C'è stato un periodo, svariati anni or sono, durante il quale le giardinette svedesi erano popolarissime. Poi, ne è seguito un altro, più opaco e sbiadito.

Adesso, per lo meno dal punto di vista della qualità e della tecnologia, le cose dovrebbero cominciare a girare diversamente anche per la Volvo, che recentemente ha proposto il suo turbodiesel common rail: un cinque cilindri potente (120 kW-163 CV), silenzioso e parco, perfetto per "distrarre" i grandi viaggiatori dalle lusinghe dei costruttori tedeschi.

Macchina dall'ineccepibile valore tecnico, la Volvo "V70 D5" è accogliente e comoda: i suoi sedili, in particolare, sono tra i più confortevoli in senso assoluto, tanto che pure dopo un lungo trasferimento non si avvertono segni di stanchezza. Merito anche dell'insonorizzazione efficace, dell'ottimo lavoro delle sospensioni, dell'atmosfera di benessere che si respira nel lussuoso abitacolo.

Prestazioni dignitose (e soprattutto adeguate alle aspettative della potenziale clientela) e consumi di gasolio abbastanza bassi da rendere le soste al distributore piuttosto rare: più di 800 km con un pieno di gasolio, infatti, rientrano nella norma.

Il comportamento stradale è estremamente sicuro, come da tradizione Volvo: la macchina, pur con una mole importante, non mostra incertezze nel tracciare traiettorie pulite e precise, tanto da chiamare raramente in causa l'ausilio dell'elettronica.

Difetti? Beh, una certa pesantezza della frizione (circa 12 kg), la leva del cambio un po' "legnosa" da manovrare e il diametro di sterzata obbiettivamente eccessivo: 13 metri.