -3% e 1.715 immatricolazioni, di cui 485 per il marchio del Giaguaro (-18,4%) e 1.230 per il brand dei fuoristrada (+4,8%). Torna a crescere la Tesla, con 426 immatricolazioni e un balzo del 164,6%. Andamento negativo per la Porsche (-43,6%, con 522 auto), mentre la Ferrari vede le immatricolazioni scendere da 42 a 40.

Panda sempre prima. Non cambia la vetta della classifica dei modelli più popolari, sempre appannaggio della Fiat Panda, con 9.871 auto immatricolate. Alle sue spalle si piazzano la Fiat 500 (5.444 unità) e la Lancia Ypsilon (4.619). Seguono, nell'ordine, la la Fiat 500X (4.326), la Ford Puma (3.522), la Toyota Yaris (3.186), la Jeep Compass (3.171), la Citroën C3 (3.161), la Volkswagen T-Roc (3.111) e la Jeep Renegade (2.779). Nel complesso, nella top ten sono ben sei su dieci le vetture del gruppo Stellantis, con il podio interamente in mano a modelli del costruttore nato dalla fusione tra la Fiat Chrysler e la PSA.

Prosegue il boom delle elettrificate. Sul fronte delle alimentazioni, i dati forniti dall'Unrae evidenziano ancora una volta il trend positivo delle elettrificate e, di converso, la costante contrazione dei motori endotermici tradizionali. Nel complesso, l’aggregato delle auto ibride, plug-in ed elettriche cresce del 578,9% rispetto a maggio 2019 e vede la propria penetrazione migliorare dallo 0,8% al 9%. Nello specifico, le elettriche pure assistono a una crescita del 340,5% e salgono dallo 0,6% al 3,6% del mercato, mentre le ibride plug-in, grazie a un incremento del 1.499,8%, passano dallo 0,2% al 45,4%. Con un +295,1%, le ibride non ricaricabili arrivano al 28% del mercato (5,1% due anni fa) e superano abbondantemente le diesel, che perdono il 53,5% e scendono dal 41,9% al 23,4%. Ancora in vetta le auto a benzina, anche se in calo ormai chiaro: con un -39,3%, passano dal 43,6% al 31%.

Nuova 500 ancora al vertice delle Ev. All’interno dell’aggregato delle sole elettriche, la top ten dei modelli più popolari vede sempre al primo posto la Fiat Nuova 500, con 1.030 unità. Al secondo si piazza la Smart fortwo, con 641, e al terzo la Renault Twingo, con 513. Seguono la Volkswagen ID.3 (471), la Tesla Model 3 (425), la Peugeot 208 (283), la Renault Zoe (243), la Nissan Leaf (167), la Skoda Enyaq (157) e la Volkswagen ID.4 (141).

Male i privati. Quanto ai canali di vendita, i privati scendono del 19,6%, il noleggio a lungo termine del 21,7% e quello di breve del 49,9%, mentre le società perdono il 18%. Pesante anche il calo delle autoimmatricolazioni, con un -49,4%.

Ancora giù le emissioni. Prosegue, infine, la riduzione delle emissioni medie di CO2: scendono a 121,5 g/km dai 143 di maggio 2019. Nei primi cinque mesi dell'anno la media si attesta su 124,3 g/km, contro i 143,9 dello stesso periodo del 2019. Lo scorso mese sono state immatricolate 5.164 auto (3,6% del mercato) con emissioni inferiori ai 20 g/km e 6.503 vetture (34,5% del totale) nella fascia 21-60 g/km. Sono state invece 90.372 le registrazioni di modelli con CO2 compresa tra i 61 e i 135 g/km, il 62,8% del totale. Oltre a queste tre fasce, le cui vetture rientrano negli incentivi, sono state registrate anche 36.262 auto (25,2% della domanda) con emissioni comprese tra i 136 e i 190 g/km, mentre i modelli con valori di CO2 superiori ai 190 g/km sono stati 2.337, pari all'1,6% del mercato.

Il commento delle associazioni. Anfia, Federauto e Unrae, nel commentare in una nota congiunta l'andamento della domanda, sottolineano come i dati di maggio evidenzino "le forti difficoltà dell’auto a risollevarsi dalla crisi" e annullino "il pur timido tentativo di ripresa dei mesi scorsi sostenuto dagli incentivi". Inoltre lo scorso mese è "la prova numerica della brevissima durata degli incentivi per la fascia 61-135 g/Km di CO2, esauriti troppo presto per innescare un effetto volano sul nostro mercato". Pertanto le tre associazioni auspicano "che nell’iter di conversione del cosiddetto DL Sostegni-bis trovino spazio adeguate misure volte a sostenere il settore, favorendo il rinnovo di un parco circolante molto anziano. A questo scopo è necessario rifinanziare per l’anno corrente, con una dotazione adeguata e non effimera, gli incentivi per la fascia 61-135 g/Km a fronte di rottamazione, i quali hanno dimostrato di incontrare il forte gradimento dei consumatori e di ottenere effetti molto incisivi sull’ambiente”.

COMMENTI

  • Però , per fare un raffronto più completo su come si sta muovendo il consumatore nel settore auto, servirebbero anche i dati delle compravendite dell'usato.
  • Chi voleva cambiare auto ed non aveva preoccupazioni per la crisi economica ha approfittato degli incentivi. Come ho avuto modo di dire più volte l'auto è "bene di sostituzione" quindi se vi è incertezza economica non si cambia e si tengono le vecchie. Avevo in programma il cambio delle auto, rinviato "sine die", sia per l'incertezza economica, che per lo scarso appeal delle auto moderne, troppa elettronica a bordo, e tutte uguali, Già le mie le riconosco per la targa, e per i fanalini posteriori, sono particolari "vecchia maniera", eltrimeni me le "perdo". Quindi incentivi o no oggi con la crisi economica conviene tenersi le vecchie fino alla "morte naturale", anche perchè il regime fiscale non invoglia certamente il rinnovo.
  • Chi può,fa a meno della macchina che è stata demonizzata come SOLA causa dei cambiamenti climatici.
  • L'effetto drogante degli incentivi prima o poi si sconta, è normale. Al di là del periodo contingente, l'acquisto di un auto è punito, incentivi o meno, da uno stato che non vede l'ora "di fartela pagare", accanedosi con ogni tipo di balzello e sotterfugio. Quindi, invece che pretendere sempre bonus, bisognerebbe puntare sua una fiscalità più equa: non ti puoi presentare con uno zuccherino per poi continuare a massacrarmi - e non è solo una questione di bollo, che le elettriche riescono più o meno a schivare (chissà poi perché, come se non inquinassero)
  • Mi sembra improbabile che le ibride plug-in abbiano, come scritto nel testo, il 45,4%!! Forse è opportuna una maggiore attenzione in sede di revisione degli articoli