Con la "Meriva", Opel mette in campo una "furba" monovolume medio-piccola che concilia in modo ottimale, e senza compromessi, mobilità, richiesta di spazio e piacere di guida. Il tutto grazie a una nuova definizione del concetto di flessibilità: non più posti di quelli necessari, ma più spazio per i "soliti posti".

La chiave di volta è un sedile posteriore tipo scatola cinese, che si flette, s'appiattisce, trasla e si dispiega in funzione del numero di passeggeri che deve ospitare. Se sono solo due, qualche facile manovra ed ecco pronte altrettante poltrone degne di una prima classe, con tanto di appoggiabraccio-contenitore centrale.

Massima versatilità anche per quanto riguarda il trasporto di bagagli ingombranti: ripiegando adeguatamente i sedili si arriva a caricare oggetti lunghi fino a 2,4 metri, larghi 60 centimetri e alti oltre 50: molto più di quanto sia normalmente necessario.

Tra gli altri pregi della "Meriva", l'ergonomia del posto guida (nessun problema anche per chi è alto oltre un metro e novanta), il confort di marcia e il buon comportamento su strada, caratterizzato nella versione da noi provata da un'indole più turistica che sportiva.

Su strada, il motore di 1.6 litri (da 74 kW-101 CV) brilla soprattutto per l'elasticità che consente di sfruttarlo fin dai regimi più bassi, il cambio manifesta qualche impuntamento se non azionato con la necessaria dolcezza (ma come optional c'è un consigliabilissimo automatico "Easytronic" a controllo elettronico) e lo sterzo, impeccabile tra le viuzze cittadine, si rivela poco progressivo quando si sale con l'andatura.

Fra il buono e l'ottimo la sicurezza di marcia su qualsiasi tipo di fondo: merito dell'eccellente lavoro delle sospensioni posteriori a bracci interconnessi, coadiuvate dall'ormai indispensabile sistema di controllo della stabilità (disponibile a richiesta). Sempre sicura la frenata e più che adeguato il consumo di carburante.