Nuovi Modelli

Gordon Murray
Ecco la T.50s Niki Lauda

Gordon Murray
Ecco la T.50s Niki Lauda
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Gordon Murray l'aveva anticipato, che dopo la T.50 sarebbe arrivata una versione da pista. Nessuno però si aspettava un omaggio a Niki Lauda da parte del progettista inglese, che ha presentato la sua nuova sportiva nel giorno del compleanno di Lauda, citando nel nome della vettura proprio il pilota che in Formula 1 portò alla vittoria la Brabham BT46B (monoposto frutto del lavoro di Murray), poi messa al bando per la sua ventola posteriore. La produzione della T.50S è prevista successivamente a quella della stradale: i clienti potranno acquistarne un esemplare al prezzo di 3,1 milioni di sterline (3,59 milioni di euro), tasse escluse, con consegne previste nel 2023. 

735 CV per 852 kg. Se la T.50 prodotta in 100 esemplari ha stupito per le sue forme essenziali e per l'assenza di appendici aerodinamiche a vista, puntando tutto sul fondo e sul "ventolone" in coda, la S è invece una hypercar ad alta downforce che guarda alla prestazione pura con un rapporto peso/potenza da record. La base è quella della T.50 con il V12 aspirato Cosworth 3.9 da 663 CV e 467 Nm per 986 kg, ma per la S centinaia di componenti sono stati ulteriormente rivisti per l'uso tra i cordoli: il risultato è una potenza di 735 CV e un peso di appena 852 kg. Per ottenere anche una migliore performance dal V12, capace di arrivare a 12.100 giri, è stato installato un nuovo airbox con effetto RamAir sul tetto ed è stato totalmente riprogettato l'impianto di scarico in Inconel, che non necessita più delle restrizioni necessarie per la circolazione su strada. Teste ed alberi a camme sono specifici, così come il rapporto di compressione (di 15:1) e le valvole di titanio. 

1.500 kg di downforce. Per una guida senza compromessi, Gordon Murray ha scelto, per la T.50S, di abbandonare il cambio manuale del modello stradale ed utilizzare un sequenziale Xtrac a sei marce con paddle al volante. La vettura permette di utilizzare diverse serie di rapporti, ma la velocità massima non è il dato fondamentale: in base al set installato, sarà possibile raggiungere dai 272 ai 336 km/h. L'abbinamento tra le nuove soluzioni aerodinamiche regolabili e il ventilatore posteriore ha permesso di raggiungere valori di downforce massimi di 1.500 kg, con prestazioni che, secondo Murray, saranno vicine a quelle di una LMP1 e delle monoposto di Formula 1. Questa scelta ha imposto modifiche importanti all'assetto, con nuovi elementi forgiati e regolazioni personalizzabili, comprese le altezze, che ora misurano 87 mm all'anteriore e 116 mm al posteriore. L'impianto frenante carboceramico Brembo adotta gli stessi dischi della T.50 con pinze a sei e quattro pistoncini e nuovi condotti di raffreddamento. L'unione tra il grip meccanico ed aerodinamico consente di sviluppare fino a 3,5g di decelerazione. I pneumatici slick 25/64 all'anteriore e 30/68 al posteriore sono installati su cerchi forgiati di magnesio da 18". 

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3,5g di decelerazione. Con 1.758 mm di larghezza, l'ala posteriore è uno degli elementi più caratteristici della T.50S: la sua forma è ispirata a quella delle appendici anteriori a freccia della Brabham BT52 del 1983. L'alettone lavora insieme al nuovo diffusore posteriore e alla ventola, che sulla versione S lavora sempre nella posizione "High Downforce", mentre sulla T.50 stradale è attivabile solo su richiesta del guidatore. L'ala è dotata di flap regolabili, che possono essere modificati insieme al diffusore anteriore. Murray afferma che, nelle simulazioni CFD, la vettura ha raggiunto valori di downforce massimi di 1.900 kg, ma per la versione definitiva le potenzialità sono state ridotte per non rendere la vettura troppo difficile da guidare.

Monoposto o biposto. Anche negli interni, la T.50S Niki Lauda sfoggia una netta trasformazione rispetto all'omologa da strada. Il sedile racing di carbonio riservato al guidatore rimane in posizione centrale, mentre è possibile trasportare un solo passeggero sul lato sinistro dove sono previste le cinture a quattro punti e un sedile opzionale. Lo spazio a destra è infatti occupato dal sistema antincendio e da una plancia comando ispirata a quella della McLaren F1 GTR. Il volante multifunzione rettangolare è specifico di questa versione, così come il display singolo della strumentazione.

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Una per ogni vittoria di Murray in Formula 1. La Hypercar dedicata a Lauda sarà costruita in 25 esemplari: uno per ciascuna vittoria in Formula 1 conseguita da una vettura progettata da Gordon Murray. Oltre alla denominazione del telaio personalizzata (il primo sarà Kyalami 1974) ogni auto sarà accompagnata da un libro che racconta la gara ed i ricordi di Murray relativi all'evento. I clienti potranno così vivere un' esperienza unica di acquisto e di personalizzazione del proprio esemplare, contando sul rapporto diretto con Murray per la nascita della propria T.50S. Al momento del completamento della vettura verrà organizzato un track-day per la messa a punto e la personalizzazione del posto guida, del telaio e dell'aerodinamica. Inoltre, ai clienti verrà consegnato anche tutto l'equipaggiamento necessario per gestire e rifornire la vettura in circuito: secondo Murray, questi dovranno essere in grado, in autonomia, di portare la vettura in pista e divertirsi, senza dover contare su ingegneri al seguito e senza dipendere dalla Casa madre per qualunque attività. In futuro saranno previsti eventi esclusivi per i possessori della T.50S ed è in corso una trattativa per dare vita ad un club europeo in collaborazione con l'RSO di Stephane Ratel. 

COMMENTI

  • Gli strinsi la mano a Monza nel 1987. Accompagnato da una sventola (bandiere), baffo e boccoloni ribelli. Preferirei una Edonis a queste sue creazioni, ma ricosco che e' entrato nel segmento super/hyper cars con un concetto di individualizzazione che altri non han mai immaginato.
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  • Comunque Gordon Murray è sudafricano, non inglese. ....... Ora, è vero che nella F1 dei suoi tempi la sicurezza era un concetto astratto, ma Gordon era diventato famoso anche per considerare il pilota un mero accessorio della macchina, sua la Brabham BT55 con cui nell'86 morì Elio De Angelis, una monoposto detta "la sogliola" per quanto bassa fosse e col pilota praticamente tutto fuori dall'abitacolo senza protezione alcuna in caso d'incidente, nonostante la posizione di guida fosse praticamente sdraiata. ........ Concetto tecnico (quello della sogliola) poi ripreso sulla McLaren dove il sudafricano passò successivamente....
  • Da una parte c'è Gordon Murray, dall'altra il nulla. E nessuno ha mai preso spunto da un uomo di 74 anni che, da sempre, rappresenta e propone una mobilità giusta, sensata ed equilibrata (soprattutto per i contesti urbani).
  • Quando penso come dovrebbe essere costruita una vera sportiva la immagino esattamente come la T50. Non ci sono parole, un compendio di altissima ingegneria meccanica.