Un'occhiata e? sì, non può che essere una Citroën. Un po' perché le linee proprio comuni non sono, un po' perché basta avere una minima dimestichezza con la storia della Casa per rintracciare, qua e là, richiami e citazioni ai modelli del passato.

Dalle parti di Parigi, però, non si sono limitati a un'operazione nostalgia, oggi tanto di moda, e hanno infuso nella "C6" il Dna delle ammiraglie che hanno fatto la storia del marchio. Bastano pochi chilometri, pilota o passeggero non importa, per ritrovare i tratti caratteristici delle berlinone Citroën, come il confort degno di un bel salotto, una quantità di spazio adeguata anche a cinque persone e le qualità stradali decisamente sopra la media.

I 4,9 metri abbondanti di lunghezza garantiscono un grande agio per i passeggeri e poco importa che siano seduti davanti o dietro, perché il divano posteriore non è meno attrezzato delle poltrone anteriori. Insomma, un'auto perfetta per i lunghi viaggi, nei quali l'unica rinuncia riguarda le valigie; il bagagliaio non è né grande né comodo: i 426 litri che abbiamo rilevato non sono un granché e l'accessibilità è limitata dalla forma e dalle dimensioni del cofano.

Fra le due versioni oggetto del test sembra non esserci gara, a guardare soltanto le rilevazioni strumentali: rispetto alla "3.0 V6", la "2.7 HDi" vince su tutta la linea, perché ha prestazioni migliori e consumi inferiori. Quello che gli strumenti non riescono a misurare sono la gradevolezza e la morbidezza, doti delle quali il "3000" a benzina è sommamente dotato e che gli fanno perdonare uno scatto non certo felino e consumi che è eufemistico definire importanti.

Tra le due unità, comunque, a fare la differenza non è la potenza, ma la coppia, ben superiore per la turbodiesel: 440 Nm contro 290. Peccato soltanto che, quando si tratta di partire da fermo un po' velocemente, la "HDi" abbia qualche esitazione nei primi metri: un leggero ritardo dovuto alla sovralimentazione e soltanto in parte "nascosto" dal bel cambio automatico a sei marce, morbido e capace d'interpretare al meglio le intenzioni di chi guida.

Se le due tonnellate in ordine di marcia danno filo da torcere soprattutto ai motori, sotto il profilo del comportamento dinamico, la "C6" sembra quasi dimenticare la sua stazza. I valori di pura tenuta laterale non sono elevatissimi, ma questa grande Citroën scivola tra le curve con disinvoltura: la leggerezza dello sterzo non aiuta a capire cosa realmente stia accadendo alle ruote, ma il comportamento si segnala sempre per la notevole sincerità, capace di non mettere in difficoltà neppure il più sprovveduto dei guidatori. Oltre che morbida e vellutata sulle sconnessioni, la "C6" è anche silenziosa, molto silenziosa; tra le due versioni non ci sono differenze significative a velocità costante, ma in piena accelerazione il "3000" a benzina riesce a essere più discreto.