Gli anni 90 rappresentano un decennio di grande fermento per la Lancia, che all’epoca presidia il mercato con una gamma di prodotti piuttosto articolata. Pur prendendo il via con i prestigiosi trofei conquistati dalla Delta, quel periodo segna tuttavia il definitivo addio della Casa al motorsport per lasciare campo libero all’Alfa Romeo. La visione del gruppo Fiat, del resto, è chiara: il Biscione e la Lancia devono avere caratteri ben distinti – sportivo il primo, elegante l’altra – evitando sovrapposizioni di prodotto. Una scelta sbagliata? Per i lancisti nostalgici delle glorie nei rally sì, ma non mancano in quegli anni validi modelli che rappresentano un’alternativa a buon mercato al lusso tedesco (è il periodo del marco forte e della lira debole). In più, entra a listino la Y, un modello unico nel suo segmento per prestigio (la Classe A e la Mini moderna arriveranno solo qualche anno dopo, ma con caratteristiche diverse), che evolve ed enfatizza l’indole glamour della precedente Autobianchi Y10, la seconda auto delle famiglie borghesi.