Porsche: la Foto gallery con i modelli mai visti - Quattroruote.it
Concept

Porsche
I prototipi mai visti - FOTO GALLERY

Porsche
I prototipi mai visti - FOTO GALLERY
Chiudi

Una decina di giorni fa, nella sezione Q Premium del nostro sito, abbiamo raccontato la storia di una Porsche mai nata: l’ambizioso progetto, sul finire dello scorso decennio, di realizzare una riedizione della 550 Spider degli anni 50, la famosa "piccola bastarda" su cui, tra l’altro, perdette la vita l’attore hollywoodiano James Dean. Ora la Porsche ha deciso di aprire parte dei suoi archivi e di rendere pubbliche non una, ma ben quindici Porsche mai nate. O forse, chissà, in qualche caso non ancora nate. Si tratta di studi di stile più recenti di quello oggetto del nostro scoop, i più freschi risalgono all’anno scorso: li trovate - con la loro storia e i dettagli tecnici - nella Foto gallery qui sopra.

Operazione glasnost. Il perché di questa operazione trasparenza, lanciata sotto lo slogan “Porsche Unseen”, non è chiaro. L’effetto però è quello di far capire quanto lavoro nascosto venga portato avanti dai centri stile delle Case. Si può dire che, per ogni modello che arriva sul mercato, ce ne sono altre decine di cui il grande pubblico ignora assolutamente l’esistenza. “Portiamo avanti dai 10 ai 15 studi l’anno, a diversi livelli di sviluppo”, dice Michael Mauer, direttore dello Stile della Casa che costruisce la 911. Vale per la Porsche come per ogni altro grande costruttore. E tenete conto che per ognuno di questi studi, che potete divertirvi a sfogliare nella nostra galleria fotografica, sono state fatte decine di sketch e di modelli virtuali.

Dialogo con la storia. Il fatto che non abbiano visto la luce non significa certo che siano avulsi dalla realtà. Il dialogo con la storia del marchio da una parte – queste auto sono spesso reinterpretazioni moderne di modelli leggendari del passato – e con la futura produzione dall’altra è continuo. Per esempio, la Vision Turismo del 2016 ha punti di contatto, nelle proporzioni e in alcuni dettagli, con la Taycan, mentre sembra non casuale che, dopo l’abortito tentativo del 2009 di cui vi abbiamo raccontato nella nostra storia su Premium, la Porsche sia tornata sul tema della roadster compatta nel 2019, con lo studio Vision Spyder, connotata dall’appellativo “Little rebel”, che riecheggia appunto quel nomignolo “little bastard” della progenitrice. Possibilità di portarla in produzione? Il mercato non è favorevole, ma si sente che a Zuffenhausen la voglia di un prodotto simile è tanta.

Voglia di roadster. Se il progetto 550 One del 2009, firmato da Walter de Silva, rivisitava gli stilemi della scoperta degli anni 50 alla luce del design Porsche contemporaneo, questa Vision Spider lo fa con un occhio al futuro. “È una reinterpretazione, non un rétro”, sottolinea Michael Mauer. “Alcuni dettagli”, aggiunge, “li potremo ritrovare in qualche prodotto futuro, per esempio la forma dei fari”. Il concetto, poi, di sportivina compatta è molto connaturato al Dna della marca, tanto che altri dei quindici studi svelati giocano con questo tema. La più interessante forse è la 904 Living Legend, disegnata ormai nel lontano 2013 partendo dall’architettura di fibra di carbonio della Volkswagen XL1. “Mentre producevamo molti sketch, provando differenti forme di carrozzeria, ci siamo resi conto con profondo stupore che stavamo ricreando, senza neppure volerlo consciamente, le forme di una vecchia leggenda delle corse, la 904”, raccontano al centro stile.

Il tema prediletto. “Io non ho un progetto preferito”, risponde Mauer a una domanda di Quattroruote, “ma se dovessi esprimere una predilezione verso un concetto, un’idea, direi che le sportive piccole, pure e minimaliste sono le mie favorite e molto in linea con lo spirito della marca”. Tutto ciò però non ha impedito, a lui e ai suoi designer, di disegnare anche un oggetto a prima vista extraterrestre nella gamma del costruttore di Zuffenhausen: la Vision “Race Service”, una strana monovolume che si stacca dagli altri studi non soltanto per la forma, ma anche per un vivace colore rosso che ne sottolinea l’estraneità, è una libera interpretazione, datata 2018, del concetto di van da famiglia. “La domanda di fondo qui era: fino a che punto possiamo spingere il linguaggio formale della Porsche fuori dai territori abituali?”. La risposta, in lamiera, può sconcertare i puristi. Ma secondo Mauer il Dna di marca si riconosce comunque, nel trattamento fluido e muscolare delle superfici e in certi dettagli, dai fari anteriori agli archi passaruota bombati.

Ma il futuro è “unseen”. Le proporzioni, con passo lungo e sbalzi cortissimi, rendono questa insolita monovolume una candidata ideale per un’architettura elettrica. Chissà se vedremo qualcosa del genere in produzione? Comunque andrà, la trasparenza della Porsche arriva fino a un certo punto. Gli studi di stile che vedete arrivano, come detto, al 2018-19. Quel che non vi stanno facendo vedere è ciò su cui i designer stanno lavorando in questo momento e che indaga il possibile volto delle Porsche di dopodomani. Un margine di segretezza, in questo, è comprensibile. Magari vedremo parte di questo materiale più avanti, tra un paio d’anni, in una prossima tornata di “desecretazione”, al futuro round di “Porsche Unseen”.

COMMENTI

  • 10-15 Studi all'anno, e poi lanciano una 911 sempre uguale ogni 6 anni. Interessante. Mi piace il passaggio in cui dice che le sue preferite sono piccole, leggere e minimaliste. Sembra proprio la descrizione della 911 e dei vari SUV.
  • Porsche Le Mans Living Legend: la versione Porsche della Alpine A110 :-)