Ha l'ambizione di piacere a tutti. Monovolume di estrema pulizia estetica e con una posizione di guida automobilistica, la "Picasso" si propone di rubare consensi ai patiti delle berline, a quelli delle station e persino a quelli delle grandi multispazio. Questa "Picasso" va bene, è spaziosa, pratica e, pur sapendo che qualcuno potrà non essere d'accordo, ci sembra, nel suo genere, pure bella. Questo il giudizio complessivo. Però costa cara. Ci riferiamo, ovviamente, alla versione due litri turbodiesel common rail, perché il "1600" a benzina, di pari potenza (66 kW), ha un prezzo molto più conveniente: circa 34 milioni o, se preferite, cinque milioni in meno (a parità di allestimento) della "HDi" oggetto del nostro test, una differenza solo in parte giustificata dalla diversa motorizzazione. E' pur vero che, confrontando i listini delle altre monovolume compatte, si scopre che la "Xsara Picasso" è in linea con la migliore concorrenza, ma la sensazione è che le Case, non soltanto la Citroën, stiano approfittando del crescente apprezzamento della clientela nei confronti delle vetture a gasolio. Una prova? Per pareggiare i conti con la "Picasso 1.6", il proprietario di una "Picasso HDi" dovrebbe percorrere circa 85.000 chilometri in tre anni: quasi come ai tempi del superbollo.