Con l?Astra si parte subito bene. Non presenta nessuna particolare novità dal punto di vista tecnico, visto che nasce sulle stesse basi dell?Insignia, l?ammiraglia di Casa Opel; ma appena saliti a bordo si ha l?impressione di essere su un?auto di categoria superiore.

Confort assicurato. La nuova Astra è lunga ben 4,42 metri (17 cm in più rispetto alla generazione precedente). Metro alla mano, però, lo spazio a bordo è più o meno lo stesso delle concorrenti. Anzi, qualche centimetro in più per le gambe di chi sta dietro non avrebbe guastato. Molto buona, invece, la profilatura dei sedili, che trattengono e sostengono davvero bene, così come l'insonorizzazione a tutti i regimi. Ottimo il filtro delle sospensioni, merito anche del FlexRide, il sistema che gestisce l?assetto e lo adegua alla velocità e allo stile di guida (optional da 850 euro). Completano il quadro tasche e ripostigli un po? dappertutto, il portaocchiali sul padiglione lato guida, lo specchio di cortesia ben illuminato, il cassetto portaoggetti di buone dimensioni e dotato di ripiani. Comodo anche il bracciolo centrale, regolabile longitudinalmente, le cui posizioni sono però poco definite, col risultato che scorre avanti e indietro appena s?appoggia sopra il gomito. L?unica cosa che ci lascia perplessi è la console centrale: da vedere è piuttosto bella, ma la quantità di tasti e manopole è davvero eccessiva. Oltretutto, la suddivisione per aree (clima, radio, navigatore) non è granché evidente e il risultato è che non si può quasi mai andare a colpo sicuro.

Turbo ben educato. Che si tratti di un Milano-Roma o del casa-ufficio quotidiano in mezzo al traffico, poco importa: l?Astra riesce sempre a essere gradevole, riposante e "su misura". Bisogna solo fare l'abitudine ai massicci montanti anteriori, che "invadono" un po' il campo visivo, così come dietro i 500 euro dei sensori di parcheggio (compresi pure quelli anteriori, peraltro) sono una spesa che aiuta a non complicarsi troppo la vita. Alla gradevolezza generale dà un bel contributo anche il motore, un nuovo 1.400 turbo da 140 CV che è figlio del downsizing, oggi tanto di moda. Lungi dall?essere rabbioso, è sempre pronto a prendere i giri e questo regala grande souplesse all'Astra. Il turbo c?è, ma fai fatica a capire a quale regime comincia a spingere: il suo ingresso è ben educato, progressivo e il risultato sono prestazioni adeguate, ma soprattutto un?enorme fruibilità a tutti i regimi. In più, è anche piuttosto parco: a 130 orari, si riescono ancora a percorrere più di 12 km/l. Sulla "nostra" 1.400 turbo dobbiamo accontentarci di un manuale a sei marce (l'automatico è riservato alle motorizzazioni top): buona la manovrabilità, pur con un leveraggio ampio, le marce sono ben scalate e il pedale della frizione non costringe a sforzi sovrumani.

Grande tenuta. Ma sul bagnato.... Per quanto sia una berlina formato famiglia, l?Astra si rivela abbastanza gustosa anche quando si alza il ritmo su strade ricche di curve e, appena si preme il tasto Sport, il FlexRide la rende subito più piatta e meno propensa al rollio. Le uniche attenzioni bisogna averle sul bagnato: l'Esp interviene in alto, come hanno messo in evidenza le prove che simulano situazioni d?emergenza sul fondi a bassa aderenza: servono mani davvero esperte per riuscire a mantenere con sicurezza la traiettoria. La situazione è decisamente migliore sull?asciutto, dove l?Astra ha sfoderato una gran tenuta di strada. Giusto per dare un riferimento, sono numeri da BMW ben assettata.