Come le sorelle, anche la DS5 fa di tutto per distinguersi ed essere originale. L'intenzione è quella di piazzarsi in cima alla gamma della divisione di lusso della Citroën, come dimostrano le cifre in gioco: per una vettura come quella in prova bisogna mettere sul piatto 37.300 euro.

Caratteristiche. Il family feeling con le altre DS è ben evidente, soprattutto nel muso. La novità sta invece nella spessa modanatura cromata che sottolinea le nervature del cofano fino a salire sul secondo dei due montanti anteriori. Una volta a bordo, troviamo un bel sedile dotato di regolazioni elettriche, memorie e, addirittura, del massaggio alla schiena; peccato solo che sia stato piazzato un po? troppo a sinistra, perdendo l?allineamento con volante e pedaliera. Per il resto, si tratta di prendere confidenza con una disposizione dei comandi in alcuni casi un po? troppo originale, soprattutto sulla console centrale. Il desiderio di ottenere un ambiente lussuoso e, nel suo genere, unico, è evidente, palpabile; per contro, la gran quantità di arredi rende meno evidente quella sensazione di spaziosità tipica delle auto francesi, ma sulla DS5, metro alla mano, lo spazio c?è, sia davanti sia dietro. Le uniche note critiche riguardano il tunnel, su cui si sente la mancanza di un portaoggetti per chiavi, telefonino e tutto quanto la vita quotidiana porta con sé, e alla finitura, con alcuni dettagli plastici che in un simile contesto stonano.

Prestazioni. Pur non essendo grintoso come certi concorrenti tedeschi, il 2.0 litri turbodiesel da 163 CV della DS5 ha parecchie frecce al suo arco: è disponibile, "sveglio" e capace di prendere i giri senza la minima indecisione. Deve soltanto fare i conti con un cambio automatico a sei marce davvero sottotono, che fatica a interpretare le richieste di motore e pilota: spesso ci si ritrova con una marcia più alta di quella che servirebbe e, tra il momento in cui si schiaccia l?acceleratore e quello in cui la spinta è realmente disponibile, passa un po' troppo tempo. In compenso, nella guida rilassata è davvero morbido. Le richieste di gasolio, comunque, non sono mai esagerate e, oltretutto, i 60 litri del serbatoio non danno mai l?impressione di essere pochi: con il piede giusto, tra un rifornimento e l?altro si riescono a fare anche 700 chilometri.

Su strada. La DS5 vive un po? uno sdoppiamento della personalità, ma si gioca le sue carte migliori nei lunghi viaggi. La sensazione è che desideri accontentare sia un pubblico che cerca un comportamento frizzante e dinamico sia quello degli aficionados della Casa francese, alla ricerca soprattutto di comodità e morbidezza. Alla fin fine, le buone qualità dello sterzo e un telaio sempre prevedibile le regalano una notevole gradevolezza anche su strade ricche di curve. Peccato, come detto, che quanto più si sale col ritmo, tanto più si deve "combattere" con il cambio, e la situazione non migliora premendo il tasto Sport o passando in modalità manuale. In più, l?assenza del raffinato sistema idropneumatico tipico delle ammiraglie Citroën costringe a qualche compromesso: la DS5 ha un assetto rigido, soprattutto quando si tratta di filtrare ostacoli come rotaie, tombini o pavé. Ottima, invece, l?insonorizzazione.

In sintesi. La famiglia delle DS cresce. Sono bastati un paio d'anni e, dal nulla, siamo già al terzo modello. Diverse, originali e dotate di una spiccata personalità. Con la DS5 non è il caso di incaponirsi a capire "cos'è". Il cambio automatico non è il massimo e le sospensioni sono durette -e proprio questa è la caratteristica che lascia più perplessi-, ma non è soltanto sui questi aspetti che bisogna focalizzare l'attenzione. Della DS5 dovete decidere se vi piace l'originalità, e se il suo desiderio di non assomigliare a niente e nessuno è pure il vostro.