Dopo essersi costruita una reputazione come city-car, Smart amplia i suoi orizzonti con la "roadster", vetturetta, sempre a due posti secchi, che proietta il marchio verso una realtà multiprodotto.

Una volta calati nel posto di guida (è proprio il caso di dirlo, vista l'altezza di soli 119 centimetri del corpo vettura), braccia e gambe sono distese, com'è giusto che sia su una sportiva. Le regolazioni di volante e sedile sono limitate, ma, comunque, anche persone di altezza superiore alla media riescono a sistemarsi in maniera accettabile. Davvero poco, invece, lo spazio a disposizione per i bagagli.

Il tre cilindri "Suprex" ha subìto un aumento di cilindrata di 100 cm³ che lo portano a un totale di 698, e i 60 kW-82 CV dei quali è capace si sposano bene con una massa che, in ordine di marcia, supera di poco i 900 chili.

Il cambio elettroattuato, di serie come su tutte le Smart, rispetto al passato è stato migliorato in maniera apprezzabile: ora, in accelerazione, i passaggi da un rapporto all'altro sono più rapidi, mentre qualche incertezza rimane quando si scende di marcia: meglio andare in manuale (magari con le levette al volante) e anticipare le scalate.

Il servosterzo elettrico, di recente introduzione su tutte le Smart, sulla "roadster" lo avremmo voluto di serie: non tanto per alleggerire le manovre (che pure richiedono uno sforzo di quasi sei chili), quanto piuttosto nella speranza di rimediare a una certa lentezza del comando, poco gradita quando ci si abbandona al piacere della guida.

Bassi i consumi di benzina: a 120 all'ora si percorrono poco meno di 16 chilometri con un litro e in città difficilmente si scende sotto i 17 di media.