Grazie al restyling di Giugiaro, quest'ultima "156 Sportwagon" acquista più slancio e grinta rispetto alla versione precedente, di cui conserva le linee essenziali. Dentro, i sedili, rivestiti di pelle sulla versione "Distinctive" della nostra prova, sono correttamente conformati e sostengono bene il busto, tanto da risultare confortevoli anche dopo parecchie ore di viaggio. Corretta la posizione di guida, d'intonazione sportiva.

Piuttosto completo l'equipaggiamento di serie, che comprende, tra le altre cose, l'Abs, il controllo elettronico della stabilità (Vdc), sei airbag e il climatizzatore automatico bi-zona con ricircolo automatico, che si è però rivelato assai meno efficace del previsto.

La novità più importante di questa "156 JTD", comunque, è il propulsore cinque cilindri a venti valvole con iniezione multijet e turbocompressore a geometria variabile da 129 kW-175 CV (coppia massima di 385 Nm a 2000 giri), abbinato a un cambio meccanico a sei marce. Così motorizzata, la vettura offre prestazioni di grande rilievo e un'elasticità di marcia di livello elevato, con consumi molto contenuti.

La guida è particolarmente piacevole, anche per il fatto che il rombo del motore non è mai eccessivo, neppure quando lo si sfrutta al massimo. E diventa del tutto coinvolgente quando, alle prime curve, si manifestano le eccellenti qualità del telaio (esaltate dai cerchi opzionali da 17"), che rimangono il vero punto di forza della "156".

Lo sterzo è pronto e preciso, la tenuta di strada eccellente e il retrotreno segue sempre le traiettorie impostate, anche quando si esagera per davvero, tanto da rendere quasi superflua la presenza del sistema Vdc (Vehicle dynamic control). Il cui intervento rimane limitato a situazioni molto particolari, quali, per esempio, la guida su fondi innevati e ghiacciati.