Gian Luca Pellegrini

Ho iniziato a leggere Quattroruote nel giugno del 1977. Passando dall’edicola per comprare Alan Ford, vidi la copertina con sopra una Mercedes 280 E e decisi di spendere un’insensata percentuale della mia paghetta da tredicenne. È stato in quel momento che le automobili sono diventate parte integrante della mia esistenza. Entrai in redazione il primo gennaio del 1988, dopo aver sfinito di richieste di collaborazione l’allora direttore Raffaele Mastrostefano. Cedette più per stanchezza che per reale convinzione delle mie capacità. E infatti, per farmi capire che scrivere di macchine era una cosa seria, mi piazzò a elaborare le quotazioni dell’usato. Dopo 12 mesi di tabelle compilate a mano, mi promossero giornalista praticante, affidandomi a Clelia d’Onofrio e Claudio Rossoni: sono stati loro a insegnarmi il mestiere. Nel 2014 sono diventato il direttore della testata dove ho sempre voluto lavorare sin da quand’ero ragazzetto. Nei 26 anni intercorsi tra l’assunzione e la direzione, ho fatto di tutto: prove, inchieste, interviste, numeri speciali, enciclopedie, reportage. Credo di aver guidato tutte le auto apparse sul globo terracqueo negli ultimi 30 anni. Quando posso, mi (tra)vesto da pilota e corro, di solito con risultati inversamente proporzionali all’entusiasmo.

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