Lasciata alle spalle la travagliata separazione da BMW, che ha portato il marchio nell'orbita Ford, Land Rover cerca un riscatto d'immagine rinnovando il modello più diffuso. La principale novità è l'adozione dell'inedito e potente due litri turbodiesel a iniezione diretta common rail (da 82 kW/111 CV a 4000 giri/min), fra gli ultimi frutti della collaborazione con la Casa di Monaco. Per il resto, come si dice, "squadra che vince, non si cambia". Dev'essere stato il motto che ha spinto il costruttore inglese a mantenere praticamente invariato l'impianto complessivo della "Freelander", da tempo dominatrice incontrastata del suo segmento di mercato. È anche questo a mettere in ancora maggiore evidenza le ottime doti del propulsore a gasolio. Rispetto al modello precedente, l'incremento di potenza e, soprattutto, di coppia vivacizza il comportamento della vettura, ma senza alterarne la personalità, che resta il risultato di un salomonico compromesso fra le esigenze della guida in fuoristrada e quelle di un uso più quotidiano su asfalto. Proprio per questa ragione, la "Freelander" non riesce a raggiungere il "top" in alcuna delle due situazioni, ma resta comunque, anche per il prezzo abbordabile e le dimensioni relativamente ridotte, la più popolare sport-utility del nostro mercato.