È finalmente arrivata la proposta svedese per contrastare l'egemonia della nobiltà automobilistica tedesca: elegante, filante, a tratti persino sportiva, la nuova berlina scandinava si è assunta il compito di guidare il rilancio europeo della Casa di Göteborg. Per farlo, si serve di un motore a gasolio moderno, innovativo, tecnicamente interessante: realizzato interamente d'alluminio, con cinque cilindri, venti valvole e iniezione "common rail" a 1600 bar di pressione. Le ambizioni di questa Volvo dell'era Ford sono tali che non abbiamo avuto imbarazzo nel confrontarla con un "mostro sacro" dell'automobilismo, la Mercedes.

La "C 270 CDI", anch'essa spinta da un cinque cilindri "common rail", sembra essere la concorrente d'elezione della "S60", in considerazione del fatto che per dimensioni, potenza e (perché no?) immagine è perfettamente paragonabile alla svedese. Senza mettere in conto la legittima curiosità di sapere se oggi la Volvo può riprendersi a pieno titolo il ruolo di "alternativa" nel panorama delle vetture di prestigio.

Ebbene, dopo averla guidata a lungo, la "S60 D5" (120 kW-163 CV) si è mostrata all'altezza delle aspettative e dal confronto con l'eccellente Mercedes "C 270 CDI" (125 kW-170 CV) è uscita a testa alta. Al massimo, si potrebbe obiettare che l'assetto sportivo coi cerchi da 17", presente sull'esemplare in prova, l'abbiano resa un po' rigida sullo sconnesso. Ma, si sa, nessuna è perfetta.