Carta d?identità: Skoda Yeti 2.0 TDI 140 CV 4x4 Experience. Una strana creatura questa Yeti. Con un?altezza da vera fuoristrada (179 centimetri) e una lunghezza da perfetta cittadina (4,2 metri), vuole essere una Suv in grado di cavarsela in ogni situazione, offrire tanto spazio e risultare gradevole da guidare, sempre. E sembra proprio che ci riesca.

Di tutto, di più. La prima sorpresa a bordo della "nostra" Yeti è il lusso: la plancia accoglie con plastiche morbide al tatto, design ricercato e un equipaggiamento di tutto rispetto. Oltre alla dotazione di serie, che comprende anche il climatizzatore automatico bizona, sul nostro esemplare non si è badato a spese: sedilidi pelle (1.900 euro), tetto apribile elettricamente (1.070 euro) e navigatore satellitare (1.430 euro).

Confort da monovolume. Al volante si sta comodi, leggermente rialzati, ma in posizione del tutto automobilistica (non verticale). La visibilità è ottima e non mancano i portaoggetti, sotto la console e sul tunnel. Il divano posteriore è frazionato e scorrevole come su molte monovolume: le poltroncine laterali vanno avanti e indietro, hanno lo schienale regolabile su tre inclinazioni e possono persino scorrere lateralmente verso l?interno, se si elimina la porzione centrale del divano. Nemmeno il bagagliaio delude: lo spazio minimo, con tutti i posti indietro, è discreto (371 litri), ma spingendo avanti i sedili il vano aumenta parecchio (453 litri). In caso di trasloco, poi, oltre a poter ripiegare i sedili, si può persino rimuoverli del tutto e ci si ritrova lo spazio di un furgoncino.

Spirito da fuoristrada. Fin qui, potrebbe essere una monovolume perfetta per una famiglia con due bambini. Ma la Yeti è anche un?altra cosa. Certo, si può scegliere la versione base Active a trazione anteriore (la 1.2 turbo da 19.000 euro, per esempio), ma il punto di forza della Suv Skoda è nelle quattro ruote motrici. Il sistema è semplice, ma efficace: in base ai parametri e ai segnali trasmessi "capisce" se mantenere il 96% della coppia all?anteriore, se passarla addirittura fino al 90% dietro o se distribuirla sulle quattro ruote, quando tutte sono su fondo scivoloso; infine, il differenziale elettronico Eds può persino trasferire quasi tutta la coppia a una singola ruota, se è l?unica che mantiene aderenza. E per i più esigenti, è disponibile (di serie sulla nostra Experience) il tasto "Off-road", che varia l?erogazione della coppia su fondi difficili e mantiene la velocità ridotta nelle discese pericolose.

Agile e poco assetata. La vettura in prova monta un turbodiesel da 140 CV e 320 Nm, che dà una sensazione di grande prontezza e agilità. Il cambio ha innesti precisi e privi di impuntamenti, mentre la frizione è stancante. Il motore è un po' pigro sotto i 1.500 giri, ha una buona erogazione, ma soprattutto è poco assetato di gasolio: la media di 7,7 litri ogni 100 km è tra le migliori della categoria. La Yeti non punta certo alle prestazioni, ma la guida è sempre gradevole e sicura. Su tutte le versioni l?Esp è di serie e nei test di stabilità al limite interviene frenando ogni perdita di aderenza del retrotreno. Sterzo preciso, freni ben modulabili chiudono il quadro.

Prezzo alto, ma... Compilata la tabella accessori ci è preso un colpo: 35.591 euro? Ma come, una Skoda cara come una BMW X1? In realtà le cose non sono proprio così: la Yeti stracarica di optional arriva al punto da cui la X1 comincia. Però c?è da riflettere. Forse una Suv col marchietto verde può fare a meno di qualche optional. Tanto, di qualità, ce n?è già molta di serie.