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Perché la Casa crede nel metano

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Perché la Casa crede nel metano
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Nonostante il calo del mercato italiano, l'Audi punta con convinzione sul gas naturale. Con la gamma g-tron è il primo marchio premium ad affiancare le bombole al serbatoio, mentre l’impianto di Emstadt produce e-gas a impatto zero.

I vantaggi. Nessun limite di parcheggio (a differenza del “collega” Gpl) e, rispetto al diesel, il 70% di emissioni di CO₂, il 68% dei vituperati NOx, una rumorosità dimezzata e il 4% di PM (ovvero attorno al 30% di anidride carbonica e di NOx in meno e particolato quasi azzerato). E una percorrenza di 270 km con appena 10 euro. In altre parole, si risparmia il 65% rispetto al pieno di benzina, il 40% rispetto al gasolio, il 20% sul Gpl. Con queste premesse, le auto a metano dovrebbero spopolare, e invece negli ultimi anni il calo è stato costante.

Primo mercato europeo. Dopo aver sfiorato le 63 mila immatricolazioni nel 2015 (pari a una quota del 4%), si è scesi sotto 44 mila nel 2016 (un -30% abbondante che ha ridotto l’impatto sul totale al 2,4%), per crollare a 32.743 l’anno scorso, il 25% in meno e una quota dell’1,7%. Il tutto in uno scenario che vede invece aumentare del 24% le alimentazioni alternative nel loro complesso (per una quota di mercato dell’11,7%) e nonostante la rete più ampia d’Europa: le quasi 1.300 stazioni di rifornimento italiane - seppur distribuite in modo disomogeneo sul territorio e praticamente assenti al Sud - rappresentano il 30% del totale continentale (meno di 900 sono quelle in Germania, 174 se ne contano in Austria, 147 in Svizzera), ma sono ben poca cosa rispetto alle 22 mila che vendono benzina e gasolio. Nel 2016, nello stivale circolavano 900 mila auto a metano (ma ben 2,2 milioni a Gpl).

Che cosa deve cambiare. Per ribaltare l’andamento degli ultimi anni, bisogna allargare la rete distributiva (la Snam promette 300 distributori in più), applicare la normativa che consente il rifornimento a self-service (oggi applicato in una sola stazione), introdurre una multicard per le flotte e i noleggiatori. L’adozione di bombole di composito, invece, ha già risolto uno degli inconvenienti più fastidiosi dell’alimentazione a metano, la revisione. Oggi basta un controllo visivo, della durata di un’ora, da effettuare in officina al costo di circa 50 euro.

Allargare l’offerta. E naturalmente devono aumentare le possibilità di scelta per il cliente. Oggi in Italia a listino ci sono 16 modelli, 11 dei quali proposti dal gruppo Volkswagen, che può anche vantare, con l’Audi, anche di essere il primo a offrire il metano in formato premium, con la A3, A4 e A5 g-tron. Vetture che garantiscono le prestazioni che ci si aspettano dai Quattro anelli, con l’unica limitazione di non poter essere equipaggiate con la trazione integrale. E non finisce qui: con l’impianto di Emsland, inaugurato un anno e mezzo fa, l’Audi è anche la prima azienda al mondo a offrire metano sintetico (e-gas, nella nomenclatura aziendale), ottenuto da fonti energetiche rinnovabili (eoliche, nello specifico). Chiosa Fabrizio Longo, direttore di Audi Italia, "se non può essere (ancora) utilizzata, anche la tecnologia migliore rimane un bluff". Quindi, in attesa della rivoluzione elettrica (ben salda nei programmi della Casa, che professa la “neutralità tecnologica”, cioè l’apertura a tutte le soluzioni, idrogeno compreso), perché non “spingere” su una tecnologia già matura, che dal punto di vista dell’impatto ambientale è addirittura più virtuosa dell’elettrico? Senza rinunciare, va sottolineato, a neppure un grammo di piacere di guida. 

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