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Sicurezza

Incidenti stradali
"In Europa i feriti sono ampiamente sottostimati"

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Secondo i dati dell’ultimo studio condotto dall’Etsc, il Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti, i dati dell’Unione Europea relativi ai feriti per incidenti stradali sono “fortemente sottostimati”. Ogni anno, secondo le statistiche ufficiali, si registrano circa 1.291.000 feriti, di cui 141mila gravi (pari all’11% del totale).

Servono dati migliori. Stando all’Etsc, i motivi per cui le stime sono in difetto sono sostanzialmente tre: informazioni raccolte in maniera incongruente da uno Stato all’altro; mancati rilievi da parte delle forze dell’ordine (che non sempre riescono a valutare la gravità delle lesioni); la difficoltà dei governi nel collegare le informazioni detenute dagli enti sanitari con quelle rilevate dalla polizia. A questo si aggiunge il fatto che molti incidenti che coinvolgono pedoni e ciclisti (il 57% di quelli gravi) spesso non vengono neppure denunciati.

"In Europa i feriti sono ampiamente sottostimati"

Difficoltà nel rispettare gli obiettivi Ue. “I governi nazionali devono impegnarsi di più per migliorare questo sistema imperfetto, basato ampiamente sui dati rilevati dalla polizia, che forniscono un quadro fuorviante del peso complessivo delle lesioni stradali sugli individui, sulle società e sulle nostre economie”, spiega Jenny Carson, project manager dell’Etsc. Questa metodologia, conclude, porta inevitabilmente a “forti ritardi” rispetto all’obiettivo dell’Unione Europea per il 2030 (introdotto nel 2018), che punta alla riduzione del 50% dei decessi e dei feriti gravi sulle strade. Secondo il rapporto Etsc, tra il 2013 e il 2023 i decessi sono calati solo del 16% e i feriti gravi del 13% in 24 Stati membri della Ue.

Le raccomandazioni. Il rapporto si conclude con le raccomandazioni dell’Etcs per ridurre il numero di feriti e accelerare il raggiungimento degli obiettivi: tra le più rilevanti c’è il miglioramento della raccolta dei dati (gli Stati membri sono invitati a utilizzare la classificazione dei feriti con lo standard AIS, Abbreviated Injury Scale), lo stimolo a introdurre “zone 30” nelle aree urbane e residenziali e lo sviluppo di infrastrutture più sicure, in particolare per gli utenti deboli della strada.

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