Non confondetela: la "1007" non è la nuova piccola di casa Peugeot, ruolo cui sono e saranno dedicati altri modelli e che alla "1007", diciamolo francamente, andrebbe strettino. La linea inconsueta, ma non priva di eleganza, e le due grandi porte scorrevoli ambiscono a ritagliarle un ruolo diverso: essere magari la Mini francese, pur con tutta l'approssimazione che ogni paragone comporta.

Fatta la doverosa premessa, non resta che cliccare sul telecomando per salire a bordo. L'operazione di apertura dura 5 secondi o poco più, dei quali non ci si accorge quando si deve salire, perché col telecomando si può dare il via alle manovre quando ancora si è distanti qualche passo dalla macchina. Gli stessi secondi sono un po' più "lunghi" all'atto della discesa, perché in quel caso, volenti o nolenti, bisogna stare lì ad aspettare che i servomeccanismi compiano silenziosamente il loro dovere.

Le differenze di carattere tra i due "1400", a benzina e "HDi", sono quasi scontate per chi abbia un minimo di dimestichezza coi motori: il primo sale un po' pigramente sin verso i 3500 giri, per poi allungare sino a quota 6000, ma va detto che, a ben guardare, sono davvero poche le volte in cui viene voglia di avventurarsi nella parte alta del contagiri. Con il turbodiesel, invece, tutto è rovesciato: la parte migliore arriva subito, con una buona corposità sin dai regimi più bassi, ma "il bello" finisce poco dopo i 3000 giri. Si può insistere con le marce e arrivare a regimi ben più elevati, ma non se ne vede davvero la ragione. Le soddisfazioni maggiori arrivano dai consumi, perché il piccolo turbodiesel è davvero parco.

Chi compra la "1007", con tutta probabilità, avrà spesso a che fare con il traffico cittadino e il nostro consiglio è di scegliere il cambio robotizzato 2Tronic, almeno per ora riservato ai motori a benzina: solleva dall'incombenza della frizione, e già questa non è cosa da poco, e poi permette di non avere a che fare con una leva gommosa e poco precisa.

Qualcosa di più ci saremmo aspettati dal punto di vista dell'assorbimento delle sospensioni, perché questa Peugeottina risponde in maniera un po' secca sulle asperità brevi, pur se dotata di un assetto non certo rigido.

Vale la pena di ricordare che l'Esp è di serie: niente male, per un'auto di questa categoria, pur tenendo in considerazione un prezzo non proprio "popolare", visto che la gamma parte appena sotto i 15.000 euro. Non è poco, ma i contenuti non mancano, a cominciare dalle dotazioni di sicurezza: oltre al controllo della stabilità, ci sono sette airbag (il settimo è sotto il piantone dello sterzo, dedicato alle ginocchia del guidatore), gli attacchi Isofix e i pretensionatori anche per le cinture posteriori.